COME MESSI NESSUNO MAI! DOPO LA TRIPLETTA CON L’ALGERIA, IL 39ENNE LEO MESSI FA DUE GOL ALL’AUSTRIA (SBAGLIANDO MALAMENTE PURE UN RIGORE) E SCRIVE LA STORIA: LA “PULCE” ARRIVA A 18 CENTRI NELLE FASI FINALI DEL MONDIALE – NEL 40ESIMO ANNIVERSARIO DELLA "MANO DE DIOS", IL GOL CON IL PUGNETTO DI MARADONA ALL’INGHILTERRA A MESSICO '86, L’ARGENTINA IMPAZZISCE PER L'EREDE DI DIEGO E VIENE PROMOSSA AI SEDICESIMI – L’ESULTANZA SOCIAL DI LELE ADANI (E C'E' CHI CHIEDE: "PERCHE’ LA RAI NON FA COMMENTARE "L’ALBICELESTE" A LUI E LA GERMANIA A BIZZOTTO?") - VIDEO
Pierfrancesco Archetti per gazzetta.it - Estratti
Vittoria, qualificazione, record e anche festa di compleanno anticipata di un paio di giorni: Leo Messi è la luce incontrastata di questa Argentina solida, compatta anche se non troppo spettacolare, capitano a parte. Mercoledì il “10” festeggerà il 39° compleanno, ma corre come un ragazzo, basti vedere come raddoppia al 95’, e ha il carattere di rimediare a un errore iniziale dal dischetto: nell’anniversario della Mano de Dios, 40 anni dal gol con il pugnetto di Maradona all’Inghilterra a Messico 86, l’Argentina riverisce ancora il suo idolo del nuovo secolo. Cinque reti al Mondiale dei campioni del mondo: tutti suoi.
E Messi cerca di superare subito il record di miglior marcatore ai Mondiali di Klose, dopo aver eguagliato il tedesco con la tripletta al debutto contro l’Algeria: il 17° centro sembra arrivare in avvio, perché un intervento a tenaglia di Posch e X.Schlager su Lautaro diventa un fallo da rigore dopo lunga revisione al Var. Messi rallenta troppo la rincorsa, aspettando il tuffo del portiere, che invece non cade nella trappola, aspetta e Leo calcia fuori. Terzo rigore fallito in sei Mondiali, primato negativo: l’unico, in un’altra giornata di gioia.
Ma l’intesa fra Lautaro e Leo è buona nel 4-4-2 argentino. L’interista mette di fronte alla porta il suo capitano al 19’, però il portiere ribatte. Dopo è Alaba a respingere il tiro a colpo sicuro di Leo, ma al 39’ nessuno lo può fermare: discesa di Medina, velo di Almada e Messi infilza il portiere (e Klose lasciato a 16). Tutto lo stadio è per lui, anche Manu Ginobili, gloria argentina e texana del basket fa festa.
Scaloni mantiene la stessa formazione dell’esordio, eccezion fatta per l’infortunato Montiel rilevato sulla fascia destra da Molina, ex Udinese. Lautaro comunque non è isolato come punta, perché il ct preferisce il 4-4-2; al suo fianco, partendo da centro destra, c’è Messi. Rangnick fa debuttare dall’inizio Wanner “acquistato” recentemente dalla Germania (poteva scegliere le due nazionali), Danso al posto di Lienhart e in attacco Gregoritsch rileva al via Kalajdzic.
Si gioca a mezzogiorno, ma il tetto è chiuso e l’interno dello stadio dei Dallas Cowboys è avvolto dall’aria condizionata. Giusti i fischi e i buh per le interruzioni pubblicitarie mascherate da break per idratarsi in un’arena con 20 gradi. Interrompono una gara intensa, ruvida, in cui non mancano gli scontri accesi. Ralf Rangnick, mancato milanista, deve muoversi nei tunnel dello stadio con una golf car per i problemi alla caviglia, ha tempo per riflettere su alcuni cambiamenti, ma nella ripresa, mentre Shakira manda baci dalla tribuna, l’Austria parte più aggressiva anche senza cambi immediati. Però non trova le conclusioni per impensierire il Dibu Martinez, a parte una punizione di Sabitzer. Scaloni fa invece entrare Nico Gonzalez, Otamendi e Alvarez per Almada, Romero e Lautaro.
E Rangnick risponde con Friedl, Prass e soprattutto Arnautovic, sperando incidere di più davanti, anche se resta dietro la punta Gregoritsch. Ma è sempre Messi il protagonista: con veemenza si prende di nuovo tutta la scena, segna il 2-0, distanzia anche Mbappé, il vero pericolo a 14 gol. E anche gli austriaci alla fine vanno ad abbracciarlo.


