inter juventus

INTER-JUVE, L’ETERNA SFIDA TRA “GUARDIE E LADRI” – IL DERBY D’ITALIA IN DIECI FLASH: LE BATTUTE DI PRISCO (“SE DO LA MANO A UN MILANISTA ME LA LAVO, SE LA DO A UNO JUVENTINO CONTO LE DITA”) E QUELLE DELL’AVVOCATO, LA SPALLATA DI IULIANO A RONALDO, IL DITO MEDIO DI CONTE AD ANDREA AGNELLI, IL 5 MAGGIO E GLI “SCUDETTI DI CARTONE”… – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Furio Zara per www.repubblica.it

 

contatto tra iuliano e ronaldo

Guida galattica del derby d’Italia in 10 parole chiave che ci aiutano a comprendere di che sostanza è fatto questo “Me contro Te” tra Inter e Juventus che va in scena da oltre un secolo: cent’anni (e passa) di attitudine (al Potere).

 

La spallata

Quella di Iuliano a Ronaldo, chiaro. La madre di tutti i veleni, l’Armageddon del Derby d’Italia. Rigore o no? Ancora oggi se ne discute, tra i bar di Buccinasco e i circoli letterari di Moncalieri, o viceversa. E senza mai venirne a capo, tra l’altro. 27 aprile 1998, c’era in ballo lo scudetto. Nella baraonda Gigi Simoni urlò all’arbitro Ceccarini il “Si vergogni, si vergogni” più famoso del calcio italiano, Pagliuca ha raccontato di avergli rifilato un pugno nel costato. Per chi non se lo ricorda: vinse la Juve 1-0, gol di Del Piero.

 

juve inter ronaldo iuliano

5 maggio

E l’Inter fu (beffata sul filo di lana), e la Juve fu (campione d’Italia). Ma se qualcuno l’avesse anche solo immaginato, gli avremmo dato tutti dell’ubriaco. 5 maggio 2002, vedi alla voce Gresko, terzino slovacco che divenne il capro espiatorio di quello scudetto perso. Ultima giornata di campionato, clamoroso all’Olimpico di Roma: Lazio batte Inter 4-2, 644 chilometri a nord, nella città di Udine si consuma la sorpresa, Juventus batte Udinese 2-0.

 

Peppino Prisco

Prisco Peppino all’anagrafe Giuseppe (1921-2001), di professione avvocato della causa nerazzurra, Spirito Guida dei “Bauscia”, eroe di guerra, tenente nel Battaglione l’Aquila del Nono Reggimento Alpini che ha combattuto nella morsa di gelo del Don durante la Seconda Guerra Mondiale, l’interista più interista di sempre. Battuta più celebre: “Se do la mano a un milanista me la lavo, se la do a uno juventino conto le dita”. […]

 

“Chi? Il nostro cuoco?

peppino prisco

Quando nel 1984 acquistò l’Inter da Ivanoe Fraizzoli, il neo presidente Ernesto Pellegrini venne subito marchiato dalla perfida battuta che l’Avvocato Gianni Agnelli rivolse - così narra la leggenda - a Boniperti. “Giampiero, hai sentito che il nostro cuoco ha preso l’Inter?”. Vera? Falsa? Aggiustata a uso e consumo dei popoli? Poco importa. Pellegrini aveva fondato il suo solido impero sulle mense, con un’azienda leader sia in Italia che all’estero. Era lui in quegli anni 80 a gestire la mensa Fiat, da qui la velenosa battuta dell’Avvocato.

