ilaria damico gigi buffon

''CON GIGI NON STIAMO SEMPRE AVVINGHIATI''. ILARIA D'AMICO SOFFRE PER LE PAPARAZZATE: ''CERCHIAMO DI MANTENERE LA NOSTRA VITA PRIVATA, PER QUESTO NON LA METTO SUI SOCIAL. QUEL TIPO DI ESIBIZIONE NON MI APPARTIENE'' - ILARIONA NONOSTANTE L'OTTIMA CARRIERA NEL MONDO SPORTIVO HA SEMPRE LA FISSA DI FARE LA GIORNALISTA POLITICA, NE PARLA SEMPRE COME SE CI STESSIMO PERDENDO UN TALENTO CLAMOROSO. ''NON ME NE OCCUPO DAL 2015, MA NON HO MAI SMESSO DI SEGUIRLA. ORA VEDIAMO''

ilaria d amico

Chiara Maffioletti per www.corriere.it

 

Parlando della sua carriera, Ilaria D’Amico ammette che per qualche anno ha alzato il piede dall’acceleratore. Oggi però, al debutto della nuova stagione di «Champions League Show» (in onda su Sky Sport da stasera, ogni martedì e mercoledì di Coppa), con la stessa serenità dice di sentirsi nuovamente pronta a correre. «Quando nella mia vita è servito del tempo per far quadrare degli equilibri familiari, è stato spontaneo prenderlo. Ora che sento di aver raggiunto una certa armonia, sono pronta per immaginare nuovi progetti».

 

BUFFON D AMICO

Iniziamo dalle certezze: l’impegno con la Champions. Il calcio è parte di lei... 

«Non sarebbe nemmeno finta modestia dire il contrario. Il calcio è nella mia pelle. Lo racconto a Sky dal 2003 e la scorsa è stata una stagione d’oro. Il problema è che mi diverte ancora moltissimo e il mio editore mi consente di plasmare un prodotto in cui c’è attenzione per ogni dettaglio».

BUFFON D'AMICO

 

Quindi non sono veri i malumori tra lei e Sky per un presunto contratto ritoccato? 

«No, assolutamente. Tra me e Sky non sarà mai un problema di numeri. L’unico problema che potrebbe verificarsi è se un giorno non ci fosse più la libertà intellettuale che ho respirato fino ad oggi».

 

Se il calcio è una sua nota passione, l’altra è la politica. 

«Anche lì, quello che più amo è far emergere le sfumature, le contraddizioni. Non me ne occupo più dal 2015 ma non ho mai smesso di seguirla. Sono stati anni impegnati e impegnativi ma adesso vediamo».

 

Adesso vediamo? 

buffon faceapp

«C’è in me l’idea di tornare ad occuparmene. Prima non potevo. Perché tutto funzionasse nella mia vita servivano energie e dedizione. Banalmente, altrimenti a Parigi come ci andavo? Per far funzionare il nucleo mio e di Gigi (Buffon, ndr.) bisognava fare così e la prova che le cose sono andate bene è che quando abbiamo detto ai bimbi che l’esperienza in Francia finiva (il portiere è tornato alla Juve, ndr.) erano tutti dispiaciuti: segno che eravamo riusciti nella nostra impresa. Ad ogni modo, ora che tutto si è ricomposto credo che le mie due passioni possano tornare a coesistere».

 

È una professionista apprezzata eppure di lei, specie negli ultimi anni, si parla soprattutto per la vita privata: le scoccia? 

L'ultima partita di Buffon con la maglia della Juve

«Senza contare che stando alle foto che pubblicano di noi, io e Gigi passiamo la vita avvinghiati. Ci vogliamo molto bene ma non è esattamente così. Che dire, non è che l’abbia presa bene, no. Anche perché non sono mai stata una persona che ama molto raccontarsi: facciamo la nostra vita, usciamo, ma evitiamo i posti mondani e proviamo a vivere una vita piuttosto riservata. A questa indagine costante della mia vita, in cui ci si chiede ogni giorno se sono incinta o no, non mi ci sono ancora abituata. Capisco il gioco delle parti, ma non mi piace».

 

buffon

Anche come si veste in trasmissione diventa ogni volta un possibile tema, no? 

«Eppure mi vesto sempre uguale, in fondo. Non rinuncio alla femminilità, penso si noti, ma come mi vesto non è mai stato per me un argomento su cui soffermarmi troppo».

 

Non è nemmeno molto attiva sui social. Perché? 

«Per me sarebbe una fatica folle raccontare il mio privato. Poi, dover pubblicare quelle foto finto-naturali o dei momenti di gioia esibita... non fa per me. È quasi sempre una traslazione della realtà non si sa quanto veritiera».

 

E cosa pensa delle molte sue colleghe che lo fanno? 

ilaria damico e gigi buffon alle mauritius

«Capisco che questa visibilità social possa avere un senso e diventare anche un’appendice della carriera, rispetto chi lo fa ma è un modo di raccontarsi che non mi appartiene per niente. Si sceglie di enfatizzare la parte estetica e si cerca consenso così. Sarà che ho sempre cercato di far parlare di me come professionista, a prescindere dal mio essere donna, che avere quello come manifesto non mi rappresenterebbe per niente».

 

d'amico buffon

Eppure li usano anche i calciatori, anche i politici... 

«Almeno i calciatori hanno anche una componente di celebrazione delle loro gesta professionali. I politici ne fanno un uso ancora un po’ vecchiotto, fanno le dirette Facebook… anziché affidarsi alle storie di Instagram che, come dicono i nostri figli più grandi, sono decisamente più “giuste” (ride, ndr)».

 

Anche i figli suoi e di Buffon più grandi, a differenza di molti con genitori famosi, sono lontani dai social.

ilaria damico e gigi buffon alle mauritius 6

« Spero non siano sui social e dico spero perché non essendo io esperta la cosa potrebbe sfuggirmi... in generale vorremmo che rimanessero più a lungo possibile i figli di Gigi e di Ilaria, non i figli dei nostri cognomi».

 

Sarete per la prima volta insieme sul palco a ottobre, al Festival dello Sport. 

«In Gazzetta hanno convinto prima lui e poi me. Ma la cosa va ancora discussa nel dettaglio — ride —. I primi collegamenti con Gigi, durante Sky Calcio Show erano particolari... ora direi che anche incrociarci professionalmente è rientrato nella norma».

 

ilaria damico e gigi buffon alle mauritius 4

Ciclicamente rispunta la triste polemica sulle donne che non sarebbero brave quanto gli uomini a parlare di calcio. Cosa dice a chi la pensa così? 

«Lo trovo un tema talmente superato... A Sky, per fortuna, nessuno la pensa così. Per me professionalmente il mondo si divide tra chi è in grado e chi non è in grado... e so solo io quanti uomini conosco inadeguati a fare il mestiere che fanno. Anche donne, ovviamente, per questo il discorso sul genere non mi scalda per niente».

 

Le è mancato spingere sull’acceleratore in questi anni? 

«No, davvero, anche perché sono volati. Tra il nuovo affetto famigliare, traslochi, lavoro, cambiamenti e bambini in abbondanza la noia non c’è mai stata. Nel mentre non ho mai perso d’occhio la mutazione politica che stiamo vivendo. Ora, una volta assestata, sto ricominciando a sentire il richiamo della foresta».

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