binotto leclerc

E ANCHE QUEST’ANNO SI VINCE L’ANNO PROSSIMO – LA FERRARI SEMPRE A BOCCA ASCIUTTA, IN UN TRISTE REPLAY CHE DURA DA 14 ANNI – LECLERC, PUNITO DA ERRORI GROSSOLANI DEL MURETTO E DAI SUOI STESSI SBAGLI, NON HA RISPARMIATO CRITICHE ALLA SQUADRA – IL CAVALLINO HA PERSO PIÙ DI 100 PUNTI PER MOTORI ARROSTO E GUAI DI ALTRA NATURA - IL CAPO DEL MURETTO DELLA ROSSA, MATTIA BINOTTO, SULLA GRATICOLA (IL SUO FUTURO DIPENDE DALL’AD VIGNA, NOTO TAGLIATORE DI TESTE) - L'OBIETTIVO DI ELKANN È RIUSCIRE A VINCERE UN TITOLO PRIMA DEI 20 ANNI DI DIGIUNO…

Daniele Sparisci per il “Corriere della Sera”

BINOTTO LECLERC

 

Il Mondiale è già di Verstappen ma ad Austin questo fine settimana sono attesi in 440 mila. La Red Bull è a un passo dal conquistare anche il titolo costruttori, basterà guadagnare 18 punti sulla Ferrari.

 

C'è aria pesante sul finale di campionato, l'attesa per le sanzioni che la Fia dovrà decidere nei confronti del team blu per lo sforamento del tetto alle spese 2021 cresce di pari passo con le manovre politiche degli avversari.

binotto leclerc

 

La vicenda copre il resto, pure le debolezze della Ferrari in una stagione che si era aperta con la doppietta in Bahrain.

 

Si respirava aria nuova quella sera del 20 marzo: la «festa della liberazione», nel deserto si celebrava la fine della traversata del deserto; l'orgoglio ritrovato dopo anni di umiliazioni, di «purgatorio» (2020), sembrava la volta buona. Sembrava. Ma il vento rivoluzionario si è trasformato in bonaccia per riportare la Ferrari nella normalità del «si vince l'anno prossimo», in un replay che dura da 14 anni. Dal 2008, titolo costruttori, con la beffa di Massa in Brasile.

 

binotto

Nel frattempo si sono alternati tre presidenti (da Montezemolo a Marchionne a Elkann), quattro team principal (Domenicali, Mattiacci, Arrivabene e Binotto), tre campioni del mondo hanno fallito (Alonso, Vettel, e Raikkonen tornato nel 2014), si è corso con tre regolamenti differenti. È cambiato tutto senza che cambiasse nulla, la Rossa non solo ha continuato a non vincere, ma da dieci anni non riesce nemmeno ad arrivare a giocarsi il titolo all'ultimo Gp (Interlagos 2012).

 

L'obiettivo di Elkann - dichiarato alla vigilia di Monza - è riuscirci «prima dei vent' anni di digiuno». Non significa che non debba succedere prima, è stato poi chiarito dopo una mezza sollevazione popolare. Parole col contagocce, stile lontanissimo dai suoi predecessori, il presidente (e primo azionista) si trova più a suo agio a discutere con investitori e industriali che con i tifosi della F1. Fa parte della sua storia personale oltre che del suo carattere. Ma la sua distanza ha pesato in questa corsa sfumata al Mondiale 2022. Nella Ferrari del «soft approach» si segnala l'attivismo di Benedetto Vigna sulla parte sportiva, il fisico a.d., anche lui contagiato dal «virus» delle corse. Uno che ama inviare frasi motivazionali ai dipendenti, temuto per la fama di tagliatore, dal suo giudizio dipende molto del futuro di Mattia Binotto, impegnato da mesi sul 2023.

 

VIGNA ELKANN

Al team principal si possono rimproverare molte cose, non quella di averci sempre messo la faccia. Anche quando - al di là delle smentite ufficiali - partivano i sondaggi nel paddock della F1 per trovare un sostituto. Offerte che gli interessati avrebbero declinato con cortesia, l'ultimo sarebbe stato il tedesco della McLaren Andreas Seidl.

Undici pole per quattro vittorie sono la misura della stagione da montagne russe della Ferrari. Nella quale alcuni episodi hanno contribuito a raffreddare i rapporti.

 

Carlos Sainz, «aziendalista», allineato quasi sempre. Leclerc, con il tarlo di aver buttato via un'occasione enorme a divorarlo. Punito da errori grossolani del muretto e dai suoi stessi sbagli, non ha risparmiato critiche alla squadra. Fa sempre retromarcia ma la sostanza resta, come resta quella linea diretta che il monegasco avrebbe con Elkann. Chiacchierate, e non per parlare soltanto di moda, della collezione del Cavallino.

ELKANN BINOTTO

 

Oltre gli uomini, la fragilità tecnica: più di 100 punti persi per motori arrosto e guai di altra natura. I motori non hanno mai potuto girare davvero al limite. Problemi diversi ogni volta hanno costretto ad abbassare la potenza. Pensare a finire le gare, prima di tutto. L'ultimo successo, di Charles in Austria il 10 luglio, coincide anche con l'ultimo ritiro per grane alla power unit (Sainz).

 

La medicina per l'affidabilità è vicina, ed è la carta più importante per il 2023. Insieme a quelle che Binotto si sta giocando con la Fia per ottenere vere sanzioni contro la Red Bull. Di qui passano le speranze di andare oltre le quattro vittorie di tappa.

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