pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

L’EUROPA CHIUDE I RUBINETTI ALLA BIENNALE - LA COMMISSIONE UE CONDANNA LA DECISIONE DEL PRESIDENTE DELLA RASSEGNA, PIETRANGELO BUTTAFUOCO, DI RIAMMETTERE LA RUSSIA E FORMALIZZA LO STOP A 2 MILIONI DI FONDI – IN UNA LETTERA ARRIVATA ALLA BIENNALE VIENE SPECIFICATO PERSINO CHE LA PRESENZA DELLA RUSSIA, VIOLEREBBE I PRINCIPI E LE REGOLE PREVISTE DALLE SANZIONI CHE L'UE HA COMMINATO A MOSCA COME CONSEGUENZA DELLA GUERRA DICHIARATA ALL'UCRAINA. BUTTAFUOCO NON FA PASSI INDIETRO E NON PENSA DI DIMETTERSI, COME ERA STATO VENTILATO QUANDO LA BATTAGLIA CON IL MINISTRO GIULI COMINCIAVA A FARSI DURA. E OGGI ZELENSKY INCONTRA MELONI A ROMA...

 

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Michela Tamburrino per la Stampa - Estratti

 

Il vero nodo sta nella certezza che nessuno sia disposto a cedere. E il 9 maggio è alle porte. L'Esposizione Internazionale d'Arte giunta alla sua 61ª edizione con inaugurazione ufficiale appunto quel giorno, alla presenza, a questo punto, chissà di chi.

 

Da una parte la Commissione europea, il ministro della Cultura Giuli e il governo italiano, dall'altra la Biennale di Venezia lodata fino al mese scorso come la più fulgida espressione nostrana grazie alla presidenza di Pietrangelo Buttafuoco.

 

Non è più così da quando lo stesso presidente ha aperto le porte di Biennale Arte alla Russia, proprietaria del padiglione che la rappresenta, prestato negli ultimi anni ma che ora Putin rivuole indietro.

 

Una bagarre con il ministro Giuli assente dai più importanti eventi veneziani e Buttafuoco, algido e serenissimo nel riaffermare la totale indipendenza della fondazione da lui presieduta e di conseguenza delle sue decisioni peraltro appoggiate dal cda.

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

 

Il vulnus non è mai stato solo nostrano perché la Commissione europea che all'indomani della notizia, a marzo, subito ventilò ripercussioni gravi, ora formalizza elevando la minaccia in certezza del taglio dei fondi europei di ben 2 milioni di euro sempre a causa della presenza della delegazione russa.

 

E qualora non fosse chiara la presa di posizione, l'Agenzia esecutiva per l'Istruzione e la Cultura (Eacea), ha inviato venerdì scorso una lettera (alla quale Biennale ha subito risposto per le rime) per informare la fondazione veneziana della decisione di revocare la sovvenzione.

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Per meglio configurare questa tempesta perfetta, oggi pomeriggio arriva a Roma in visita ufficiale il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky che sarà accolto dalla premier Giorgia Meloni e dal Presidente Sergio Mattarella. In agenda anche questo argomento spinoso e imbarazzante, già trattato a marzo con il ministro della Cultura Giuli in visita in Ucraina.

 

Nella lettera arrivata negli uffici della Biennale venerdì scorso, si spiega quello che il portavoce della Commissione Ue, Thomas Reigner ha spiegato ieri nei dettagli: «Gli eventi culturali finanziati con il denaro dei contribuenti europei dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non vengono rispettati nella Russia odierna».

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

 

Viene specificato persino che la presenza della Russia, violerebbe i principi e le regole previste dalle sanzioni che l'Ue ha comminato alla Russia come conseguenza della guerra dichiarata all'Ucraina. Regole che vietano di dare spazio ad ogni manifestazione o atto che possa configurarsi come propaganda a sostegno del regime.

 

Tanto più che gli artisti che si esibiranno nello spazio espositivo ai Giardini, progettato nel 1914 dall'architetto Alexey Shchusev, saranno portati dalla società di cui è comproprietaria, insieme alla commissaria Anastasia Karneeva, proprio la figlia del potente ministro Sergey Lavrov, Ekaterina.

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Buttafuoco dal canto suo non fa passi indietro e minimamente pensa di dimettersi come era stato ventilato quando la battaglia cominciava a farsi dura. Dimissioni che anche il governo faticherebbe a gestire, se non altro per la caratura dello scrittore non proprio comune tra i suoi omologhi.

 

La Biennale ha risposto così alla lettera con un comunicato per ribadire d'aver ricevuto la missiva contenente l'ultimatum dei 30 giorni dal ricevimento della lettera per eventuali osservazioni in merito. Ne prende atto e informa che «esprimerà nei tempi e termini dovuti le proprie ragioni certa di non aver violato alcuna norma (...)

pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

Ultimi Dagoreport

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO