margherita granbassi

“TANTE COLLEGHE “SERPENTI” NELLA SCHERMA. E C’È MOLTA OMOSESSUALITÀ TRA LE STRANIERE. HO AVUTO ANCHE UNA CORTEGGIATRICE” - MARGHERITA GRANBASSI TIRA UNA STOCCATA ANCHE A VALENTINA VEZZALI: “LE SARÀ DIFFICILE REPLICARE IN POLITICA CIÒ CHE HA OTTENUTO IN PEDANA. MI HA SORPRESO LA SUA NOMINA A SOTTOSEGRETARIO: AVREI IMMAGINATO UNA DIANA BIANCHEDI… - LA TV CON SANTORO (“MI È COSTATA LA DIVISA DA CARABINIERE”) E L’ATTACCO DI FRANCESCO COSSIGA – "IO SCIUPAMASCHI? IN AMORE SONO STATA SFORTUNATA. SCAPPEREI CON…"

 

Flavio Vanetti per il "Corriere della Sera"

 

margherita granbassi77

Margherita Granbassi, ex campionessa del fioretto, ora presentatrice con escursioni nel giornalismo: le donne hanno ormai conquistato un ruolo centrale nello sport e in ciò che ruota attorno?

«Sì, lo sport è più avanti rispetto ad altri mondi e lo è pure sul fronte dell'immagine che ha saputo dare alla donna».

 

È stata una fortuna o una disdetta competere negli anni di fuoriclasse come Vezzali e Trillini?

«I due "monumenti" erano modelli da copiare. Ma allo stesso tempo non mi permettevano di essere del tutto sicura di me. Non ero una piena di autostima: ho dovuto lavorare per sbloccarmi. Morale: senza Valentina e Giovanna avrei vinto prima».

 

L'avversario importante crea motivazioni...

«Quando l'imbuto si restringe, capisci che devi battere... quelle lì. Detto questo, ho avuto un nemico più tosto: gli infortuni. La mia carriera è stata conclusa dagli incidenti».

 

Quanto ha lottato per salvaguardare il territorio dai mostri sacri?

vezzali granbassi

«Tanto, anche perché sono cresciuta senza campioni a fianco, come accadeva alle colleghe di Jesi. Non ho mai conosciuto l'"odore" di una medaglia importante, al massimo scrivevo i pensierini sul diario e seguivo Andrea Magro, mio maestro e poi futuro c.t.: girava il mondo, prima da arbitro e poi da tecnico, e in palestra attaccava ai muri i poster dei fuoriclasse».

 

Ma un titolo iridato alla Vezzali l'ha negato...

«Nel 2006, a Torino. L'anno prima avevo vinto la Coppa del Mondo, ma avevo fatto schifo al Mondiale. Volevo essere concentrata e spensierata per riscattarmi: Valentina dava mazzate, ti consumava sul piano emotivo e alla fine mollavi. Serviva un salto di qualità mentale: quando ho girato l'interruttore, molto è cambiato».

margherita granbassi

 

In politica la Vezzali è forte quanto l'atleta?

«Le sarà difficile replicare ciò che ha ottenuto in pedana. Ma farà bene e sono certa che il suo impegno sia pari a quello della sportiva. Però mi ha sorpreso la sua nomina a sottosegretario: pensando al mio sport, avrei immaginato una Diana Bianchedi».

 

È vero che le compagne erano anche «serpenti»?

«Qualcuna lo è ancora... La scherma non ha un ambiente facile: con certe colleghe la competizione non era solo in pedana».

 

Essere bella quanto l'ha aiutata?

«In pedana poco. Magari in altri ambiti mi ha agevolato: in questo sono stata fortunata». C'è molta omosessualità nella scherma?

«Sì, soprattutto tra le straniere».

 

margherita granbassi22

Lei ha mai subito avances? (risata)

«Avevo una corteggiatrice».

 

La scherma passa per essere un ambiente libertino.

«Non più di altri sport: si condividono passione, tempi e spazi, così scatta la legge del maso chiuso».

 

Fuori i nomi dei «cuccatori».

«Non potrei mai! Al massimo mi sbilancerei su qualche straniero».

 

La aiutiamo invece con un italiano: Gigi Tarantino...

margherita granbassi 31

«Gigi prima di tutto era decisivo per il clima della squadra: se ero di cattivo umore, sapeva farmi sorridere. Sono contenta che sia diventato c.t. della sciabola».

 

La sua passione per il giornalismo?

«Erano giornalisti un nonno e un prozio, ero stregata dai loro racconti. Così quando ho avuto occasione di fare esperienze giornalistiche non me le sono perse».

 

Poi è entrata nell'orbita di Michele Santoro.

«È stata un'esperienza importante e dura: mi hanno classificata politicamente, ho sofferto. In quel momento io e la politica eravamo le cose più lontane che potessero esserci».

 

Santoro era identificato come uomo di sinistra: lei ha scontato quell'etichetta?

«C'era strumentalizzazione. Mi incavolavo per le critiche, ma mi arrabbiavo anche per le lodi sperticate. Ma certe occasioni vanno colte. Non tutte, peraltro: io ho detto più dei no che dei sì».

margherita granbassi 3

 

Santoro l'ha aiutata a reagire?

«Sì, ho scoperto la sua umanità. Ma ho dovuto lasciare l'Arma, a malincuore: rischiavo di essere un burattino, senza conoscere il burattinaio. Uscì un'intervista a Francesco Cossiga, che non aveva nemmeno visto la prima puntata: gridava allo scandalo per una "Carabiniera vestita da velina che andava da Santoro". Era un attacco gratuito: il mio look era quanto di più serio si potesse immaginare».

