gigi simoni

ADDIO GIGI – LA MORTE DI SIMONI E QUEL “TRADIMENTO” DELL’INTER: FU ESONERATO NEL GIORNO IN CUI VINSE LA PANCHINA D’ORO. EPPURE SAN SIRO GLI HA SEMPRE RISERVATO STANDING OVATION DI MINUTI INTERI E SE N’È ANDATO NEL GIORNO DEL TRIPLETE – “RONALDO? HO AVUTO QUELL’ORO. ERO STATO SINCERO CON LA SQUADRA. PER ME ERANO TUTTI UGUALI TRANNE UNO. POTEVA FARE QUELLO CHE VOLEVA, NON CREDO CHE SI MISE CONTRO DI ME…”

 

 

 

Claudio De Carli per “il Giornale”

 

GIGI SIMONI

Gigi? Un uomo buono, troppo buono, gli parlavi assieme ed era la prima cosa che ti arrivava, e uno così doveva essere anche molto signore per non finire nelle centrifughe del calcio, facile scaricare sui teneri. All' Inter ce l' ha portato Sandro Mazzola: «Presidente è uno come noi, educato, mai una parola in più, sincero. E ci sa fare».

 

GIGI SIMONI

Massimo Moratti lo conosce ma quando lo frequenta rimane sorpreso dalla persona. Corrado Ferlaino lo esonera dopo dieci partite senza vittorie, troppo, ma è dispiaciuto, alla stampa dice che non aveva scelta. Il Gigi il 22 aprile lascia Napoli, tre mesi dopo, a luglio 1997, firma per l' Inter di Ronaldo e tocca il cielo.

 

gigi simoni massimo moratti

Ha già girato l' Italia, ha iniziato nelle giovanili della Fiorentina sulla fascia a fare la sua parte, una sessantina di reti, Mantova, Napoli, Torino, Juventus, Brescia, Genoa, e quando va via lascia solo nei ricordi. Nel '74 subentra a Guido Vincenzi sulla panchina del Genoa e inizia la sua seconda vita nel calcio, conquista la serie A, ci riesce anche a Brescia, ha il record nazionale delle promozioni, firma solo contratti per una stagione, da come gira il calcio, scende in C, nessun problema, con la Cremonese vince un Anglo-italiano a Wembley e a Milano ci sta con le pantofole.

 

gigi simoni

Ma poi, Gigi cosa è successo? «La stampa, le televisioni, le radio. I giornalisti fanno il loro lavoro per carità ma scrivevano che la mia Inter non aveva un schema, niente spettacolo, palla a Pagliuca e rinvio per Ronaldo. Il presidente voleva il bel gioco. Stop». E quindi? «Mi ha dato il benservito proprio nel giorno che a Coverciano ricevevo la Panchina d' Oro, esonerato, proprio non me lo aspettavo. Avevo risposto alle domande dei colleghi, mi chiedevano di Roberto Baggio e Ronaldo, avevo spiegato che i problemi si stavano risolvendo, e giù applausi. Poi mi squilla il telefono e Mazzola mi gira la bella notizia. Quel giorno credo di aver fatto la figura del deficiente».

 

gigi simoni massimo moratti

Inter in corsa su tre fronti, battuto il Real Madrid, in campionato è a un solo punto dalla Juventus, sui quotidiani si legge che è la squadra da battere. E tutto così strano. Massimo Moratti sembra più dispiaciuto del Gigi: «Mi ha fatto vincere il primo trofeo internazionale a Parigi, non lo scordo, ma ci sono momenti cui ti sembra giusto agire in un certo modo.

Cosa penso? Penso che gli abbiano impedito di vincere uno scudetto che strameritava».

E poi c' è una voce che gira e fa male.

 

«Ronaldo? - chiede Gigi mentre spalanca gli occhi -. Ronaldo era un bambino meraviglioso, io ho avuto quell' oro, quello che ti faceva vincere e abbiamo vinto.

Con il resto della squadra ero stato sincero, per me erano tutti uguali tranne uno.

Ironie a quei tempi poteva fare quello che voleva, non credo proprio che si mise contro di me. E non credo neanche che qualcuno della squadra si fosse sentito offeso e abbia spinto il presidente ad allontanarmi.

 

GIGI SIMONI RONALDO

La conferma l' ho avuta poi. Mi chiamavano tutti. Quando ho saputo dell' esonero di Mircea Lucescu ho capito che la squadra era rimasta legata a me, quella era ancora la mia squadra. Il giorno che West gli ha tirato la maglia addosso, «l' ho perdonato, dopo la storia di Ceccarini, tutto era imploso dentro di noi, eravamo un gruppo straordinario, quell' episodio ci ha condizionato per anni».

 

Si vergogni. «Si, certo, quel giorno gli ho detto che doveva vergognarsi». Quasi consiglio a Ceccarini che non vede il fallo di Iuliano su Ronaldo perché stava guardando Birindelli. Con Ronaldo palla al piede in area. E non ha mai fatto un passo indietro, addirittura ha ipotizzato un fallo di sfondamento del Fenomeno. Nessun commento, l' arbitro giudica quel che vede, mai schiacciare la buona fede in un angolo. «Quanta gente perde tante buone occasioni per tacere. Lui sempre poco intelligente». L' ultima uscita.

 

GIGI SIMONI

Ha messo su casa a San Piero a Grado, di quelle che chiamano coloniche, giardino a volte, Taribo che ti salta sulle spalle appena oltrepassi il cancello, è il labrador che gli ha regalato Sartor. Dentro sulla parete della sala c' era un poster enorme di Ronaldo. E l' Inter è rimasta under skin, ha sempre parlato di tutti come se fossero ancora lì nello spogliatoio ad ascoltarlo: «Ganz veniva da me e mi chiedeva perché Ronaldo era un titolare fisso e lui no. Poi quando lo mettevo in campo dava l' anima. Taribo mi chiamava tutti i giorni, voleva venire con me a Piacenza.

 

Ma sei sempre fuori dal mondo gli ho detto, con il tuo ingaggio qui si paga tutta la rosa e poi il Piacenza è l' unica squadra di A che gioca senza stranieri! Ma è normale, alla fine il calcio è questo e io ho sempre giustificato tutti, anche quelli che non mi andavano. Tanti. Ne bastano pochi, un paio o un rigore non dato e i tuoi detrattori ti fucilano. A Milano devi vincere, altrimenti passi le settimane a leggere la lista dei tuoi successori».

 

Eppure San Siro, ogni volta che c' è tornato, gli ha riservato standing ovation di minuti interi, tutto lo stadio a battere le mani, anche i tifosi della squadra ospite.

Potresti farci notte con il tenero Gigi: «Ma con il presidente Moratti mai avuto una discussione, mi ha portato all' Inter, devo solo essergli grato».

 

gigi simoni

E quel giorno? «Quel giorno ricordo che ho pianto». Non stava bene da giugno scorso, ha tirato ancora un anno, un solo anno come i contratti che firmava. L' ultimo con la viltà. Se ne è andato nel giorno del Triplete, gli ha messo sopra la firma, quasi un contrappasso.

In occasione del centenario della Cremonese è stato nominato allenatore del secolo, il Genoa lo ha inserito nella sua Hall of Fame. L' Inter può ancora rimediare.

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