antonio riello art of rivalry sebastian smee

ANCHE L’ARTE HA I SUOI FRATELLI COLTELLI - ANTONIO RIELLO ESPLORA LE RIVALITÀ IN FAMIGLIA NEL LIBRO "THE ART OF RIVALRY" DI SEBASTIAN SMEE: “MARCEL DUCHAMP AVEVA UNA MOLTITUDINE DI FRATELLI-ARTISTI. SEMBRA CHE LA DIVERSITÀ DELLE LORO ESPERIENZE ESPRESSIVE ABBIA CONSERVATO TRA LORO DEI BUONI RAPPORTI. AGOSTINO E ANNIBALE CARRACCI AVEVANO UNA RIVALITÀ SILENZIOSA E COMPOSTA. MENO IDILLIACI E DECISAMENTE PIÙ COMPETITIVI I RAPPORTI TRA LA FAMOSA GEORGIA E LA MENO FAMOSA IDA O'KEEFE. IDA DISSE PUBBLICAMENTE CHE SAREBBE STATA ANCHE PIÙ NOTA DELLA SORELLA SE SOLO FOSSE STATA LEI AD AVER SPOSATO ALFRED STIEGLITZ…”

Antonio Riello per Dagospia

 

famigliariella

La rivalità tra artisti è un tema ben noto a chi si occupa di Arte. Il Vasari nelle sue "Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori" narra del profondo risentimento che l'artista toscano Andrea del Castagno aveva per il collega Domenico Veneziano, al punto di arrivare ad ucciderlo.

 

L'episodio risulta essere una "fake news" rinascimentale perché, anagrafe alla mano, Domenico (1410-1461) muore ben 4 anni dopo la dipartita di Andrea (1421-1557). Vasari in questo caso ha preso manifestamente un abbaglio. Ma resta il fatto che la competizione professionale tra gli artisti diventava spesso rivalità, per poi trasformarsi - in certi casi - addirittura in odio.

 

Nel '900 (e senza arrivare all'omicidio, vero o presunto), è comunque assodato come Henri Matisse e Salvador Dalì detestassero vivamente Pablo Picasso. Molto probabilmente il bersaglio, più che lo stile o le posizioni politiche, era il suo successo planetario. L'invidia è una brutta bestia, ripetono le perone sagge. Un bel libro di Sebastian Smee racconta i tradimenti e le inimicizie dell'Arte Moderna: "The Art of Rivalry".

art of rivalry

 

Troppo spesso, influenzati dall'astio, gli artisti attribuiscono ai colleghi che hanno più successo l'appartenenza a supposte congreghe amicali, cricche, partiti o consorterie di vario genere e tipo. Insomma si insinua che qualche forma di supporto esterno (si finisce sempre con il termine "mafia", ovviamente non nel senso criminale del termine) sia all'origine della loro affermazione. E se invece fossero solo più bravi? O almeno le persone giuste al posto giusto (per quel dato momento)?

 

Le cose si fanno ancora più complicate (e viscerali) quando il rivale è un parente. All'Arte si mescolano faccende di famiglia, antichi rancori e traumi infantili. Infernetti domestici con farcitura artistica.

 

diego et alberto

Cominciamo con i classici cognati. La coppia esemplare è formata da Giovanni Bellini (1459-1516) e Andrea Mantegna (1430-1506).  Andrea aveva sposato Nicolosia, sorella di Giovanni e figlia di Jacopo Bellini. Giovanni è figlio di tanto padre e cittadino veneziano al 100%. Inventa una suo stile ben riconoscibile e diventa il pittore più importante della città.

 

Andrea ha forse più talento pittorico del cognato ma è provvisto di un cattivo carattere ed è meno bravo negli affari. Soprattutto è un "campagnolo" doc (nasce a Isola di Carturo nel padovano). Morale: Giovanni morirà ricco e famoso, Andrea invece muore quasi povero e nel pieno del famigerato "cono d'ombra". E, in più, continuamente stressato dalle lamentele comparative della scontenta consorte.

georgia and ida o'keeffe by alfred stieglitz

Poi ci sono i fratelli (o le sorelle). La casistica è ampia.

