LE DIMENSIONI CONTANO – ANTONIO RIELLO: “VICINO A SILS MARIA, VILLAGGIO SVIZZERO CONOSCIUTO PERCHÉ È STATO IL LUOGO DI SOGGIORNO DI FRIEDRICH NIETZSCHE, SVETTA LA STRIP TOWER DI GERHARD RICHTER, UNA SCULTURA CRUCIFORME ALTA CIRCA 5 METRI CONCEPITA E REALIZZATA CON ASSOLUTA MAESTRIA” – “L'UNICA PICCOLA CRITICA SONO LE SUE DIMENSIONI. IL PROBLEMA È L'AMBIENTE: A DIR POCO IPER-MAESTOSO HA IL POTERE DI RIMPICCIOLIRE QUALSIASI COSA. ARRIVANDO SUL POSTO, L'IMPRESSIONE IMMEDIATA È: NATURA BATTE ARTE 1 A 0…”
Antonio Riello - Tinguelizzazione
GERHARD RICHTER A SILS MARIA (A VOLTE LA DIMENSIONI CONTANO)
Antonio Riello per Dagospia
Febbraio 2026. Sils Maria è un incantevole e contemplativo villaggio svizzero abbastanza conosciuto perché è stato il luogo di soggiorno estivo di Friedrich Nietzsche (il filosofo quando non aveva abbastanza quattrini per venire qui si accontentava di riposare al fresco in Italia, a Recoaro).
Camminando da Sils verso Nord ci si trova sulle rive del lago di Silvaplana. Probabilmente il lago con i panorami più belli di tutta l'Engadina. Procedendo per un paio di chilometri (bisogna schivare con attenzione gli adepti allo sci di fondo che intorno saettano silenziosi) si intravede in lontananza una strana struttura che emerge dalla neve.
casa di nietzsche a sils maria
Non c'entrano gli Alieni (almeno in questo caso...). È una installazione, si chiama "STRIP TOWER (962)". È una creazione di Gerhard Richter, uno straordinario artista tedesco nato a Dresda nel 1932. I suoi lavori svettano sul mercato con quotazioni da record. Tanto per dire, il dipinto "Abstraktes Bild" (1986), all'asta da Sotheby's nel 2015, ha scalato la cifra di 30,3 milioni di sterline.
Per chi non mastica molto l'Arte Contemporanea consiglierei di vedere i film: "Gerhard Richter - Painting" (2011) e "Opera senza Autore" (2018). Il primo è un documentario sull'artista mentre il secondo (forse più accattivante) è una storia liberamente ispirata alla sua vita.
Nell'immaginario collettivo il suo nome è comunque per lo più ancora associato ad una raffinatissima pittura realista caratterizzata da una particolare tecnica di "sfuocato". Le immagini dei suoi quadri hanno un certo - studiatissimo - grado di imperfezione visiva (come se fossero viste da un astigmatico).
Nel corso degli anni Richter si è poi diretto verso una forma di astrazione vigorosa e pastosa. Pensandoci bene, nella sua carriera, non ha mai tenuto completamente separate, come in genere si fa, figurazione e astrazione. Entrambi per lui sono neutrali strumenti tecnici per riportare allo spettatore delle sofisticate immagini "di seconda mano".
La distorsione è insita nella riproduzione artistica. Mettiamola semplice: Richter pensa che le immagini create dall'Arte siano sempre e comunque degli imperfetti riporti di frammenti di realtà, che rimane assolutamente impenetrabile agli sforzi dell'artista.
I suoi Strip Paintings (una serie iniziata nel 2010) in seguito hanno sviluppato questo discorso su media più freddi e tecnologici, portando l'astrazione verso atmosfere quasi "optical": giochi di luce e colore.
"STRIP TOWER (962)" appartiene appunto a questa ultima tipologia. È una scultura cruciforme alta circa 5 metri completamente rivestita di mattonelle in gres decorate con una geometria di strisce variamente colorate. Rimarrà visibile in questo luogo fino al 2029 e sarà piuttosto interessante vedere come cambierà la percezione dell'opera in Estate, quando intorno il verde dell'erba sostituirà il bianco invernale e la luce sarà più calda.
È parte di un progetto espositivo più ampio (legato all'ambiente montano) dal nome "Elevation 1049", curato e prodotto dalla Fondazione LUMA che ha sede a Zurigo. E' la stessa fondazione che ad Arles, in Francia, ha commissionato all'architetto Frank Gehry un museo avveniristico che sta facendo molto parlare di sé. La sua fondatrice, la signora Maja Hoffmann, è una versione alpina della Peggy Guggenheim: una attiva, generosa e impegnata patronessa delle Arti Visive.
Questa installazione di Richter è di altissimo livello. Concepita e realizzata con assoluta maestria. L'unica piccola critica - volendo proprio fare i difficili - sono le sue dimensioni. In assoluto sono di tutto rispetto. Ma, rispetto all'ampia distesa engadinese circondata da enormi vette, appaiono in un certo senso insufficienti. Il problema paradossalmente è l'ambiente: a dir poco iper-maestoso ha il potere di rimpicciolire - quasi far scomparire - qualsiasi cosa.
Arrivando sul posto, l'impressione immediata è: Natura batte Arte 1 a 0. Ma forse è stato calcolato anche questo dal machiavellico fuoriclasse tedesco che da parecchi anni svacanza da queste parti. Potrebbe essere solo un altro modo per sottolineare gli ambigui limiti del mestiere dell'artista.
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sils maria
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