IL CALCIO DI INFANTINO E’ DIVENTATO UNA BUFFONATA (PER FARE SOLDI)! AL MONDIALE, CON GLI "HYDRATION BREAK", PAUSE PER IDRATARSI, È CAMBIATO IL REGOLAMENTO (HANNO INSERITO UN DOPPIO TIME OUT E NON LO HANNO DETTO A NESSUNO): INTORNO AL 22ESIMO MINUTO DI OGNI TEMPO L’ARBITRO DEVE CONCEDERE AI CALCIATORI UNA PAUSA DI TRE MINUTI PER IDRATARSI. A PRESCINDERE DALLE CONDIZIONI CLIMATICHE, ANCHE QUANDO PIOVE E TIRA VENTO COME E' SUCCESSO IERI A TORONTO DURANTE GHANA-PANAMA (CON I TIFOSI INFURIATI CHE HANNO FISCHIATO) – IL FOGLIO: “C’È VOLUTO POCO A CAPIRE CHE FOSSE UNA FORZATURA PER AUMENTARE I RICAVI VISTO CHE, NELLE PAUSE, LE TV POSSONO MANDARE IN ONDA GLI SPOT. DI FATTO NON SI PARLA PIÙ DI DUE TEMPI, MA DI QUATTRO. COSA CAMBIA? TUTTO, PERCHÉ...” - VIDEO
Da gazzetta.it
I fischi del pubblico hanno accompagnato i due hydration break durante la sfida Ghana-Panama al Mondiale a Toronto. Finora i più ridicoli di sempre: vento forte, pioggia scrosciante, non il clima più in linea con le pause per l'idratazione... I tifosi hanno fischiato a lungo sin dall'inizio del conto alla rovescia.
AI MONDIALI IL CALCIO È CAMBIATO: COLPA DEGLI HYDRATION BREAK
Fulvio Paglialunga per ilfoglio.it - Estratti
(…) Sono cambiate le partite, è cambiato il regolamento. Solo che non lo hanno detto a nessuno: hanno trovato un buon mezzo per non dover giustificare il fine. Li hanno chiamati hydration break, pause per idratarsi.
Una specie di soccorso ai calciatori, la Fifa che mossa da nobili intenti si preoccupa della salute degli atleti, esposti al sole e alle alte temperature durante le partite.
Solo che le partite a quegli orari rischiosi per la salute sono state fissate dallo stesso organo che si preoccupa della salute dei calciatori. E, peraltro, c’erano già: a determinate condizioni climatiche l’arbitro poteva già chiamare una breve pausa per far bere i calciatori.
Invece in questo Mondiale non sono più un’opzione, ma un obbligo da regolamento: intorno al 22’ di ogni tempo l’arbitro deve concedere ai calciatori una pausa di tre minuti per idratarsi. A prescindere dalle condizioni climatiche, anche negli stadi con il tetto retrattile e l’area condizionata.
C’è voluto poco a capire che fosse una forzatura, questo cambio improvviso. E forse nessuno ha creduto a un momento di empatia di Gianni Infantino, quando ha annunciato che in quei due blocchi da tre minuti le tv avrebbero potuto mandare spot pubblicitari.
Ecco, il punto è questo: il calcio è una macchina da soldi e questo non sorprende. Il Mondiale è la più grande giostra su cui il pallone possa salire e questo ne amplifica la popolarità. Ma quello che è stato inventato per aumentare i ricavi, in questo momento sta cambiando il gioco, sta trasformando le partite.
Di fatto non si parla più di due tempi, ma di quattro, con la logica del basket per cui tra il primo e il secondo quarto e tra il terzo e il quarto ci sono due intervalli brevi, mentre quello lungo è in mezzo.
Cosa cambia, in realtà? Tutto, perché il calcio non è più un flusso, non è più una corsa continua, è più difficile vedere un dominio continuativo o una sorpresa che la squadra favorita non riesce a evitare almeno fino alla fine del tempo. C’è una pausa, che spezza il ritmo. C’è la pubblicità, che dice al tifoso che quella cosa è più importante della sua emozione.
(…)
Ma il punto è che tutti, compresi quelli che ne stanno traendo giovamento, riconoscono il calcio, cambiato così. Anche se incassa più soldi, anche se ingrossa le casse della Fifa.
Però se si valica il confine del concetto base del calcio, fatto di fatica e persino stordimento, se si toglie una possibilità ulteriore a Davide di stordire Golia, perché il gigante può riorganizzarsi se è affaticato, se si pensa che aumentare le distrazioni aumenti l’appeal si avvicina pericolosamente il momento in cui (non c’è da ridere, è stato auspicato) la partita potrà diventare solo una somma di highlight, a favore di tiktoker. In pratica alla lunga rischiamo di andare allo stadio per vedere delle bellissime pause
HYDRATION BREAK NORVEGIA
INFANTINO
HYDRATION BREAK GHANA PANAMA




