aleksander ceferin gianni infantino fifa uefa

GUERRE PALLONARE! – LA UEFA NON ARRETRA E, NONOSTANTE LO STOP ALLA PROPOSTA DI PRIVATIZZARE I MONDIALI, CONFERMA DI VOLER BOICOTTARE LE COMPETIZIONI DELLA FIFA SE A GUIDARLA SARÀ ANCORA INFANTINO: “NON HA PIÙ LA NOSTRA FIDUCIA” – TRA IL PRESIDENTE DEL CALCIO EUROPEO, ALEKSANDER CEFERIN, E “GIANNI BE GOOD” NON SCORRE BUON SAGNUE: NEL 2021, CI FU LA SPACCATURA SULLA SUPERLEGA (LA FIFA VOLEVA PORTARE IL TORNEO SOTTO LA SUA EGIDA E UCCIDERE LA CHAMPIONS LEAGUE) POI, L’ANNO SEGUENTE, INFANTINO S'ERA INGARELLATO CON IL PROGETTO DI UN MONDIALE BIENNALE, CHE AVREBBE RESO INUTILI GLI EUROPEI - L'UEFA (55 FEDERAZIONI) DA SOLA NON HA I NUMERI PER SFIDUCIARE IL PRESIDENTE DELLA FIFA (SERVONO 106 VOTI SU 211), MA…

1 - SCONTRO TOTALE - IL PROGETTO SUPERLEGA, I PRIVATI IN COPPA DEL MONDO E IL LEGAME CON TRUMP: LA FRATTURA È INSANABILE

Estratto dell’articolo di Guido De Carolis per il “Corriere della Sera”

infantino ceferin

 

Lo scontro è totale, la frattura insanabile. La Uefa non arretra e conferma di voler boicottare le competizioni della Fifa se a guidarla sarà ancora il presidente Gianni Infantino. Niente più Mondiali né maschili né femminili per le nazionali europee, partecipazioni cancellate a tutte le competizioni di ogni età e genere, anche quelle per club. «Il boicottaggio delle competizioni Fifa resta, non è cambiato nulla: non c’è più alcuna fiducia in Infantino», la nota caustica dell’Uefa.

 

A scatenare la bufera è stato il progetto di Infantino di vendere a investitori privati una quota del 20 per cento della Fifa Forward Enterprise (FFE), una società creata ad hoc per organizzare gli eventi della Fifa. Tra i nuovi soci ci sarebbero stati anche Joshua Kushner, fratello di Jared, genero di Trump e JPMorgan, banca capofila della mai nata Superlega.

GIANNI INFANTINO COME IL MARCHESE DEL GRILLO - MEME

 

Il campionato per soli ricchi naufragò ad aprile 2021. La Fifa però avrebbe appoggiato l’idea: voleva portare la Superlega sotto la sua egida e assestare un colpo mortale alla Champions League. Passaggi storici rilevanti per inquadrare la lontananza tra Uefa e Fifa. L’ultimo Mondiale ha ampliato le divergenze.

 

Ha vinto la Spagna, ma il presidente dell’Uefa (che raccoglie le 55 federazioni europee) Aleksander Ceferin non s’è mai visto in nessun appuntamento della Coppa del Mondo. Un’assenza rumorosa. […]

 

Nel 2022 prima del Mondiale in Qatar, la Fifa portava avanti il progetto di una Coppa del Mondo biennale: avrebbe ucciso Europei e Copa America. L’idea svanì, in cambio arrivò il Mondiale per Club. E poi il «Premio della Pace» a Trump, anche quello contestato.

 

Ceferin va all’attacco, Infantino non ha intenzione di cedere né tantomeno di dimettersi. Il presidente Fifa ha fatto marcia indietro sul progetto di far entrare i privati nel calcio, si è scusato, ma ha pure affilato le armi. A Salé, vicino Rabat in Marocco, ha convocato una riunione con i vertici Fifa dove gli è stata ribadita la fiducia. Ai suoi uomini più vicini ha assicurato: «Non ho intenzione di dimettermi, resto qui».

 

ceferin infantino

[…] La minaccia dell’Uefa di abbandonare le competizioni ha risvolti economici e politici.

Dal Mondiale in Qatar la Fifa incassò 5 miliardi, da quello americano ne sono arrivati 15.

La Uefa, grazie soprattutto alla Champions, ne gestisce 7. Lo scontro è diventato finanziario. Da sola la Uefa faticherà a disarcionare Infantino, ma ci proverà.

