guardiola borriello

IL PAGELLONE DI DOTTO - VOTO 1 PER LE MAGLIE DI INTER E ROMA: L’ABITO FA IL VOLTASTOMACO - VOTO 2 PER BORRIELLO: POTEVA ESSERE IL MIGLIOR FICO BUTTADENTRO MA POI SI È IMBELENITO E HA SCELTO DI DIVENTARE CARNE DA GOSSIP INVECE CHE DA GOL - A MOURINHO 4, A GUARDIOLA 10: “IL MIGLIORE, PROBABILMENTE DI SEMPRE”

INTER HAPOELINTER HAPOEL

Giancarlo Dotto (Rabdoman) per Dagospia

 

ALEX SANDRO 7,5. Meraviglioso stallone per nulla greve di piede sull’out sinistro. Sbalordisce che non sia titolare fisso ovunque, tra Brasile e Juve. Uno e bino. Ne vale almeno due. Cattivo quando difende, offensivo quando offende.

 

BORRIELLO 2.  Per dotazione fisica e tecnica (e mi fermo qui) poteva essere di gran lunga il miglior fico buttadentro che c’è in Italia, titolare fisso della Nazionale, tre volte più dotato di Pellè, per capirci. Al crocevia della sua storia si è imbelenito invece che imbelvito. Ha scelto di diventare un ragazzo da spiaggia. Carne da gossip invece che da gol. Roma lo ha arricchito e fiaccato. Il resto è rimpianto. Chissà se lui rimpiange.

 

FIORENTINA ROMAFIORENTINA ROMA

DE BOER 8. Nel diario di Frank la partita con la Juve a San Siro sarà quella da incorniciare. Avesse, Frank, la smisurata lingua di Mick Jagger, potrebbe oggi schiaffarla in faccia a tutti i suoi precipitati detrattori della domenica.

 

DZEKO 5 meno. E se fosse lui il falso nove? Se la Roma si ritrova oggi a rimpiangere Borriello vuol dire che qualcosa non è andato per il verso giusto con questo gentile mastodonte che ha messo troppi fiori nel suo cannone.

 

GUARDIOLA 10. Il migliore, probabilmente di sempre. Ma, a spanne. Spreco d’intelligenza. Carisma a secchi. Ha trasformato in tempo record un’accozzaglia malassortita di buoni giocatori, senza conclamati fenomeni, in una squadra da sballo. Il Manchester City è oggi una bellissima donna anni ’50, un’armonia perfetta di curve, dinamiche e forme, con un’anima ultramoderna. Darei chissà cosa per vederlo allenare il Crotone.

 

BORRIELLO BELENBORRIELLO BELEN

ICARDI 8,5. Non solo per il match titanico giocato in faccia a gente come Bonucci e Chiellini. Interrogato a fine partita, dice con parole sue, quanto è troppo ovvio per essere ammesso: a meno che non ti chiami Guardiola e pochi altri, quelle allucinate facce da manicomio che sbraitano in panchina convinte di essere Napoleone sono niente o tutto, a seconda di cosa decidono i giocatori in campo.

 

MAGLIE INTER E ROMA 1. Solo concepirle è cosa brutta. Indigestione da fungo. Devi avere un alibi forte. Ma concepirle, approvarle, disegnarle, fabbricarle e costringere poi quei poveracci a indossarle e noi a guardarle è un efferato mix di autolesionismo e sadismo. L’abito fa il voltastomaco. L’opposto della divisa di Superman. Indeboliscono chi le indossa e indispongono chi le guarda.

Aiace Telamonio, calato in quella maglia, potrebbe vincere al massimo una partita a flipper.

 

MAX ALLEGRI 5. Il lusso confonde. Ci sono due cose che possono disorientare l’uomo medio qualunque, l’eccesso di miseria e quello di ricchezza. Max Dentone deve sbattersi ogni volta per azzeccare inclusioni ed esclusioni. Contro l’Inter non ci azzecca. 

marco borriello belen rodriguezmarco borriello belen rodriguez

MAZZARRI 6,5. Immaginate la sua tozza felicità ruspante nell’aver asfaltato uno come Mourinho, da cui s’è beccato nel corso degli anni insolenze assortite. Ben gli sta. Il ragazzo non è un’aquila, vola basso, ma è già tanto per uno che non è nato per volare.

 

MOURINHO 4. Flop totale. Rovesciate il concetto di Guardiola e applicatelo. Come allenatore è più che sopravvalutato. Non gli serve nemmeno applicarsi per diventare un grande allenatore. La sua è l’intelligenza manipolatrice di un Cagliostro. Un illusionista. Si fa credere quello che non è e ti fa credere quello che non sei. Un genio. Decine di ricconi miliardari si affollano ai piedi del suo bluff per riempirlo di denaro.

 

RIZZOLI 4. Altro flop totale. Ha l’aria lieve e supponente dell’uomo ispirato da una mano divina. Ammansisce le belve in campo con i suoi fischi leggiadri e la sua parola suadente. Ma, a Firenze, il suo arbitraggio è macelleria antiRoma. Anche lui probabilmente ottenebrato e maldisposto da quelle maglie.

spalletti sarri mezzelani gmt090spalletti sarri mezzelani gmt090

 

SARRI 8. A proposito di Guardiola e dei pochi altri. Se Milik fa l’Higuain, se Callejon è il re dei goleador, allora forse va messo in discussione l’equazione Napoli uguale Gonzalo. Classifica e gol alla mano, il Napoli resta e rilancia alla faccia di Gonzalo. Che sia dunque l’uomo incazzoso dentro la tuta la spiegazione?

 

GUARDIOLAGUARDIOLA

SPALLETTI 4.  L’amato Lucio perde colpi. Roma uccide. Lo stress ti divora. Lui, abbastanza già divorato, si lascia dire e ripetere per amore di superomismo che “l’ambiente è ideale”, ma è proprio l’ambiente che lo sta sfaldando pezzo a pezzo. Se arriva il primo o l’ultimo cretino e gli fa l’ennesima domanda su Totti e lui ci perde sopra mezz’ora a replicare questa non è più generosità ma disagio. Sintomo. Se dici che i tuoi giocatori non hanno personalità sbagli enorme. Se non ce l’hanno davvero precipitano, se ce l’hanno non te li fai amici. Lucio ritorna lucido e dominante. Come direbbero Bud Spencer e Tullio Pironti a piazza Dante: “futtetenne!”. In diretta tivù.

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