azionariato popolare il calcio è della gente e'

L’AZIONARIATO? BOCCIATO! – LA LEGA SERIE A CHIEDE AL PARLAMENTO DI FERMARE LA PROPOSTA DI LEGGE SULL’AZIONARIATO NELLE SOCIETÀ SPORTIVE: “È LACUNOSO, NON SI APPLICHI AI CLUB DI SERIE A” – IL DDL, LANCIATO DALLA LEGA, INTRODURREBBE IN ITALIA LA PARTECIPAZIONE DEI TIFOSI AL CAPITALE SOCIALE E ALLA GESTIONE DELLE SQUADRE PROFESSIONISTICHE E DILETTANTISTICHE – CLAUDIO LOTITO, SENATORE DI FORZA ITALIA E PATRON DELLA LAZIO, È TRA I PIÙ CONTRARIATI, LANCIANDO L’ALLARME PER I RISCHI DI INFILTRAZIONI DELLA MALAVITA: "QUI NELLE TIFOSERIE ALLIGNANO TUTTA UNA SERIE DI INTERESSI, ECONOMICI, DELINQUENZIALI…”

Michela Suglia per l’ANSA

 

ezio maria simonelli

La Lega calcio di serie A attacca la legge sull'azionariato popolare nelle società sportive chiedendo al Parlamento di fermarla. Il testo è "viziato ab origine" e "del tutto lacunoso", denuncia. Per la prima volta, formalmente interpella i vertici del Senato con una lettera rivolta al presidente Ignazio La Russa, ai capigruppo e al presidente della commissione Cultura e sport che ha esaminato e approvato la norma.

 

Il disegno di legge "non si applichi alle società professionistiche di serie A", è l'appello rivolto anche al ministro dello Sport, Andrea Abodi e al presidente della Fgci, Gabriele Gravina.

 

La proposta introdurrebbe in Italia la partecipazione dei tifosi al capitale sociale e alla gestione delle società sportive professionistiche e dilettantistiche. In virtù della "forte perplessità" sul ddl manifestata "unanimemente" nell'ultima assemblea della Lega calcio, il presidente Ezio Simonelli invita il Senato a correggere il testo. Ed elenca il suo no in quattro punti.

 

tifosi allo stadio 8

In primis, contesta che l'azionariato possa applicarsi alle società sportive quotate in Borsa, avendo peculiarità sul fronte delle azioni e sulla loro governance. Più tranchant sul rischio che ci siano delinquenti infiltrati fra i tifosi: il provvedimento "dimentica del tutto di introdurre presidi per impedire che il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata all'interno delle curve si trasferisca - attraverso il cavallo di troia degli enti di partecipazione - anche nella governance societaria", scrive nella lettera.

 

Un veto - quello del mondo del calcio di serie A - che si aggiunge e alimenta lo scontro già aperto nella maggioranza di governo. A innescarlo era stato, la settimana scorsa, Forza Italia chiedendo (e ottenendo) il rinvio dell'esame poche ore prima che l'Aula iniziasse a discutere il testo. E nonostante l'ok già avuto alla Camera nel lontano 2024. A spingere invece per l'approvazione definitiva è la Lega, madre della proposta.

 

tifosi allo stadio 7

Il partito di Matteo Salvini rivendica la novità come una delle risposte "serie, urgenti e ragionevoli" per "guarire il nostro calcio malato". E in una nota ammonisce: "Il sistema non abbia paura dell'azionariato popolare: sarebbe una ventata d'aria nuova e pulita, garantita dagli appassionati".

 

Un avvertimento che arriva in serata dopo una riunione del centrodestra convocata per superare lo stallo. E segnata vistosamente dalle urla sentite al di là della porta. Specie tra Claudio Lotito, il senatore di FI e proprietario della Lazio che non condivide la legge, e i leghisti che la difendono.

 

Compreso Riccardo Molinari, primo firmatario del ddl. Dopo quasi due ore, escono e annunciano che presenteranno, in commissione, "lievi correttivi per garantire maggiori tutele a tutto l'impianto della legge". Ufficialmente a nome di tutta la coalizione. Parole misuratissime del presidente dei senatori leghisti, Massimiliano Romeo convinto che la legge non finirà su un binario morto.

 

claudio lotito

Secondo fonti di FI, l'intento è di chiarire che si può aprire all'azionariato popolare purché sia un valore aggiunto per le società e non un ostacolo, e di sicuro non un automatismo. Dalla riunione si allontana Lotito, in silenzio e contrariato.

 

Poco prima non aveva nascosto le sue riserve, concentrate sui rischi di infiltrazioni della mala. "Qui nelle tifoserie allignano tutta una serie di interessi, economici, delinquenziali" ricordando il caso di Fabrizio Piscitelli alias Diabolik, capo della frangia più estrema degli ultras laziali e vicino al mondo criminale e concludendo: "Bisogna dire basta a questa roba".

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