domenico berardi

DOMENICO E’ SEMPRE DOMENICO – RONCONE E LA DIVERSITÀ DI DOMENICO BERARDI, IL TALENTO DI MANCINI CHE HA RIFIUTATO DUE VOLTE LA JUVE - MATURATO TARDI, CARATTERE RUVIDO (6 ROSSI IN 238 PARTITE DI SERIE A, 64 GIALLI), NON ASSOMIGLIA A NESSUNO. VALUTAZIONE DI MERCATO: TRA I 50 E I 60 MILIONI. CIFRE DA PREMIER...  – PER LA FORMAZIONE ANTI-AUSTRIA E’ BALLOTTAGGIO TRA VERRATTI E LOCATELLI, CHISSÀ SE IL TERZINO DESTRO SARÀ ANCORA TOLOI. E BERARDI…

Fabrizio Roncone per il "Corriere della Sera"

 

domenico berardi 9

Chiacchiere sulla formazione per Wembley: il ballottaggio tra Verratti e Locatelli, chissà se il terzino destro sarà ancora Toloi, sempre su quella fascia - ma qualche metro più avanti - Berardi dovrebbe riprendersi il suo prato.

Anche in allenamento Domenico Berardi alimenta l' idea di una certa diversità.

 

Lui cuce e ricuce, un sinistro come dono del Cielo, accelerazioni che si fermano improvvise, dribbling, l' uomo saltato, il taglio verso il centro, la testa alta (l' opposto di Chiesa, che invece la tiene bassa, incassata tra le spalle come per condanna, nonostante i consigli di Cristiano Ronaldo e Pirlo, lo scorso inverno, alla Continassa: non guardare il pallone, guarda i compagni).

 

domenico berardi

A proposito di Juve e della sua gente di linea laterale: per curiosa coincidenza Chiesa e Bernardeschi si sono fiondati, lasciarono Firenze senza nemmeno guardarsi dietro; Berardi ha invece sempre declinato le offerte dei bianconeri: grazie, sto bene a Sassuolo. Una volta, due volte. Ostinatamente. Non vengono in mente altri calciatori così decisi nel sottrarsi alla vertigine juventina (se parliamo di calciatori: poi, naturalmente, tutti ricordiamo il grandioso rifiuto di Gigi Riva, ma giggirriva , Rombo di tuono come lo chiamava Gianni Brera, è un Dio del calcio, e non fa precedente).

 

In un paio di interviste Berardi ha spiegato di essere rimasto piuttosto spaventato dall' esperienza torinese del suo ex compagno di squadra Simone Zaza, con molta panchina, molte difficoltà di inserimento nello spogliatoio.

Può essere che abbia influito.

Forse però c' è altro.

 

giorgio chiellini e leonardo bonucci con domenico berardi

C' è un carattere forte, ruvido (6 rossi in 238 partite di serie A, 64 gialli), c' è un pensiero libero: fatevi bastare il mio calcio (86 gol, 57 assist). Poi c' è un panorama: Berardi è nato a Cariati Marina, perché lì c' era l' ospedale più vicino a Mirto Crosia, la Calabria greco-bizantina di roccia e di vento, di uomini che conoscono la fatica e il sogno. Ognuno sa di potersi scegliere il proprio.

 

Berardi diventa protagonista a 26 anni.

Ciascuno di noi ha il suo tempo.

José Saramago arriva alla notorietà a 60 anni, quando gli pubblicano «Memoriale del convento».

 

Berardi è chiamato da Mancini per giocare nel ruolo che doveva essere di Zaniolo, e che poi sembrava essersi preso Chiesa (Bernardeschi non sarebbe il terzo o il quarto della fila se, quando gioca, invece di sfoggiare solo bicchieri di classe e capelli grigio Croma metallizzato, mettesse più cazzimma ). Sul quel tratto di campo, in azzurro, abbiamo avuto sempre grandi calciatori. Da Domenghini (atipico, ma meraviglioso) a Causio, a Bruno Conti (forse, nel ruolo, il migliore). Ad un certo punto avevamo una tale abbondanza di ali tattiche che uno come Claudio Sala non riusciva a trovare spazio.

berardi

 

Berardi non assomiglia a nessuno. Una volta sono riusciti a fargli dire che si ispira a Robben. La verità è che non sembra il tipo di persona capace di copiare: Berardi è uno che si basta parecchio. Per questo, alla fine del campionato d' Europa, sarà molto interessante capire se, anche stavolta, preferirà restare a Sassuolo.

 

Giovanni Carnevali, l' amministratore delegato della società, è stato esplicito: «Non posso promettere che Berardi resterà con noi. Non è una questione di denaro. È un ragazzo speciale. Quindi deciderà anche rispetto al nuovo allenatore, che quest' anno sarà Alessio Dionisi».

 

Berardi ha avuto un rapporto eccezionale con Di Francesco, molto buono con De Zerbi. È davvero uno di quei calciatori che vuole capire bene da chi deve prendere ordini.

Poi, certo: Carnevali dice che i soldi non c' entrano. Ma dipende. Bisogna sempre vedere quanti sono. Per il calciatore, e per il Sassuolo. Valutazione di mercato: tra i 50 e i 60 milioni. Cifre da Premier.

 

E così torniamo a Wembley.

Nel mito.

 

Ed è molto divertente leggere su una biografia che Berardi - una compagna e un figlio di pochi mesi - fu scoperto a sedici anni su un campo di calcetto, a Modena (date retta: il destino sa riconoscere ovunque il talento primordiale).

berardi

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO