juve inter

LA COPPA ITALIA E’ DELL’INTER – DUE RIGORI E UN PERISIC PAZZESCO REGALANO AI SUPPLEMENTARI A INZAGHI IL SECONDO TROFEO: JUVE BATTUTA 4-2 - DOPO LA SUPERCOPPA ALLEGRI VIENE NUOVAMENTE BEFFATO E SI BECCA UN'ESPULSIONE NEL FINALE DA FAR WEST - TESTA A TESTA DI MAX CON IL VICE DI INZAGHI DOPO IL PRIMO RIGORE CONCESSO AI NERAZZURRI (“MI PRENDO ANCHE IL ROSSO”). POI ALTRE SCINTILLE CON LAUTARO - IRONIE SULL’ACCONCIATURA DI ARISA CHE HA CANTATO L’INNO: “HA USATO L’OLIO DELLA MIA MACCHINA” - VIDEO

 

Luca Taidelli per gazzetta.it

 

juventus inter

Applausi per tutti, ma la Coppa Italia più pazza della storia va a un’Inter… interminabile che sprinta con Barella, potrebbe soccombere dopo le due sberle di inizio ripresa assestate da una Juve imbelvita e invece riacciuffa i supplementari con il rigore di Calhanoglu, prima di sprintare con la doppietta dell’incredibile Perisic. Dopo la Supercoppa, Inzaghi beffa ancora Allegri, espulso nel finale da far-west, e mette in bacheca il secondo trofeo.

 

Aspettando di vedere cosa succederà in campionato. La certezza per stanotte è che le due rivali storiche hanno regalato un film pieno di emozioni, con l’immancabile coda di polemiche. Ma, con oltre 170 Paesi collegati, questa finale da record anche nell’incasso (oltre 5 milioni di euro) è stata uno spot per rilanciare il prodotto calcio italiano e invertire una tendenza preoccupante nell’ultimo decennio rispetto ai top campionati europei.

 

juventus inter

Allegri aveva già annunciato almeno tre undicesimi di formazione e non rischia il tridente pesante, come invece avvenuto in campionato ad inizio aprile. Al fianco di Vlahovic c’è Dybala, con Cuadrado e Bernardeschi esterni con licenza di offendere in quello che da 4-4-2 in fase di possesso si trasforma in un 4-2-3-1 con Zakaria e Rabiot in mediana. De Ligt affianca Chiellini, Bonucci in panchina. Inzaghi non rischia Bastoni e preferisce D’Ambrosio a Dimarco, anche se questo comporta lo spostamento (poco gradito dall’interessato) di Skriniar a sinistra.

 

Largo a destra c’è Darmian e non Dumfries, mentre Dzeko davanti affianca l’intoccabile Lautaro. Le squadre si annusano per 5 minuti, il tempo di capire che anche questa volta Allegri sceglie di non asfissiare Brozovic, la sorgente del gioco interista. Dybala infatti si limita a tenerlo d’occhio, ma sa che non può competere con Epic in dinamismo.

 

Ed è proprio il croato che al 7’ recupera sulla trequarti una respinta di Chiellini e apre a sinistra per Barella, che fa il Perisic, salta secco Cuadrado, si accentra e lascia partire un destro che gela Perin. La squadra di Inzaghi è uscita meglio dai blocchi anche nella caccia alle seconde palle e nei duelli in mediana, con Calhanoglu che non dà riferimenti a Zakaria e Rabiot che fatica a prendere la targa di Barella.

juventus inter

 

Al 20’ proprio lo svizzero e Chiellini provano a scuotere i compagni con due contrasti degni di una finale, ma il problema è innescare Vlahovic, quasi sempre raddoppiato. Al 23’ ne approfitta Dybala, ma Handanovic è sicuro sul mancino rasoterra e super sul diagonale dello stesso serbo dopo un break del gladiatore Chiellini, ma con complicità nerazzurra.

 

L’inerzia del match si rovescia come sabbia in una clessidra, la Juve mostra i muscoli, alza il baricentro di venti metri e va vicina al pareggio prima di testa con De Ligt (Handanovic alza sopra la traversa) e poi con Dybala che strozza il sinistro da buona posizione. L’Inter fatica a reggere l’urto, non trova più sfoghi sugli esterni pulizia nella trame centrali. Al 40’ Danilo si ferma nella propria area, ma sembra in grado di proseguire eppure Allegri non perde un istante per cambiare disegno. Dentro Morata, Cuadrado si abbassa, Bernardeschi scivola a destra e lo spagnolo va a sinistra nel tridente alle spalle di Vlahovic.

 

SECONDO TEMPO —   Nessun cambio a inizio ripresa, ma il match si accende come una pira e diventa stupendo. Merito della Juve che è indemoniata e in due minuti piazza un doppio colpo micidiale.