 

Ora è più vicina alla politica?

«No, la vedo sempre con timore pur avendo ricevuto proposte da tutte le parti. Però mi fa ancora paura, soprattutto perché gli italiani la vivono come se fosse il calcio».

 

Tante trasmissioni alle spalle, quale le è rimasta nel cuore?

granbassi santoro

«L'ultima avventura, a Tokyo con Discovery-Eurosport, è stata emozionante: con un bel gruppo di colleghi ho raccontato un'Olimpiade pazzesca. Ma sono anche contenta di Green Dream, serie web nel settore nella sostenibilità ambientale: pensavo a mia figlia e al suo futuro».

 

È stata quinta a «Celebrity MasterChef», perciò cucina bene...

«Abbastanza, nonostante qualche disastro. Cucinare mi diverte e mi rilassa: mi riescono bene i primi di pesce e i risotti, anche se a MasterChef per un risotto ho preso un grembiule nero. Ho un difetto: in cucina non sono ordinata».

 

 

Poi è stata protagonista in «Drive Club» e «Sirene».

«Il primo ha appagato la passione per i motori, il secondo mi ha permesso di raccontare le forze dell'ordine: ho partecipato a una missione della Finanza in una casa di riposo dove avvenivano maltrattamenti. Se comunico bene mi brillano gli occhi come quando salivo in pedana».

Con chi scapperebbe?

margherita granbassi

«Oddio!! Dipende... Se dovessi scoprire l'Italia chiamerei Vittorio Sgarbi. All'estero, invece, andrei a Malibù a trovare Pierce Brosnan, attore dal fascino intramontabile».

 

È una «sciupamaschi»?

«No, semmai sono stata un po' sfortunata in amore: sono separata dal padre di mia figlia Léonor».

Sognava la stabilità?

«Sì, e una famiglia numerosa. Mi sarebbe piaciuto trovare l'amore della vita in giovane età. Non è andata così, ma ho avuto una bambina bellissima e vivo con grande romanticismo. Sono innamorata dell'amore e sono convinta che da qualche parte ci sia. La passione per mia figlia non avrà uguali, ma ho voglia di incontrare la persona giusta».

 

Un desiderio per Léonor?

«Che diventi una donna libera, capace di amare chi vuole e di realizzare i suoi progetti». Quali sono i ricordi della Margherita bimba?

granbassi vezzali

«Sognavo a occhi aperti, mi immaginavo campionessa. Vedevo i Giochi e mi emozionavo: poi quel traguardo l'ho raggiunto. La Margherita di oggi sogna invece di essere felice e di rendere tale chi ha vicino».

 

Dieci secondi per giudicare l'Italia.

«La vedo come a volte vedevo me. Ovvero, con grandi potenzialità non del tutto espresse». C'è un incubo che la insegue? «No, però qua e là mi faccio sorprendere dai sensi di colpa: a volte sono condizionata dal timore di far soffrire gli altri».

 

Ha una laurea in economia aziendale: com' è il rapporto con i soldi?

«Pessimo, però rimango rilassata: ci tengo all'indipendenza finanziaria, ma non do grande importanza al denaro. Sono molto semplice, non amo il lusso sfrenato e l'esibizione».

 

Spesso a una ragazza per sfondare basta l'avvenenza.

cossiga

«Ormai è una questione di mercato, con relative convenienze. Per cambiare la situazione bisognerebbe lavorare sulla società».

 

È ora che l'Italia abbia una donna premier o presidente della Repubblica?

«I tempi sono maturi da un pezzo. Ma che sia uomo o donna, l'importante è che sia la persona adatta al ruolo».

 

Qual è il podio delle donne ammirate da Margherita Granbassi?

«Rita Levi Montalcini, Oriani Fallaci e Margherita Hack, triestina acquisita. Guardo però anche alle donne dietro le quinte che non hanno raggiunto il successo, a quelle che si battono ogni giorno e magari hanno subìto violenza».

 

Quanto si riconosce nel clima mitteleuropeo di Trieste?

«Tanto. In famiglia abbiamo radici austriache e slovene. La zona di confine mi ha dato grande apertura e la capacità di adattarmi alle situazioni: la mia generazione si sente figlia di un territorio che in un punto ha tre confini; un passo lo fai in Italia, uno in Austria, uno in Slovenia».

 

margherita granbassi

Trieste è ritenuta la città più vivibile.

«Ma io, per sport e lavoro, mi ero trasferita a Roma. E non è la stessa cosa!».

 

 Coraggio, vuoti il sacco.

«Imperano la sporcizia e la mancanza di senso civico: il mio quartiere, vicino a Ponte Milvio, è carino ma è tenuto in modo indecente. Molto di Roma mi fa soffrire: sarebbe la città più bella del mondo. Io provo a fare la "nordica": sfrutto la pista ciclabile anche se fatico a riconoscerla, giro in bici, faccio la differenziata. È una città tenuta in ostaggio dalla politica? Sì, da anni».

 

Una svolta è possibile?

«Ne serve una orientata anche verso lo sport. Mi sono laureata con una tesi sul turismo sportivo: le città dovrebbero aiutare la mobilità della gente per cambiare atteggiamenti e mentalità».

 

DIANA BIANCHEDI

Margherita ha nuovi progetti all'orizzonte?

«Mi piace scrivere, ma quando si accende la telecamera scatta qualcosa in me pur essendo di una timidezza quasi patologica. La verità è semplice: amo comunicare e adesso l'idea è di farlo come autrice di programmi. Ho scritto dei format, forse il sogno nel cassetto è vederli in tv».

bianchedi foto mezzelani gmt065Margherita Granbassi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...