 

Sono fissate a marzo 2027 le elezioni per il presidente della Fifa. La mossa degli oppositori potrebbe essere convocare un congresso d’urgenza per novembre e lì votare la sfiducia a Infantino. Servono alleati però. La Uefa ha dalla sua la Concacaf, la federazione nordamericana, guidata da Victor Montagliani, di origine abruzzese, che potrebbe essere un candidato alternativo.

 

Africa e Sudamerica stanno con Infantino, l’Asia è spaccata, ma anche questa non è una notizia buona per Infantino. Un mese fa per lui ci sarebbe stato un plebiscito, anche per i tanti milioni che ha fatto piovere negli anni sulle federazioni minori: in fondo alla Fifa uno vale uno e Haiti pesa come la Germania. Oggi però le certezze non sono più così granitiche. […]

 

ceferin infantino

2 - CEFERIN SFIDA INFANTINO L'EUROPA NON ARRETRA "BOICOTTIAMO LA FIFA"

Estratto dell’articolo di Niccolò Maurelli per “la Repubblica”

 

Le scuse rischiano di non bastare. «Abbiamo sbagliato a proporre il nostro progetto di riforma dei Mondiali. Ci dispiace, ma non tollereremo altri attacchi». Barricati per una lunga notte nel quartier generale della Fifa a Rabat, in Marocco, i vertici del calcio mondiale ne sono usciti con un piano d'urgenza per arginare il dissenso.

 

Alla mezzanotte di ieri, il presidente Gianni Infantino ha incassato quello che voleva: il rinnovato sostegno dei fedelissimi del Consiglio direttivo e del segretario generale Mattias Grafstrom, tornato in sé dopo aver provato a scaricarlo nei giorni scorsi.

 

GIANNI INFANTINO - DONALD TRUMP - FINALE MONDIALI 2026

[…] Se Infantino alzasse lo sguardo oltre l'Africa, sua roccaforte elettorale dopo tutti i vantaggi garantiti negli ultimi anni, si troverebbe davanti uno scenario catastrofico. Ieri il Guardian ha svelato come il presidente fosse coinvolto nel caso Superlega del 2021: Infantino pensava di mettere il suo marchio sul torneo che, di fatto, avrebbe cancellato la Champions League, il gioiello dell'Uefa, infuriata allora e ancor di più adesso (ha anche istituito una commissione per verificare che non siano state vendute quote del Mondiale).

 

L'unione delle federazioni europee non arretra di un centimetro: Infantino deve cadere. […]

 

ceferin infantino

Ha alzato la voce pure la Fifpro, il sindacato dei calciatori: «Il vostro progetto non esiste più, ma l'abuso di potere di chi l'ha prodotto sì. Bisogna riformare con urgenza il governo della Fifa».

 

Fa riflettere anche l'uscita della Confederazione calcistica sudamericana, altro grande serbatoio di consensi: tre partite del Mondiale 2030 si giocheranno in Argentina, Uruguay e Paraguay. E subito dopo la conclusione dell'ultima Coppa del mondo, proprio il presidente della Conmebol Alejandro Domínguez aveva annunciato l'allargamento del Mondiale a 64 squadre dalla prossima edizione, perfettamentre nel solco delle mire di grandeur di Infantino.

 

ceferin infantino

Ieri, i vertici del calcio sudamericano hanno fatto sapere: «Siamo preoccupati. Bisogna rispettare i meccanismi istituzionali per approvare le riforme. Se manca il confronto, perdiamo tutti». Nella nota però non nominano Infantino e sembrano orientati a difendere l'assetto istituzionale della Fifa. Se invece anche il Sudamerica voltasse le spalle al capo, lo spettro della deposizione anticipata si farebbe più concreto.

 

L'Uefa (55 federazioni) da sola non ha i numeri per sfiduciare il presidente della Fifa (servono 106 voti su 211), ma tesse alleanze. Non è un mistero che Nord, Centro America e Caraibi, capitanati da Victor Montagliani (già designato come candidato del 2031 ma ora deciso a correre subito) abbiano cambiato idea su Infantino. Anche l'Asia, escluso il nucleo dei fedelissimi del Golfo, riflette.

infantino ceferin

 

La Giordana, che aveva parlato di «ricatto», ha ricevuto ora dopo otto mesi i premi per la Coppa Araba, però resta all'opposizione: «I soldi sono arrivati, ma non cambia nulla». L'Oceania resiste, complice l'influenza che Infantino continua a esercitare sulle piccole isole del Pacifico. Ma la spaccatura col resto del mondo, adesso, sembra insanabile.

gianni infantino carlos cordeirogianni infantinoceferin infantino gianni infantinoceferin infantino carlos cordeiro, gianni infantino e donald trump 3

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...