“NON ABBIAMO PIÙ FENOMENI MA BUONI GIOCATORI SÌ. E IO GUARDO A UN ORIZZONTE DI SEI ANNI” - GIOVANNI MALAGÒ, GRANDE FAVORITO ALLA PRESIDENZA FIGC, GUARDA A EURO 2032 (DA ORGANIZZARE IN ITALIA): “IL NUOVO CT? DEVE FARE UN ATTO D’AMORE E BUTTARE IL CUORE OLTRE L’OSTACOLO" (TRADOTTO: ACCETTARE POCHI SOLDI E UN PROGETTO LUNGO) - "MANCINI, CONTE, GUARDIOLA? NON PARLO CON NESSUNO, NON SAREBBE SERIO" - "ABODI È UN MIO NEMICO PERCHÉ NON L’HO SOSTENUTO QUANDO SI CANDIDÒ ALLA FIGC E PERSE CONTRO TAVECCHIO? BISOGNEREBBE CHIEDERLO A LUI" - "CI SONO STATI TENTATIVI DI POCHI DI NON SOSTENERE LA MIA CANDIDATURA. IMPROVVISAMENTE È ARRIVATA..."
Daniela Dallera, Daniele Sparisci per il "Corriere della Sera" - Estratti
giovanni malago foto mezzelani gmt216
Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, inventore di Milano-Cortina, candidato al vertice della Federcalcio. Come vivrà i Mondiali senza Italia?
«In buona compagnia con altri italiani, con un certo distacco. È la differenza fra tifoso e appassionato: il primo si organizza, sposta gli impegni per vedere le partite mentre il secondo cerca di vedere quel che può compatibilmente con i propri impegni».
Per chi tiferà?
«Per il Brasile di Ancelotti e per la Turchia di Montella».
Perché l’Italia non c’è, qual è la sua analisi?
«Perché abbiamo sbagliato i rigori... ma è una battuta: in realtà non dovevamo metterci nelle condizioni di arrivare a quel punto, a giocare lo spareggio in Bosnia».
Perché ha sentito il bisogno di questa sfida della Figc?
giovanni malago e giancarlo abete foto fama gmt297
«Alt. La parola “bisogno” va corretta. È andata in un altro modo: avevo appena finito Milano-Cortina, ero felice, appagato, ma provato fisicamente. Con la testa ero su altro, su tutto ciò che avevo trascurato nella vita privata. Sono venute a parlarmi 5 società di serie A, avevo detto loro che non ero disponibile.
(...) Nel giro di poco i club sono diventati 18-19, un record in un ambiente spesso diviso. Allora ho chiesto loro un impegno ufficiale, dopo è arrivato l’endorsement della Lega B, degli allenatori e dei calciatori.A quel punto, io che non sentivo affatto il bisogno, mi sono però detto: se lo sport ti chiama, in modo affettuoso, per spirito di servizio mi metto a disposizione, come ho sempre fatto».
giovanni malago e giancarlo abete foto fama gmt296
Come interpreta questa storia dell’ineleggibilità, è una mossa dei suoi nemici?
«Non sono così sprovveduto da dire che è una trappola di chi non mi vuole bene. E anzi colgo l’occasione per ringraziare Abete per il fair play. Una cosa fa riflettere: c’è qualcuno che aveva chiesto il commissariamento della Figc ed è andato avanti per settimane ma non c’erano i presupposti.
Poi ci sono stati tentativi, di pochi, di non sostenere la mia candidatura. Beh, mi sembra che la manovra abbia fatto aumentare i consensi. Improvvisamente è arrivata questa terza mossa per cercare di impedire la candidatura a seguito di un’interpellanza parlamentare, che guarda caso è stata fatta il 19 maggio, 34 giorni prima delle elezioni…E la lettera all’Anac è arrivata venerdì scorso».
giovanni malago foto mezzelani gmt219
Preoccupato?
«Assolutamente tranquillo, ho chiesto un parere in materia, il Collegio di Garanzia si è pronunciato in maniera chiara e non ho altro da aggiungere».
Abodi è un suo nemico perché lei non lo aveva sostenuto quando si candidò alla Figc e perse contro Tavecchio?
«Bisognerebbe chiederlo a lui, mi auguro di no, ma sono sicuro che non sia questo il motivo. In quell’occasione, come sempre quando ero presidente del Coni, non ho mai sostenuto un candidato piuttosto che un altro. Magari è un problema di mentalità e di cultura».
Che cosa intende per nuovi innesti?
«Mi chiedono: chi porti in Figc? Fino al 23 giugno non mi metto a parlare di ruoli e cariche. (...) magari non abbiamo più fenomeni ma buoni giocatori sì. E io guardo a un orizzonte di sei anni».
Che cosa include?
«La qualificazione al prossimo Mondiale e gli Europei 2032: un mandato di due anni più quattro e poi stop, mi tirerei indietro».
Possibile che non abbia mai parlato con Mancini, Conte, Guardiola?
«Con nessuno di loro, non sarebbe serio. E magari avrei potuto avere altri nomi in testa, perché non mi avete chiesto di Allegri? Perché ha trovato un accordo con il Napoli? Ecco, gli allenatori da qui al 23 giugno potrebbero prendere altre strade, dunque i giochi si fanno dopo».
Com’è il suo ct ideale?
«Disponibilità totale: il mio impegno attuale è un atto d’amore per il calcio, così dovrà essere anche per il futuro ct. Allenare la Nazionale è un dovere, vuol dire passione. Lo stesso mio atto di generosità verso uno sport, che ha milioni e milioni di tifosi amareggiati, deve esserci da altre parti. Il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo».
Per far giocare più italiani bisogna cambiare le regole?
«Esistono contraddizioni assolute. Nazionali forti dove quasi nessuno gioca nel campionato del proprio Paese, altre con le nostre stesse regole, fra le favorite di questo Mondiale. Partiamo da due presupposti: bisogna accelerare il sostegno ai vivai, fare un patto fra tutti i soggetti per valorizzare gli italiani, ne beneficerebbero tutti. Nella pallavolo un accordo fra Federazione e Lega ha posto le basi per la generazione d’oro».
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Una promessa: se sarà eletto andremo al Mondiale?
«Garantisco: ci saremo».
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