 

Potere

Quella tra Inter e Juventus è anche una storia di potere, perché sull’asse Milano-Torino i due club si sono spartiti 55 scudetti (36 Juventus, 19 Inter) su un totale di 119 (equivale al 46,21%), con gli altri 64 titoli spartiti tra 14 squadre diverse, dal Milan al Casale, dalla Pro Vercelli al Cagliari. L’esercizio del potere Inter e Juventus se lo sono diviso nel corso dei decenni ed è stato totemico quando al comando c’erano le famiglie, i Moratti - Angelo e Massimo - e gli Agnelli, in tutte le loro desinenze. […]

 

No existe!

giovanni agnelli giampiero boniperti

La frase completa è: “Esta decision me ha scaricato le giocadori, demoralizado todos, senza reflesi e senza forza no podevamo giocar. No existe”. La dice il Mago Herrera, quando la CAF, la Commissione Arbitrale Federale, decide che Juventus-Inter deve essere ripetuta a fine campionato (c’era stata un’invasione di campo, l’Inter aveva fatto ricorso e vinto 2-0 a tavolino, poi la sentenza era stata ribaltata). 10 giugno 1961: Juventus-Inter 9-1, scudetto a Torino, ma i nerazzurri (furente la protesta di Angelo Moratti) scendono in campo con la squadra della Beretti, compreso il debuttante Sandrino Mazzola.

 

Scudetti di cartone

antonio conte andrea agnelli

Che bufera, Calciopoli. Che strascichi, che strali. Più che una storia, una scoria. Nell’estate del 2006 arriva la sentenza che revoca alla Juventus gli scudetti 2004-05 e 2005-06: club retrocesso in B, -17 di penalizzazione. Il titolo del 2005-06 viene assegnato all’Inter. Per gli juventini quello è “lo scudetto di cartone”. Gli interisti replicano che i +2 scudetti che la Juve si autoassegna - 38 invece di 36 - sono una fake. Tra le punture di spillo e i sacchi di letame che sono volati da una parte all’altra, davvero: non se ne esce.

 

Conte e Agnelli

elkann conte agnelli foto mezzelani gmt 163

E quell’insulto diventò subito un refrain. Ullallà, ma che brutta storia quella di Antonio Conte che nel febbraio del 2021 - da allenatore dell’Inter, nell’intervallo della semifinale di Coppa Italia - mostra il dito medio al suo ex datore di lavoro alla Juventus Andrea Agnelli e gli dà uno spassionato consiglio sull’utilizzo dello stesso. E insomma altro che battibecco, qui volano gli stracci, con ricco repertorio di insulti e offese varie, tra un “Pagliaccio” e un “Pensa ad allenare, cogl****”, con l’interessato che rivolgendosi all’ex amico gli urla: “Parlami in faccia se hai coraggio”.

 

Guardie e ladri

Allegri dixit, con un ghigno da qui a lì. Segue corollario di polemiche, insulti, veleni assortiti e ditini puntati. “Mi ha fatto divertire, era solamente una battuta post-gara in cui ho usato una metafora del gioco che facevamo da bambini”. Guardie, noi della Juve che rincorriamo. Ladri, loro dell’Inter che scappano. Gli chiedono: e la corsa scudetto? La risposta: “E’ come il gioco di guardie e ladri, è uguale. I ladri scappano e le guardie rincorrono”. Succedeva dopo Juventus-Sassuolo 3-0. Poi però Allegri - sempre con un ghigno da qui a lì - ha avvisato che di battute no, non ne farà più.

MASSIMILIANO ALLEGRI

 

“Il derby d’Italia è un altro”

Adriano Galliani lo afferma nel 2009, provando a cambiare non le carte in tavola, ma proprio il tavolo dove si gioca. Sostiene l’eretico Galliani che il vero Derby d’Italia - espressione coniata da Gianni Brera nel 1967 è quello che si disputa tra Juventus e Milan. La spiegazione è presto detta: “Loro (da intendersi come Juventus, ndr) sono quelli che hanno vinto di più in Italia, noi (cioè il Milan, ndr) nel mondo, dunque sulla base di un semplice calcolo sembra che il derby d’Italia sia Juventus-Milan”. L’eresia non ha avuto un seguito.

peppino prisco massimo morattironaldo iulianojuve inter ronaldo iuliano

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...