balich petrecca

“LA TELECRONACA DI PETRECCA DISASTROSA? TUTTE LE TV AVEVANO GUIDE DETTAGLIATE, I CINESI SONO STATI FANTASTICI” – MARCO BALICH, DIRETTORE CREATIVO DELLA CERIMONIA INAUGURALE DEI GIOCHI OLIMPICI DI MILANO-CORTINA, SISTEMA PER LE FESTE PURE IL DIRETTORE MELONIANO DI RAISPORT: “L'ASSENZA DI SINNER? UNA CERIMONIA NON SI COSTRUISCE INSEGUENDO UN NOME MA SUI SIMBOLI” – "LA FORMULA DELLE OLIMPIADI DIFFUSE? DAL PUNTO DI VISTA DEL DIRETTORE CREATIVO COMPORTA GRANDI MAL DI TESTA. GHALI HA DETTO CHE NON HA SENTITO NÉ PACE NÉ UNITÀ? LE POLEMICHE MI INTERESSANO IL GIUSTO”

Francesco Moscatelli per “la Stampa” - Estratti

 

La cosa più emozionante?

«La reazione di San Siro a Mattarella sul tram, perché racconta un Presidente tra le persone». 

 

MARCO BALICH

La telecronaca disastrosa?

«Noi abbiamo messo a disposizione una media guide molto dettagliata. E comunque io devo preoccuparmi di tutte le telecronache del mondo, non di una sola».

 

L'assenza di Sinner? «Parliamo di un campione straordinario, ma una cerimonia non si costruisce inseguendo un nome o l'attualità del momento: si costruisce sui simboli». 

 

 

Il direttore creativo dell'apertura olimpica Marco Balich parla dopo due giorni in cui ha messo il telefono in modalità silenziosa, con la voce ancora segnata dalla stanchezza. Sa che le polemiche di queste ore sono inevitabili, lui preferisce tornare alle immagini e a ciò che resterà: il Presidente tra la gente, gli anelli che si uniscono, la "voce" dello stadio. Lei conosceva ogni dettaglio. 

 

Dal vivo qual è stata la cosa che più l'ha emozionata? 

cerimonia apertura olimpiadi invernali

«Vedere il volto del Presidente Mattarella sul tram. È stata una scena molto faticosa da costruire e quando l'ho visto inquadrato, con quell'ovazione che si è preso, mi ha colpito davvero. È un grande Presidente e siamo contenti di averlo celebrato in quel modo». 

 

Quella scena è diventata subito iconica. Come è stata realizzata? 

«È stata possibile grazie all'ottimo rapporto tra il Quirinale e la Fondazione Milano Cortina, con Malagò e con il mondo dello sport. È tutto girato davvero: Mattarella è venuto a Milano, abbiamo girato sul tram con l'Atm molto onorata di ospitarlo. È arrivato tra le persone, in modo semplice, misurato. Era il modo giusto». 

GIORGIA MELONI - CERIMONIA DI APERTURA OLIMPIADI MILANO CORTINA

 

Anche il dettaglio del peluche ha colpito molto... 

«Sappiamo quanto il Presidente sia vicino ai bambini e allo sport. Poi sono nati meme, battute. A me piace quando succedono queste cose: vuol dire che c'è affetto». 

 

Altri momenti che si porta dentro? 

«L'ingresso dell'Italia, gli anelli che si uniscono, il momento dedicato alla pace. (...)

 

Ghali però ci è rimasto male, ha detto che non ha sentito né pace né unità…

«Io come direttore artistico ho scelto con la mia squadra creativa un roster di artisti che ritenevo rappresentativi del Paese: Ghali, Favino, Laura Pausini… Parlare di Gianni Rodari al mondo è stato un gesto importante. Abbiamo raccontato una parte della nostra cultura milioni e milioni di persone. Le polemiche mi interessano il giusto». 

cerimonia apertura olimpiadi invernali 3

 

La telecronaca della Rai non vi ha aiutato. Vi siete arrabbiati? 

«Io devo preoccuparmi delle telecronache di tutto il mondo. Nella media guide avevamo scritto tutto quello che c'era da sapere. Poi ogni Paese interpreta come vuole. I cinesi, per esempio, erano fantastici. Io sono troppo felice di quello che abbiamo fatto per fermarmi su questo». 

 

(…) l'applauso all'Ucraina, per esempio, l'ho trovato autentico, bellissimo». 

 

Molti si aspettavano un cameo di Jannik Sinner. Come mai lo sportivo italiano più seguito al mondo non c'era? 

MARCO BALICH 2

«Quando fai un evento mondiale, tutti dicono chi dovrebbe esserci e chi no. E chi vuole partecipare si fa avanti. Io preparo le scelte due anni prima e vado in quella direzione, adattandomi alle esigenze. Tutti quelli che sono saliti sul palco lo hanno fatto a titolo gratuito. Sinner è un grandissimo italiano, che gira il mondo e che fa benissimo al Paese. Lasciamolo stare, va bene così». 

 

Con chi ha condiviso le prime emozioni a fine cerimonia? 

«Con il team creativo e con i coreografi. Negli ultimi giorni dormivamo due o tre ore a notte, lavorando a turni continui. È stato un lavoro di squadra enorme». 

 

Tecnicamente qual è stata la cosa più complicata? 

GHALI - CERIMONIA APERTURA OLIMPIADI INVERNALI MILANO CORTINA

«I tempi. Entrare in uno stadio come San Siro solo tredici giorni prima è complicato. Lo dico per esperienza: per l'inaugurazione dello stadio della Juventus avevamo lavorato un mese e mezzo, al Maracanã due mesi pieni. Qui invece montavamo luci, audio e palco mentre lo stadio continuava a vivere. E poi i grandi tubi di tempera: immagini bellissime, ma farli scendere all'unisono vuol dire provare alle tre di notte, sotto la pioggia, calibrare pesi e tensioni». 

 

Un'immagine che resterà nella memoria olimpica? 

«Il finale di Vincerò, cantata da Bocelli, con l'inquadratura dal basso della torcia sotto gli anelli. Sono momenti che vibrano e che passano alla storia». 

cerimonia apertura olimpiadi invernali 1

 

Ha rivisto qualcosa di Torino 2006 in questa esperienza? 

«Sì. Il giorno prima c'erano mille polemiche, il giorno dopo la città era piena di bandiere. Oggi i social amplificano tutto e siamo tutti registi. Io continuo a pensare che il nostro lavoro sia celebrare il bello». 

 

La formula delle Olimpiadi diffuse può funzionare anche in futuro? 

«Per le Olimpiadi invernali è una soluzione intelligente: evita impianti costosi e inutili. 

GHALI - CERIMONIA APERTURA OLIMPIADI INVERNALI MILANO CORTINA

Dal punto di vista del direttore creativo comporta grandi mal di testa, ma va bene così». 

cerimonia apertura olimpiadi invernali 2cerimonia apertura olimpiadi invernali 2CERIMONIA INAUGURALE giochi milano cortinaCERIMONIA INAUGURALE giochi milano cortinacerimonia apertura olimpiadi invernali 4

 

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