john lurie

L'ALTRA NEW YORK - ALLA “M77 GALLERY” DI MILANO, LA PERSONALE ITALIANA DEL MITOLOGICO JOHN LURIE, MUSICISTA, ATTORE, DISEGNATORE E PITTORE - NEL 1986, DIRETTO DA JARMUSH, RECITÒ IN “DAUNBAILÒ” ACCANTO A BENIGNI E TOM WAITS

john lurie   boy and dog dog and boy the rest is historyjohn lurie boy and dog dog and boy the rest is history

Luca Beatrice per “il Giornale”

 

Il mondo della musica e quello dell' arte hanno spesso incrociato i loro destini perché sono in diversi a credere che chi eccelle in un campo della creatività possa trasferire il proprio talento da un' altra parte. Sono gli Stati Uniti il paese del crossover e della contaminazione, fenomeno che ha preso piede dalla fine degli anni '70, quando Patti Smith e i Talking Heads si esibivano al CBGB' S attirando un pubblico di art addicted.

 

All' inizio degli '80 si tennero a New York due mostre epocali: The Times Square Show, che rivelò la generazione degli streeter (tra questi Basquiat e Haring) e New York New Wave al PS1, curata da Diego Cortez, dove musica e arte andavano a braccetto. Figura centrale fu Brian Eno, ex leader dei Roxy Music, sperimentatore e produttore, che battezzò il movimento No Wave, anello di congiunzione tra il mondo degli spazi off e dei locali alla moda.

john luriejohn lurie

 

In questo ambiente John Lurie divenne figura centrale per il suo straordinario eclettismo. Musicista, attore, più tardi disegnatore e pittore, Lurie ha attraversato due decenni di eccessi di ogni genere. Carismatico, magnetico, è una figura di riferimento dell' altra New York. Forse lo conosciamo meno come artista visivo, anche se dal 2006 il disegno è diventata la sua attività principale.

 

Ha tenuto diverse mostre negli USA e oggi apre alla M77 Gallery di Milano la sua prima personale italiana dal titolo Home is Not a Place. It is Something Else, fino al prossimo 31 gennaio e curata da Michele Bonuomo.

tom waits john lurie roberto benignitom waits john lurie roberto benigni

 

Nato a Minneapolis nel 1952, trasferitosi a NYC negli anni '70, Lurie porta avanti la ricerca musicale insieme con il lavoro nel cinema. Insieme al fratello Evan, pianista, Arto Lindsay alla chitarra, Steve Piccolo, bassista che ora vive in Italia e fa il traduttore, fonda i Lounge Lizard, uno dei gruppi più interessanti della scena No Wave. Il suo viso è molto interessante e il cinema lo arruola tra gli attori indipendenti più significativi.

 

In particolare Jim Jarmush diventa il regista di riferimento, fin dall' esordio di Permanent Vacation sia nel piccolo capolavoro Stranger Than Paradise del 1984. Nel 1986, sempre diretto da Jarmush, si rivela uno straordinario attore comico in Daunbailò accanto a Roberto Benigni e Tom Waits.

 

john lurie   censored by the artistjohn lurie censored by the artist

In quanto all' arte visiva, Lurie affonda le proprie radici nella pittura dei nativi americani proprio come aveva fatto Pollock. Guarda con attenzione ai mandala di sabbia dei Navajo e dei Pueblo dimostrando un forte legame con la cultura ancestrale e sciamanica. I suoi lavori, molto colorati e fantasiosi, dalle forme infantili, colme di simboli e giochi surreali, sono realizzati principalmente con l' acquerello.

 

Ne origina un mondo fiabesco, dove i titoli delle opere costituiscono la traccia per un racconto a episodi che si rincorre di opera in opera. Insomma, l' artista Lurie può reggere il confronto con il personaggio, anche se la pittura ha funzionato soprattutto come una terapia negli anni più difficili.

 

Come ha dichiarato in un' intervista ad Artribune, oggi si sente più a suo agio con i pennelli: «musica e pittura sono venute fuori dalla parte più profonda di me; o forse sarebbe meglio dire che le cose migliori che faccio provengono da luoghi che non hanno niente a che fare con la mia persona, ma semplicemente galleggiano nell' aria e io non devo far altro che afferrarle».

john lurie e basquiatjohn lurie e basquiat

 

john lurie   home is not a place it is something elsejohn lurie home is not a place it is something elsejohn lurie   gateway into the world of catfish headjohn lurie gateway into the world of catfish headjohn lurie john lurie john lurie con i lounge lizardsjohn lurie con i lounge lizardsjohn lurie dennis hopperjohn lurie dennis hopperjim jarmusch, nicoletta braschi, roberto begnini john luriejim jarmusch, nicoletta braschi, roberto begnini john luriejohn lurie   decaying blue lynx headjohn lurie decaying blue lynx head

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?