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TE LA DO IO LA BIENNALE D’ISTANBUL! BONAMI POLVERIZZA CAROLYN CHRISTOV-BAKARGIEV, LA POL POT DELL’ARTE, LA CURATRICE COMBATTENTE BASTONATRICE CHE TRASFORMA LE MOSTRE IN SPEDIZIONI PUNITIVE O DEPORTAZIONI SIMULATE

Francesco Bonami per Dagospia

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Dopo aver visto la Documenta di Carolyn Christov-Bakargiev, che mi era anche piaciuta parecchio per quel che ero riuscito a vedere (mi sono perso mannaggia la parte a Kabul ma quel giorno avevo un appuntamento dal dentista), non avevo però nessuna intenzione di farmi sballottare a destra e a sinistra in giro per un’altra Biennale a vedere più il noto che l’ignoto, in compagnia dei grandi notabili dell’arte trattati come un branco d’ignoranti.

 

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Sicuramente CCB, Curatrice Combattente Bastonatrice, è una visionaria ma da quel che sento pare che la sua visione abbia preso una preoccupante deriva polpottiana (Pol Pot babbo cattivo della Cambogia degli anni 70’). Molti dei poveri spettatori si dice siano stati fatti salire su barche e trasportati ad ore di distanza per vedere nella maggior parte dei casi quello che avevano visto ad oltranza ed oltre misura a casa loro, gente come William Kentridge, oramai diventato lo Zeffirelli del film di animazione, o il vecchio hyppie Lawrence Weiner, quello che scrive sui muri frasi molto poetiche che però a questo punto sarebbero più efficaci se ascoltate al cellulare.

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Oltretutto con il po’ po’ di tragedie che sulle barche stanno succedendo nei mari Nostrum, Vostrum, Lorum forse CCB poteva farci un pensierino e limitare gli spostamenti magari evitando di sottolineare il Museo dell’Innocenza dello scrittore Pamuk proprio lì in Turchia dove l’innocenza in questi giorni è finita calpestata davanti agli occhi di tutti. 

 

carolyn christov bakargiev biennale istanbulcarolyn christov bakargiev biennale istanbul

La Biennale s’intitola ‘’Acqua Salata: Una Teoria delle forme pensiero’’. Titolo intrigante senza dubbio ma al giorno d’oggi con tutti i problemi che vediamo in circolazione noi curatori dovremmo cercare concetti un po’ più accessibili e tornare a fare mostre e non spedizioni punitive o deportazioni simulate. Sempre per sentito dire sembra che la forma pensiero che si è vista di più in giro per Istanbul sia stata quella presa dal pensierino “Te possino!!!”.

biennale di istanbul 2015 ville a buyukada 1biennale di istanbul 2015 ville a buyukada 1

 

Questa che avete appena letta si potrebbe chiamare una recensione premonitrice, una prevenzione critica, o una recensione whatsuppata. Quindi un suggerimento per tutti noi è: abolite le Biennali (a parte quella di Venezia - ci mancherebbe ! - che come la Settimana Enigmistica vanta migliaia di tentativi d’imitazione) oppure bollite vivi i curatori, anche il sottoscritto se se lo merita.

 

L’arte contemporanea è stata nell’acqua salata troppo diventando scotta perdendo sia forma che pensiero. CCB ha fatto un colpo di stato fondando la Repubblica Dipendente dell'Emikrania. Sanzioni rigide sono a questo punto necessarie anzi obbligatorie. L'arte deve tornare al dente…possibilmente non avvelenato.   

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