brutta italia arte

LA BRUTTISSIMA ITALIA DELL' ARTE - CROLLI A POMPEI, CHIESE VANDALIZZATE, MONUMENTI AVVOLTI DA SIRINGHE E SPAZZATURA: L’ISTAT E IL PAMPHLET DI UNO STORICO DELL’ARTE TRACCIANO UNA MAPPA DELLA DECADENZA DEL NOSTRO PATRIMONIO ARTISTICO - L’INDUSTRIA TURISTICA DEL BELPAESE SUPERATA ANCHE DAL MESSICO

POMPEI CROLLIPOMPEI CROLLI

Emanuele Ricucci per “Libero Quotidiano”

 

Bellissima Italia! Figlia dell' indifferenza, delle priorità non riconosciute. Nei crolli a Pompei, in ogni affresco che si sgretola nel silenzio, in ogni colonna che crolla a terra; nella superficialità, in ogni antica chiesa abbandonata e vandalizzata, in ogni tempio romano avvolto da siringhe e spazzatura, si ammutolisce la lingua che sussurra di noi nei secoli, si disintegra un pezzo della nostra millenaria identità. Bene culturale, croce e delizia nazionale.

 

Se n' è accorto persino l' Istat, che nel Bes 2014 scrive: «L' Italia detiene uno straordinario patrimonio culturale e paesaggistico, che non tutela e valorizza adeguatamente, confermandosi come uno dei paesi meno generosi d' Europa nel finanziamento della cultura».
 

NANNIPIERI COVERNANNIPIERI COVER

Così, il nostro patrimonio per indifferenza, speculazione o incapacità di comprenderne la maestosa grandezza, rischia di trasformarsi da eredità comune a indesiderato accollo. Nella terra dei 33 "tesori" ogni 100 km2, (Istat 2013), in cui poco meno della metà (il 46,9%) del territorio nazionale pullula di aree sottoposte a vincolo di tutela dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, la gestione e lo sfruttamento positivo del patrimonio artistico e culturale italiano non sembrano essere una priorità.
 

Da un lato, ricaviamo dall' industria turistica meno della Germania o della Gran Bretagna sia in termini di occupati sia di soldi - come riporta il Corriere della Sera analizzando dati del Wttc, il World Travel and Tourism Council - piazzandoci ottavi dietro al Messico per contributo del turismo puro al Pil (76,3%), dall' altro deteniamo il più alto numero in assoluto di siti Unesco, ben 49.
 

LUCA NANNIPIERILUCA NANNIPIERI

Eppure c' è qualcosa che non torna: «Negli oltre 200 siti archeologici vanno una media di 10,22 visitatori al giorno. I musei non sono pizzerie.
Ma cosa succederebbe ad una pizzeria se facesse solo 10,22 pizze, 11 pizze al giorno? Chiuderebbe dopo un mese». Parola di Luca Nannipieri, storico dell' arte e paladino di quella bella Italia che si ribella alla decadenza.

 

Grazie a lui, la Bellissima Italia! (Rubbettino/Rai ERI, pp. 187, euro 14) è pronta a mostrarsi nuda e struccata: «Dove non ci sono soldi, dove non c' è sfarzo, \ e telecamere accese, dove non ci sono politici, ministri e volti televisivi, noi dobbiamo esserci. Il nemico più grave contro la bellezza del nostro patrimonio in forte degrado è l' indifferenza». Accantonati gli stereotipi, Nannipieri attraversa splendori e miserie del patrimonio artistico nazionale. Nessun manualetto per viaggiatori, si badi bene: «Questo libro non è una guida turistica.

 

pompeipompei

Non siamo turisti quando guardiamo e scopriamo l' incredibile, disseminato e spesso maltenuto patrimonio storico-artistico del Paese», piuttosto un percorso dalla meta definita, che diventa un appello alla più intima coscienza nazionale: «Quando camminiamo per le città ma anche quando passiamo davanti a un palazzo storico che sta crollando, quando leggiamo che dei tombaroli hanno vandalizzato una necropoli strappandone gli arredi funerari, dobbiamo capire che tutto questo patrimonio è nostro, tutto questo ci appartiene, tutto è lì per noi. Ne siamo tenutari, la storia ce lo ha dato».

 

BRUTTA ITALIA ARTEBRUTTA ITALIA ARTE

Un saggio avventuroso, un affresco-verista, che analizza, in 33 capitoli, la gestione del grande patrimonio artistico nazionale: dalla Calabria selvaggia narrata da Giorgio Bocca, all' Aquila, città fantasma dopo il terremoto; dalla Tuscia viterbese, capitale nascosta dell' arte, alla Roma delle case museo degli artisti e alle sconosciute e spesso mal conservate chiese romaniche attorno Pisa.

 

Un lavoro che svela la bellezza e condanna la miseria, la mala gestione di quello che è tesoro d' Italia, come le Terme del Corallo di Livorno, per citare uno dei tanti esempi contenuti nel libro, dalle rilevanti architetture liberty dei primi anni del '900, oggi regno di vandali, spacciatori e prostitute.
 

TERME CORALLO LIVORNOTERME CORALLO LIVORNO

Ma allora, perché l' Italia non riesce a considerare una priorità il patrimonio culturale? «Nell' Ottocento c' era chi investiva nella macchina e chi invece investiva sulla biada da dare ai cavalli. Il futuro era la macchina, non i cavalli, ma all' epoca non fu capito subito. Ecco sull' arte», spiega Nannipieri, «siamo allo stesso punto: ci sono ancora oggi tante persone che pensano che il futuro sia nella biada e nei cavalli.

L'AQUILAL'AQUILA

 

Prendi un qualsiasi Ministro o Presidente Commissione Cultura del Parlamento. Quasi mai parla di cultura come fatturazione, profitto, attrazione internazionale, nanotecnologie applicate ai beni culturali. Perché? Perché loro pensano ancora alla biada».
 

Una battaglia da vincere, quindi, contro l' indifferenza, la mentalità provinciale e la speculazione criminale: «La vera rivoluzione sull' arte la stanno facendo i criminali. Hanno capito che molti luoghi monumentali sono indisturbati. Puoi razziare, spacciare, smerciare roba contraffatta, e nessuno ti disturba.

 

Possiamo tacere tutto questo?». Un libro che esce in concomitanza con delle polemiche: «Per un anno ho presentato su Rai 1, al "Caffè" di UnoMattina, una rubrica sull' arte, così Rai Eri ha deciso di farne un libro con Rubbettino. Ma siccome nel frattempo sono diventato assessore alla Cultura a Cascina (Pistoia), in una giunta leghista dopo 70 anni di sinistra, non ho ricevuto più una telefonata dalla Rai. E il libro è sparito dalla tv pubblica. Casualità?».

SPLENDORI E MISERIE PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANOSPLENDORI E MISERIE PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANO

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)