gianni petrucci

“HO INCONTRATO LA MORTE PER CINQUE SECONDI. MIA MOGLIE MI URLAVA "FRENA FRENA", MA L'AUTO SULLE NON SI FERMAVA. HO PENSATO CHE FOSSE DAVVERO FINITA” – GIANNI PETRUCCI RACCONTA L’INCIDENTE E I 4 MANDATI DA PRESIDENTE DEL BASKET: "COLLEZIONISTA DI POLTRONE, PER QUALCUNO È UN'OFFESA, PER ME È UN COMPLIMENTO, IN POLTRONA CI STO COMODO. ANDREOTTI MI HA INSEGNATO A NON PRENDERMI SUL SERIO. IL POTERE? È SOLO DEL SIGNORE. CON CHI CAMBIEREI LA MIA CARRIERA? CON QUELLA DEL PAPA” – L’ENDORSEMENT A MALAGÒ: “NON NE VEDO TANTI IN GIRO COME LUI” – LE STOCCATE A “SPORT E SALUTE”

Paolo Brusorio per la Stampa - Estratti

 

gianni petrucci foto di bacco

«Ho incontrato la morteper cinque secondi. Mia moglie mi urlava "frena frena", ma l'auto sulle strade di casa mia a Valmontone non si fermava. Ho pensato che fosse davvero finita. E sa una cosa? Ero sereno. Ma dopo un volo di quindici metri nella scarpata eravamo ancora vivi. E il telefono funzionava per chiamare i soccorsi. Il Signore ci ha fatto la grazia».

 

Se ce n'è una, il pauroso incidente dell'aprile scorso cui sono sopravvissuti Gianni Petrucci e la moglie è la metafora perfetta per l'attuale presidente della Federazione italiana pallacanestro, dove l'aggettivo attuale ha, come dire, dei confini molto laschi. Il primo mandato di Petrucci risale al 1991, l'ultimo allo scorso dicembre: fanno quattro.

 

In mezzo, tra le altre, le cariche di commissario della Federcalcio e di presidente del Coni.

 

GIULIO ANDREOTTI ANTONIO MATARRESE GIANNI PETRUCCI

Collezionista di poltrone, le dà fastidio?

«Per qualcuno è un'offesa, per me è un complimento: in poltrona ci sto comodo».

 

La sua riconferma: problema o opportunità per il basket?

«Se mi hanno rieletto è perché posso fare ancora del bene al basket».

 

 

Entra al Coni nel 1967 grazie a uno zio. Presentato o raccomandato?

«Presentato. Allora il Coni assumeva».

 

 

(…)

E quindi il Coni?

«Mio zio era ispettore della Banca Nazionale del lavoro, mi segnalò ed entrai nella segreteria generale dove conobbi Franco Carraro, cui devo tanto. Carraro capì che ero sveglio e mi mandò alla Lega calcio a Milano. Vivevo da solo nel residence del Milan, mangiavo pane e calcio ma dopo un po' chiesi di tornare a Roma. Mi accontentò e mi disse "vedrà che tornerà al calcio"».

 

(…)

Come era a scuola Petrucci?

 

gianni petrucci - incidente

«Un rompiscatole, mi chiamavano Giannetto. Andavo dai Salesiani, io della Lazio e il mio professore di matematica della Roma. Ma ero sveglio e al lunedì mi faceva leggere il Corriere dello Sport alla classe».

 

A 24 anni diventa pupillo di Franco Marini, ex segretario della Cisl e anche presidente del Senato. Come l'ha incrociato?

«Al Coni fondo il sindacato Cisl dello sport. Mi nota Marini, la mia fortuna. Marini, un luminare della politica.

 

Avrebbe potuto fare carriera nel sindacato e invece?

«E invece mi chiama Giulio Onesti, allora presidente del Coni. Un monumento, tremavano i muri quando si innervosiva. Mi dice: "Che vuoi fare , il dirigente o il sindacalista?". Scelsi di fare il dirigente, ero già presuntuoso allora».

 

A proposito di Coni: Malagò sì o Malagò no?

«Malagò sì. Preparato, gran lavoratore e unico con un'immagine vincente. Non ne vedo tanti in giro come lui».

 

gianni petrucci foto mezzelani gmt 341a

Il governo e Sport e Salute però la pensano diversamente. Che fa, opposizione?

«Quando Sport e Salute è nata pensavamo si occupasse della salute degli atleti non agonisti e della scuola, poi hanno cambiato il tiro. Oggi per fortuna hanno due ottimi dirigenti come il presidente Sergio Mezzaroma e l'ad Diego Nepi: di noi hanno una grande considerazione che, però, sta forse diminuendo».

