"L’HYDRATION BREAK", LA SUPERCAZZOLA DI INFANTINO CHE SALVA I DIVIDENDI DELLA FIFA – ALDO GRASSO SULL’INTRODUZIONE DI QUESTA SORTA DI “TIME OUT CALCISTICO”: "CON UN COLPO DI GENIO SEMANTICO DEGNO DEL MIGLIOR MARKETING DISTOPICO, LA FIFA HA PARTORITO L’HYDRATION BREAK, LA PAUSA PER IDRATARSI. LE EMITTENTI TELEVISIVE BRINDANO, GLI ALLENATORI TIRANO FUORI I TABLET PER FARE MICRO-TATTICA (COME HA FATTO POCHETTINO, COME HA FATTO ANCELOTTI) E IL ROMANTICISMO MUORE SOFFOCATO DA UNO SPOT DI BAGNOSCHIUMA IN OFFERTA: TRE MINUTI DI PARTITA IN MENO POSSONO VALERE MILIONI DI DOLLARI IN PIÙ…"
Aldo Grasso per il “Corriere della Sera” - Estratti
Con la lingua italiana abbiamo sempre maggiori difficoltà (persino di comprensione del testo), ma con l’inglese facciamo progressi. Ogni giorno un’espressione nuova, ben felici che i Mondiali americani di calcio ci abbiano regalato l’ hydration break in sostituzione del cooling break.
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Una cosa seria, quasi scientifica (...) la Treccani ne certificava lo status di «necessità medica»: una sorta di timeout calcistico che consentiva agli atleti di reidratarsi e di integrare nell’organismo i sali e i nutrienti che, attraverso il sudore, venivano espulsi in maniera più consistente del solito a causa delle alte temperature del periodo estivo.
Semplice, logico, persino umano. Ed ecco che, con un colpo di genio semantico degno del miglior marketing distopico, la FIFA ha partorito l ’hydration break.
Sulla carta, la nobile evoluzione della specie: «Dobbiamo idratare gli atleti!». La differenza è sottile solo all’apparenza. Nel primo caso ci si ferma perché fa molto caldo. Nel secondo ci si ferma perché qualcuno, da qualche parte, ha scoperto che tre minuti di partita in meno possono valere milioni di dollari in pubblicità.
Una rivoluzione semantica degna dei migliori uffici marketing: non è una pausa per gli sponsor, è una pausa per idratarsi. E se durante l’idratazione passano dieci spot di SUV, scommesse, bibite e assicurazioni, è soltanto una coincidenza.
Gianni Infantino che si preoccupa della disidratazione dei giocatori, dopo aver piazzato i match in orari improponibili per compiacere le tv, è una vetta di ipocrisia quasi commovente. Così, il vecchio «flusso unico» del calcio — quella magnifica agonia di novanta minuti in cui Davide poteva stordire Golia sfruttando la stanchezza — si è sbriciolato.
Ora si gioca a quarti, come nel basket. Al 22’ spaccato, il gioco si ferma. Ma mentre il calciatore beve l’acqua, lo spettatore a casa viene letteralmente annegato dagli spot pubblicitari. Le emittenti televisive brindano, gli allenatori tirano fuori i tablet per fare micro-tattica (come ha fatto Pochettino, come ha fatto Ancelotti, come non ha più potuto fare Montella) e il romanticismo muore soffocato da uno spot di bagnoschiuma in offerta. Il verdetto è chiaro: il cooling salvava le coronarie; l’ hydration salva i dividendi della FIFA.
ALDO GRASSO
TRUMP INFANTINO
HYDRATION BREAK GHANA PANAMA
HYDRATION BREAK GHANA PANAMA
HYDRATION BREAK GHANA PANAMA
HYDRATION BREAK NORVEGIA