 

Al 50’ Vlahovic viene murato ma sulla ribattuta Alex Sandro azzecca il sinistro che, complice forse la lieve deviazione di Morata, induce Handanovic al mezzo errore che vale il pareggio. Che però non basta ai bianconeri, micidiali due minuti dopo sull’asse Bernardeschi-Dybala, con la Joya che spalanca la porta a Vlahovic sul filo del fuorigioco.

juventus inter perisic

 

Il serbo salta D’Ambrosio, Handanovic si supera ma non può nulla sulla ribattuta. L’Inter accusa il colpo ma reagisce due volte sfondando a sinistra con Perisic e Calha che però non trovano un compagno a centro area perché Chiellini è gigante. Brozo rischia grosso quando, lasciato solo dai compagni, deve fermare Dybala in campo aperto con un fallo da giallo e poi calcia via il pallone. Sperando di azzeccare la mossa come fatto da Allegri con Morata, al 63’ Inzaghi cambia addirittura tre uomini.

 

Dentro Dimarco, Dumfries e Correa per D’Ambrosio, Darmian e un abulico Dzeko. Allegri risponde subito dopo con Bonucci e Locatelli per Zakaria e Bernardeschi, passando a un 3-4-3 che si adatta a 5-4-1 se l’Inter spinge. Cosa che però succede poco perché i nerazzurri – un’anomalia in Italia – vanno sotto in fisicità ed intensità, complice anche forse lo sforzo profuso in campionato per rimontare l’Empoli e non fa scappare il Milan, laddove una Juve camuffata si è potuta permettere la sconfitta di Marassi.

 

juventus inter

Vero che Barella e soci da metà tempo spingono forte, ma sembrano non riuscire ad andare oltre a un sinistro a fil di palo di Dimarco e a un grappolo di cross e corner che esaltano le torri bianconere. Invece al 78’ sul traversone di Dumfries, Perisic va in cielo e fa la sponda per Lautaro, che cade in area complice il sandwich di De Ligt e Bonucci. Doveri non ha dubbi, punisce l’intervento dell’olandese e dal dischetto Calhanoglu fa 2-2 con un tracciante da brividi che colpisce il palo interno, quasi nel sette, e si insacca. Allegri protesta fin quasi all’area tecnica di Inzaghi e si prende un giallo. E’ lotta senza quartiere, con l’Inter ora più tonica. Chiellini lascia il posto ad Arthur per virare su un 4-3-3. Appena prima del recupero, Inzaghi sfrutta l’ultimo slot prima di quello extra dei supplementari con Vidal e Sanchez per Calha e Lautaro, che non la prende bene. L’ammonizione a Locatelli chiude 90’ di pura adrenalina.

 

juventus inter 9

SUPPLEMENTARI —   Per la gioia dei 68mila dell’Olimpico (e del Milan…), si gioca un’altra mezz’ora. Pellegrini rileva Alex Sandro, Sanchez scalda subito le mani a Perin. Al 96’ gli amici De Ligt e De Vrij sono protagonisti nell’area juventina del primo episodio che imprime una svolta all’extra time.

 

Su un cross basso dalla destra, il nerazzurro va in anticipo e il connazionale lo colpisce sul fianco. Valeri lascia giocare, ma richiamato dal Var Di Paolo rivede al monitor le immagini e assegna un altro rigore. Con Calha e Lautaro in panchina, è Perisic a fare 3-2 con un destro che spiazza Perin e fa esplodere la metà stadio interista.

 

 

juventus inter arisa

L’estasi arriva poco dopo perché il 33enne Perisic ha ancora benzina per piazzare un gran mancino sul palo lontano che mette due gol di distanza tra le contendenti prima dell’inversione di campo. La panchina interista che tracima in campo per festeggiare Ivan l’Imprendibile però fa saltare i nervi ad Allegri, che viene espulso al termine di un far-west che coinvolge un po’ tutti. Si riparte con la camaleontica Juve che vira sul 4-2-3-1 con Kean (fuori Dybala), Rabiot e Morata a cercare di innescare Vlahovic. L’ex Psg e Pellegrini però calciano in curva due palloni che si potevano gestire meglio. Ma ormai tutta la Juve si era consegnata al suo incubo stagionale.

 

 

FURIA ALLEGRI

Da www.corrieredellosport.it

 

Non c’è Juve-Inter senza polemiche arbitrali e il terzo scontro diretto della storia delle due squadre in finale di Coppa Italia non ha fatto eccezione. Anzi.

MASSIMILIANO ALLEGRI

 

Il tecnico della Juve aveva iniziato a perdere la calma dopo il primo rigore concesso all’Inter, al del secondo tempo, dopo che il direttore di gara era stato richiamato dal Var per rivedere il doppio contatto tra Bonucci e De Ligt e Lautaro Martinez. Allegri non ha gradito l’on-field review e la decisione di Valeri, scagliandosi contro la panchina dell’Inter e in particolare il vice di Inzaghi, Max Farris. I due sono arrivati addirittura a sfiorarsi, per un testa a testa chiuso dal labiale di Allegri "Mi prendo anche il rosso".

 

Coppa Italia, Lautaro a muso duro con Allegri

La tregua è durata ben poco, perché dopo la rete del 4-2 di Perisic, Allegri ha perso ancora la pazienza, inveendo contro la panchina dell’Inter per una presunta esultanza poco rispettosa nelle vicinanze della panchina bianconera. A quel punto Valeri ha espulso Allegri, che lasciando il campo ha nuovamente polemizzato con elementi della panchina nerazzurra, in particolare Lautaro Martinez, che era uscito pochi minuti prima e che ha difeso il comportamento dei propri compagni.

juventus inter arisa

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…