 

Perché?

carlo mornati e gianni petrucci foto mezzelani gmt021

«Non sono d'accordo con alcune iniziative dai toni imperativi e non condivise con le federazioni. Mi spiace vedere il Coni un po' impoverito».

 

Ce l'hanno con Malagò?

«Idiosincrasia per le persone. Ha presente quando scelsero tra Gesù e Barabba?».

 

Sì, ma che c'entra?

«C'entra, Gesù non piaceva più. Ma alla mia età non conta, io sto con Gesù».

 

I partiti le hanno mai chiesto di candidarsi?

«Lo fece un mio amico, ma non le dico chi».

 

Casini è un suo amico?

gianni petrucci foto di bacco

«È una persona straordinaria. Da lui ho imparato a non attaccare mai frontalmente l'avversario. Ora sta in uno schieramento orientato a sinistra, ma dialoga anche con la destra».

 

(…)

Andreotti, Craxi, Berlusconi, Meloni: l'interrogato scelga il suo politico preferito.

«Andreotti perché mi volle, io laziale, alla Roma da vicepresidente. E mi fece capire che un politico non deve mai prendersi troppo sul serio. Le sue battute erano straordinarie».

 

Andreotti ha fatto del bene o del male all'Italia?

«Non ha fatto del male».

 

Chi è l'Andreotti di oggi?

«Per come si muove, il ministro Giorgetti».

 

Vice presidente della Roma da tifoso della Lazio, convergenze parallele?

«In curva giallorossa comparve uno striscione: Petrucci è della Lazio ma prende i milioni dalla Roma. In un derby, al pareggio della Lazio un telecronista di allora, mi sembra fosse Pizzul, disse che l'unico giallorosso contento ero io».

 

(...)

petrucci malagò

 

 

Ma un nemico ce l'ha?

«Nessuno che mi abbia fatto palesemente del male. Magari di nascosto, ma amen. Se sono qui è perché ce l'ho fatta e chi ce la fa ha sempre ragione. Ignoro l'invidia, è la forza del perdente».

 

 

(…)

Un amico di sinistra?

«Veltroni. Mi ha sempre aiutato».

 

gianni petrucci foto di bacco (2)

Un politico in cui si rivede?

«Da sempre mi piace Renzi. Intelligente e coraggioso».

Però si è bruciato.

«Capita quando perdi una battaglia legata al tuo nome. Accadde anche a Fanfani».

 

Sindaco di San Felice Circeo: lista civica orientata a sinistra sostenuta anche dalla destra. Un classico di Petrucci.

«All'ultimo comizio regalai una fascia tricolore ai miei elettori, "sarete tutti sindaci" dissi loro. Renata Polverini, di Forza Italia e allora presidente del Lazio, mi appoggiava e applaudì alla trovata. Ricordo pure le parole di Storace: "A Già, ma te posso dà 'na mano con 'sti stronzi de' comunisti?».

 

Da sindaco ricevette una busta con otto proiettili. Paura?

«No, sarei morto da eroe».

 

Ha ancora i santini nel portafoglio?

carraro malago petrucci cucci pescante zazzaroni

«Sì, guardi - e li mostra -, San Giovanni Bosco e San Leopoldo, scoperto grazie a Giovanni Carnevali, ad del Sassuolo».

 

(..)

 

Mai pensato di farsi prete?

«Da giovane ero affascinato dai sacerdoti e dai loro riti. Ora forse sarei cardinale...».

 

Al Giubileo del 2000 ha passato cinque ore allo stadio con Papa Wojtyla. Che cosa vi siete detti?

«Lui parlava poco, io quasi non credevo di essere al fianco di una persona che ha cambiato il mondo. Quando morì, decisi di fermare lo sport in segno di rispetto. Ho incontrato anche papa Ratzinger, mi diceva sempre che il calcio era il mio problema».

 

Era amico del Cardinale Bertone, è vero?

«Insieme nello stesso istituto, era un grande appassionato di calcio. Quando era cardinale andavo a trovarlo a Castel Gandolfo e gli facevo le domande più strane».

GIANNI PETRUCCI

Tipo?

«Se desse o no del tu al Papa».

 

(...)

 

Che cosa è il potere?

«Saper coordinare più attività. Ma è una parola vuota, il potere ce l'ha solo il Signore».

 

Con chi cambierebbe la sua carriera?

«Con quella del Papa. Ci pensi, è l'unica persona al mondo che parla sempre di pace»

diego nepi sport e salute e gianni petrucci foto mezzelani gmt009Petrucci uscita Malago diego nepi sport e salute e gianni petrucci foto mezzelani gmt005carlo mornati e gianni petrucci foto mezzelani gmt018carlo mornati e gianni petrucci foto mezzelani gmt019carlo mornati e gianni petrucci foto mezzelani gmt023

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?