agnelli marotta paratici nedved

ANDREA AGNELLI FA IL LUPO: ANCHE IL DS PARATICI VERSO L'ADDIO? - DOPO MAROTTA ANCHE IL DS BIANCONERO POTREBBE LASCIARE (SUBITO O A FINE ANNO) PER VOLARE ALLO UNITED: IL SUO NOME NON C'E' TRA I CANDIDATI AL CDA - ALLEGRI: “MAROTTA E’ IL MIGLIORE, CI MANCHERA’” – LIPPI: "AGNELLI? HA FATTO COME FECE SUO PADRE” - CHISSA' COSA NE PENSA JOHN ELKANN...

Paolo Tomaselli e Massimiliano Nerozzi per il Corriere della Sera

 

agnelli marotta

Colpo di testa o colpo di genio? La rivoluzione juventina arriva nel momento forse più alto nella storia del club bianconero, nel primo anno dell' era Ronaldo. Se si tratta di un riassetto aziendale per compiere l' ultimo salto che porterà la Juve al livello di Barcellona e Real oppure di un azzardo, soprattutto dal punto di vista sportivo, lo diranno ovviamente i risultati, sul campo e dietro la scrivania. E anche l' Europa calcistica guarda a Torino con grande curiosità, intravvedendo nel cuore della Juve una svolta stile Florentino Perez, padre padrone del Real Madrid, nella rivoluzione iniziata da Andrea Agnelli.

 

agnelli nedved paratici

Di certo non è una soluzione naturale quella di rottamare a fine settembre Beppe Marotta, l' amministratore delegato dei 7 scudetti, premiato pochi giorni prima come «manager dell' anno». La trattativa e lo sbarco di Cristiano Ronaldo a Torino non sono il motivo del clamoroso divorzio. Tanto che invece di salire di grado, anche il direttore sportivo Fabio Paratici, braccio destro di Marotta dai tempi della Sampdoria e protagonista in prima persona della trattativa Ronaldo, potrebbe lasciare la Juve. A fine anno, o anche prima. Per lui, quella del Manchester United è più di un' ipotesi. Così come per Marotta potrebbe esserlo l' Inter, forse il posto più adatto per provare a «vendicarsi» del trattamento ricevuto a Torino.

Prima che il silenzio societario diventi assordante, oggi il presidente Agnelli dovrebbe parlare a Milano, ai margini dell' assemblea di Lega. Le uniche valutazioni sull' addio di Marotta finora sono toccate a Massimiliano Allegri, che dopo la vittoria sul Napoli non sembrava l' allenatore più felice d' Italia: «È il migliore, ci mancherà».

 

In nome del rinnovamento, del potere ai quarantenni (meglio se torinesi) e della programmazione sul lungo periodo, la Juve cambia pelle.

 

agnelli nedved paratici

Il 25 ottobre l' assemblea degli azionisti sarà chiamata a rinnovare il consiglio d' amministrazione del club. Per oggi entro le 12, l' azionista di maggioranza (ovvero Exor, la holding della famiglia Agnelli) dovrà comunicare la lista con i nomi di chi entrerà nel Cda, che dovrebbe snellirsi e passare da 13 a 9 membri. Se ne andrà anche l' altro a.d. Aldo Mazzia, per completare un cambiamento radicale. Al suo posto, come «uomo dei conti» è in pole position Marco Re, attuale Cfo. Per quanto riguarda la parte sportiva, non è detto che ci sia la nomina di un a.d. e la suggestione Zidane, a qualsiasi titolo, è stata smentita con forza dalla Juve.

 

Ma quel ruolo (anche al di là degli incarichi formali) è ambito dal vice presidente Nedved, amico e consigliere di Agnelli, che così potrebbe sia colmare il vuoto lasciato da Marotta che rafforzare la linea del numero uno bianconero. Stefano Bertola, già in Exor e attuale «capo degli affari pubblici» potrebbe essere nominato direttore generale del club. Una curiosità: fu il superiore anche della stagista Chiara Appendino, attuale sindaco di Torino, che lo ringraziò nella sua tesi di laurea.

 

 

2. LIPPI: AGNELLI? HA FATTO COME FECE SUO PADRE 

lippi

Da www.corrieredellosport.it

 

"La scelta non e' da condividere o meno, dobbiamo solo prenderne atto, nessuno sa perche' si prendono certe decisioni". Cosi' Marcello Lippi commenta l'addio annunciato di Beppe Marotta dai quadri dirigenziali della Juventus. "Quella bianconera e' una societa' che non si puo' dire che non sappia programmare, questi grandi gruppi prendono queste decisioni quando le cose vanno bene, nel momento di massimo splendore. Ed e' quello che hanno fatto loro - aggiunge l'ex ct della Nazionale, campione del mondo nel 2006 - Andrea Agnelli si sara' forse ricordato di quanto fatto dal padre: nel 94-95, dopo 10 anni che non si occupava di Juve, ha cambiato tutto e rifatto un ciclo vincente, prendendo me.

 

LIPPI

Il dottor Umberto e' stata una persona spettacolare nella storia della Juventus, erano dieci anni che c'era la supremazia del Milan di Berlusconi. Adesso nella testa di tutta la Juventus c'e' la ChampionsLeague". Sul club campione d'Italia, Lippi sottolinea che "c'e' cuore e si creano bei rapporti, che pero' non sfuggono alla mentalita' di programmazione di questi grandi gruppi. Ha una rosa di grande livello e i giocatori hanno capito che se vogliono far vedere quanto valgono al mondo devono stare in squadre con grandi campioni, magari giocando un po' di meno". (in collaborazione con Italpress)

 

 

nedved marotta agnelli

 

3. ANDREA STUDIA DA FLORENTINO

Ivan Zazzaroni per www.corrieredellosport.it

 

Mi ha sorpreso la tempistica, non la separazione che di consensuale ha poco. Se fosse avvenuta mesi fa, a maggio, l’avrei considerata naturale, fatta a ottobre ha il senso della rottura fastidiosa. A quasi 43 anni, dopo una lunga serie di successi e l’evidente crescita sul piano politico (è presidente dell’Eca, l’associazione dei club europei) Andrea Agnelli ha deciso di fare da solo: rinuncia così a Beppe Marotta, l’amministratore delegato, l’uomo della gestione del quotidiano, dei rapporti con le società, le istituzioni e la stampa (filtri a parte); Marotta la cui figura sembrava indissolubilmente legata a quella di Fabio Paratici: uno, l’uomo dei numeri e delle relazioni; l’altro, il tecnico, lo specialista dello scouting. La coppia perfetta.

allegri agnelli marotta

 

All’origine della separazione c’è un logorìo fisiologico: non c’entra l’acquisto di Ronaldo che fu una scelta condivisa da tutti anche se lo decise e perfezionò Andrea. Marotta era diventato per il mondo esterno l’ispiratore dei sette scudetti e delle quattro coppe Italia di fila, aveva conquistato troppo potere per un presidente giovane, sveglio e ambizioso che sta studiando da Florentino Perez.

 

cristiano ronaldo florentino perez

L’addio di Marotta è una “svolta epocale” per la Juve: se ne va il centromediano esperto, resta il giovane centravanti che difficilmente chiederà una mano a un altro centrocampista di ruolo. Avranno probabilmente più compiti e responsabilità le ali Nedved Paratici. I grandi cambiamenti incuriosiscono sempre, questo più di altri.

ParaticiparaticiFlorentino Perez

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…