 

I bolognesi Agostino (1557-1602) e Annibale Carracci (1555-1609) con il cugino Ludovico (1555-1619) erano i frontmen dell'Accademia degli Incamminati. In realtà i due si stimavano e collaboravano spesso. La loro era una rivalità silenziosa e composta. E comunque più virtuosamente artistica che banalmente personale.

 

Gustav Klimt (1862-1918) e il più giovane fratello Ernst (1864-1892) lavoravano assieme. La morte prematura di Ernst praticamente lo tolse subito dalla competizione.

Il sommo Marcel Duchamp (1887-1968) aveva una moltitudine di fratelli-artisti. Si potrebbe quasi dire che era una dinastia perché si partiva addirittura dal nonno, Emile Frédéric Nicolle. Gaston Duchamp (1875-1963) cambiò il nome in Jacques Villon. L'altro fratello Raymond Duchamp (1876-1918) decise ecumenicamente di diventare Raymond Duchamp-Villon.

jackson pollock

 

La sorella Susanne (1889-1963) sposò un altro pittore, Jean Crotti, e divenne Susanne Duchamp-Crotti (entrambi lavorarono nell'ambito del movimento Dada). Poche sono le indiscrezioni sui  loro rapporti personali ma sembra che la diversità delle loro esperienze espressive abbia conservato tra loro dei buoni rapporti sul piano famigliare. La splendente stella di Marcel non disturbò - nè rese invidiosi - i laboriosi parenti (anche perchè, in fondo, il suo successo non fu cosi precoce) Jackson Pollock (1912-1956)  fu introdotto sulla scena artistica di New York dal fratello maggiore Charles Pollock (1902-1988).

 

Charles iniziò (come il fratello) a dipingere nell'ambito del "Regionalismo" americano, influenzato anche dai grandi murales dei messicani Orozco e Rivera. Charles posato e controllato, progredì in seguito verso un'elaborata forma  di astrazione (che gli assicurò comunque una rispettabile e lunga carriera). Fu un silenzioso (e molto probabilmente scettico) testimone della sregolata e avventurosa parabola di Jackson e del suo imprevedibile successo.

pollock charles omaggio al messico

 

Diego Giacometti (1902-1985) era il fratello minore di Alberto Giacometti (1901-1966). Lo raggiunse nel 1925 a Parigi (erano originari dei Grigioni, in Svizzera) e divenne il suo più stretto collaboratore. Trovò un perfetto equilibrio con il celebre fratello perché si specializzò nel design di mobili e arredi. Di fatto erano due creativi complementari in grado di supportarsi a vicenda. Un terzo fratello, Bruno, era un architetto: disegnò il padiglione della Svizzera ai Giardini della Biennale di Venezia.

 

I rapporti erano meno idilliaci e decisamente più competitivi tra la famosa Georgia (1887-1986) e la meno famosa Ida (1889-1961) O'Keefe. Ida disse pubblicamente che sarebbe stata anche più nota della sorella se solo fosse stata lei ad aver sposato Alfred Stieglitz, il fotografo-gallerista che condizionò l'Arte negli USA per diversi anni. Melodramma famigliare (e artistico) in piena regola. Una mostra di Ida al Dallas Museum of Art si intitolava non a caso: "Ida O'Keefe: Escaping Georgia's Shadow".

 

suzanne duchamp crotti

Yoko Ono ha una sorella più giovane che è anche un'artista, Setsuko Ono. E' sposata con un professore di origine italiana e vive a Washington D.C. Si è formata culturalmente all'ombra delle poetiche di John Cage. La sua produzione è meno concettuale e consiste principalmente di sculture in metallo e pitture materiche. Tra le due non c'è match: ovviamente Setsuko è poco più che una dilettante se paragonata alla carriera della celeberrima sorella.  Pare comunque che sia stato proprio John Lennon a suggerire a Setsuko di fare la sua prima mostra.

autoritratto andrea mantegnayoko onoopera di setsuko onosetsuko onoannibale carracci autoritrattogiovanni belliniagostino varracci autoritrattoipotetico autoritratto andrfea del castagno

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