yonghong li

MI-JENA GABANELLI E MARIO GEREVINI TORNANO A BATTERE DOVE IL DENTE MILANISTA DUOLE: LE FINANZE D’ARGILLA DI MISTER LI - I SUOI AFFARI SI SONO INCROCIATI CON QUELLI DI UN GRANDE AZIONISTA DEL GRUPPO PIRELLI E QUELLI DELLA CONTROVERSA (E SULL'ORLO DEL COLLASSO) CONGLOMERATA CINESE HNA, MAGGIOR AZIONISTA DI DEUTSCHE BANK E DEGLI HOTEL HILTON

Milena Gabanelli e Mario Gerevini per ‘L’Economia - Corriere della Sera

 

 

Una suggestione? Un' ipotesi?

 

yonghong li

Una coincidenza? Diciamo una pista. Percorriamola fino in fondo per capire dove porti. E per pesare quanta consistenza abbia un' indiscrezione di fonte cinese che dice più o meno così: gli affari del misterioso Mister Li, padrone del Milan, si sono incrociati, «nell' operazione sul grattacielo New China Building», con quelli di un grande azionista del gruppo Pirelli e quelli della controversa (e sull' orlo del collasso) conglomerata cinese Hna, maggior azionista di Deutsche Bank e degli hotel Hilton.

 

Due nomi mai emersi finora dalla nebbiosa carriera imprenditoriale del quarantottenne cinese che un anno fa si è caricato sulle spalle super-indebitate la storia e il futuro del Milan, esibendo un tesoro personale fatto di miniere, immobili e società quotate.

Come sappiamo, però, trattandosi di Yonghong Li certe verità e certi tesori vanno presi con le molle, per quanto asseverati da legali e consulenti super qualificati e altrettanto pagati. Lo dimostra la storia della sua holding Jie Ande, già sull' orlo del crac (poi fallita davvero poche settimane fa) quando il finanziere cinese nell' aprile 2017 chiudeva l' acquisto da 740 milioni del Milan.

 

E così è meglio mettere subito a verbale che anche sul grattacielo non c' è la garanzia che si tratti di una sua proprietà. Anzi. Eppure anche questo grande immobile (o meglio: una quota del 35%) che ospita uffici, negozi e un centro commerciale, è ufficialmente annoverato tra i gioielli della corona del presidente milanista. Proprio qui è avvenuto l' incrocio d' affari con i due soggetti indicati prima: il colosso dai piedi d' argilla Hna e China Cinda Asset Management, società d' investimenti internazionali controllata dal ministero delle finanze di Pechino e socia al 38% di Prometeon Tyre, l' azienda del gruppo Pirelli (il cui maggior azionista è la cinese ChemChina) che produce pneumatici per camion, bus e trattori. Cerchiamo di capire meglio.

fassone esce dallo studio legale gattai minoli agostinelli

 

Il New China Building, cioè il grattacielo di 48 piani a Canton, metropoli da quasi 15 milioni di abitanti nel sud della Cina, è di proprietà di due azionisti. Il 35% (stimato tra 150 e 200 milioni di euro) è di una società del presidente del Milan, secondo quanto lui stesso ha ufficialmente dichiarato. In base a una ricostruzione documentale, tuttavia, il vero proprietario risulta Xu Renshuo. Ma non si va troppo lontano: Xu, 26 anni, «laureato in economia a Leicester nel 2015» - recita il suo curriculum - è il «ragazzo» del consiglio di amministrazione del Milan. Fa parte cioè del contingente cinese nominato in cda al momento dell' acquisto del club. Giovanissimo, aveva preso in mano da direttore esecutivo, poco più che ventenne e studente, la holding immobiliare Guangzhou Ren Baijie, quella, appunto, cui fa capo il 35% del palazzone di Canton.

 

E il restante 65% del New China Building? È sotto l' ombrello di un' indecifrabile matrioska di finanziarie cinesi e di Hong Kong. Ma nel sistema delle garanzie, dei finanziamenti e dei pegni sulle azioni, compaiono contratti con la China Cinda e, con un ruolo assai più centrale, con la società Bohai International Trust.

LI YONGHONG

 

Cioè uno dei tanti bracci operativi del gruppo Hna, gigantesca piovra con assetto azionario oscuro e partecipazioni ovunque, anche di grande rilievo come Deutsche Bank (8,8%), la catena alberghiera Hilton (maggiore azionista) e numerose compagnie aeree. È una delle grandi conglomerate finite l' anno scorso nel mirino del governo cinese per presunte irregolarità nelle operazioni all' estero. E oggi è in grave crisi di liquidità.

 

Proprio quello che, in piccolo, è successo a mister Li, presentatosi bello tonico alla firma del contratto nell' aprile 2017 per poi rallentare progressivamente in un crescente affanno, mentre a due passi da Hong Kong, dove vive, i giudici della città di Shenzhen decretavano il fallimento della sua cassaforte.

 

GABANELLI

Potrebbe dunque essere stato il polmone oggi esausto di Hna ad aver finanziato parte della scalata al Milan? O è soltanto un' intestazione fiduciaria (il contratto avrebbe scadenza 10 luglio 2018)? Yonghong Li ha sempre evitato di entrare nel merito dei suoi affari, quasi fosse un argomento scabroso, limitandosi a rassicurazioni generiche, auguri di Natale e ad esprimere ai tifosi l' emozione per «il nostro primo anno insieme».

 

Dunque da qui a dire che il presidente del Milan sia un alleato o una pedina, come prestanome, di Hna ce ne passa. E, a maggior ragione, che abbia relazioni con il gruppo pubblico China Cinda (la Pirelli, tra l' altro, è da anni partner e sponsor dell' Inter), considerato che Yonghong non gode di grande popolarità e reputazione in Cina.

 

berlusconi li yonghong

Ma indubbiamente le strade si sono incrociate sul business del grattacielo. La questione di fondo è sempre la stessa e condiziona la gestione del Milan sia sul fronte del rifinanziamento (diffidenza del mercato), sia nella trattativa con l' Uefa sul fair play finanziario: l' origine dei soldi e la reale consistenza ed esistenza delle proprietà del cinese.

 

Quando si «gratta» e si va a fondo, si sgretolano i mattoni del patrimonio o ci si imbatte in prestanome che potrebbero rappresentare chiunque. L' unica certezza è il fondo Elliott: ha prestato 300 milioni e garantisce eventuali inadempienze di mister Li. Ma non può durare a lungo.

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...