alcaraz john mcenroe

McENROE, YOU CANNOT BE SERIOUS: “ALCARAZ È MOSTRUOSO, VALE GIÀ BORG. SINNER È UNA SPUGNA, ASSORBE TUTTO E GLI MANCA SOLO L’ULTIMO PEZZO DEL PUZZLE. BERRETTINI? GRANDE AGONISTA. FEDERER È COME McCARTNEY E NON MI SORPRENDEREI SE CONTINUASSE. RAFA INVECE LO PARAGONEREI A MICK JAGGER, CHE HA 80 ANNI MA SEMBRA UN TRENTENNE” – AGLI US OPEN SI ASSEGNA IL TITOLO, ALCARAZ SFIDA RUUD: LO SPAGNOLO PUÒ DIVENTARE IL N.1 PIÙ GIOVANE DI SEMPRE...

Stefano Semeraro per la Stampa

 

carlos alcaraz us open 2

John McEnroe è nato per caso a Wiesbaden - suo padre era militare in Germania - ma difficilmente si può pensare ad un newyorchese più newyorchese di lui. Campione iracondo e incantatore, indimenticabile e irripetibile, più che un numero uno un numero unico, fuori e dentro il campo. Agli Us Open ha vinto quattro volte e giocato cinque finali, oggi è il più autorevole dei commentatori tv, il 'commissioner' di Eurosport: nessuno meglio di lui per raccontare un'edizione per molti versi memorabile dello Slam americano che stanotte vivrà il suo ultimo atto con la finale maschile.

 

Quali sono i momenti più belli degli Us Open?

carlos alcaraz us open 3

«Ovviamente i primi cinque giorni: il Serena Open. Serena Williams ha dominato le prime pagine dei giornali, c'era un'euforia che qui non si vede spesso e gli ascolti erano alle stelle. Inoltre prima del sorteggio ci eravamo detti: “Speriamo di vedere Medvedev giocare contro Kyrgios”. Per molte ragioni è stato un match importante. Non credo che Daniil si sia ripreso dopo la sconfitta con Nadal in Australia, la guerra in Ucraina lo ha disturbato dal punto di vista mentale, non gli è stato permesso di giocare a Wimbledon. Kyrgios invece è una persona nuova da quando è riemerso. Negli ultimi tre o quattro mesi, dopo la stagione sulla terra battuta, è stato uno dei due migliori giocatori al mondo. Alla vigilia mi chiedevo: ma quando arriverà il cambio della guardia? Beh, penso sia arrivato».

 

Quali altri giocatori l'hanno impressionata?

«Penso che Sinner stia facendo progressi, e Alcaraz è stato incredibile. È incredibile quanto copra bene il campo. Penso che sia uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi. Ha 19 anni ed è al pari di Borg, o di Chang al suo apice, fenomenale da guardare. Tiafoe poi sta maturando. È un atleta incredibile. E ha fame».

casper ruud us open

Chi ha più possibilità di vincere uno Slam, Matteo Berrettini o Jannik Sinner?

«È una scelta difficile. In Italia dovete essere contenti, perché avete due uomini estremamente pericolosi. Berrettini ci è già arrivato vicino, quindi gli darei un leggero vantaggio. Penso che Sinner vincerà di più, sembra che stia trovando un'altra marcia. Non sono sicuro che sia ancora a suo agio a rete, gli manca il pezzo finale del puzzle. È cresciuto, e scegliendo Darren Cahill come allenatore ha fatto la mossa giusta. Oggi darei un leggero vantaggio a Berrettini, ma Sinner sarà quello che vincerà più Grandi Slam».

Chi dei due allenerebbe più volentieri?

«Entrambi sono ragazzi fantastici. Con Matteo sarebbe più simile a quando ho allenato Milos Raonic. Si tratta di capire cosa succede nella loro testa e tirarne fuori il meglio. L'aspetto positivo di Sinner è che è più giovane, quindi è più facile aggiungere qualcosa al suo gioco. Berrettini ci ha già mostrato quello che può fare. Ha un servizio incredibile, un diritto enorme ed è un grande agonista. Ma a questo punto della sua carriera non so se potrà cambiare molto. Ovviamente migliorerà il rovescio e ha la consapevolezza di essere un lottatore. Non voglio più fare il coach a tempo pieno con nessuno, ma sono due ragazzi che chiunque vorrebbe seguire».

 

Serena ha fatto bene a smettere? Crede che ritornerà in campo a sorpresa?

«Penso innanzitutto che sia stato il modo giusto di andarsene. In un certo senso ha dimostrato di essere ancora lei, anche a quasi 41 anni, con la stessa voglia di competere, di alzare il suo livello pur non avendo giocato quasi nessuna partita prima del torneo. Mi sorprenderebbe se decidesse di tornare. Molti di noi hanno sperato che durasse un po' di più, ma era una richiesta impossibile. Certo, sarebbe bello chiudere vincendo il torneo. Ma quante volte succede? Una ogni 20 o 30 anni. Sampras l'ha fatto 20 anni fa, quando si è ritirato, ma aveva 31 anni».

alcaraz tiafoe us open

 

Che sarà del tennis femminile senza di lei?

«C'è Iga Swiatek, e Coco Gauff diventerà il volto del tennis. E' un'atleta incredibile, ha solo 18 anni, Iga appena 21. Quando Coco Gauff avrà un paio di anni in più sarà ancora più difficile da battere, quindi prevedo che sia lei sia la Swiatek entrambe vinceranno parecchi Slam, ma non al livello di Serena».

 

Basilea sarà l'ultimo torneo di Roger Federer?

«Beh, dipende da lui. Pensavo che il piano fosse quello di giocare la Laver Cup e Basilea e poi ritirarsi. Ma ho letto che ha detto di voler giocare nel 2023. Roger è stato incredibile per il tennis, non sta a me dire quando dovrebbe ritirarsi, se vuole giocare ancora sono sicuro che la gente lo apprezzerà. È un compito reso ancora più difficile dal fatto che gli uomini giocano al meglio dei cinque set. Questo rende problematico il suo rientro negli Slam, i tornei che gli interessano veramente. Non credo che il suo obiettivo sia vincere Basilea, piuttosto fare qualcosa nei Major. Non so fisicamente a che punto sia, dovremo aspettare e vedere. Ma non sarei così sorpreso se continuasse a giocare».

 

Lei è un musicista. Quali rockstar paragonerebbe a Federer, Djokovic e Nadal?

SINNER ALCARAZ

«Domanda difficile. Mi vengono subito in mente i Rolling Stones, i Beatles e i Led Zeppelin. Ma non sono sicuro che i loro gusti e la loro musica siano simili ai miei. Forse Roger sarebbe Paul McCartney, perché è il personaggio più importante e il musicista migliore. Novak è il bad boy rispetto agli altri due, quindi un po' come Jimmy Page. Rafa invece lo paragonerei a Mick Jagger, che ha 80 anni ma sembra un trentenne. Anche Rafa ha una certa età, ma è ancora in forma».

 

Pensa che Novak sia stato trattato in modo equo dal tennis quest'anno?

«Non credo. Ma non è colpa del tennis se non è qui. E non sono sicuro che sia colpa del tennis se è stato cacciato dall'Australia, piuttosto della politica e dei governi. Io mi sono vaccinato e ho avuto il booster, Novak ha convinzioni molto forti in materia, trovo comunque ridicolo che non gli sia stato permesso di giocare qui. Come quando è stato cacciato dall'Australia, è rimasto fedele alle sue idee e questo gli è costato. perché aveva la chance di vincere gli eventi da cui è stato escluso. Quello che so è che la gente in Australia e qui agli Us Open voleva che giocasse».

SINNER ALCARAZ

 

Nick Kyrgios ha trovato la sua strada e rimarrà al vertice del tennis?

«Non credo che nessuno conosca la risposta, nemmeno lui. E insieme un impegno e un processo. È in un ottimo stato mentale, se lo manterrà per i prossimi due anni potrà vincere grandi cose. Ha visto la partita con Medvedev? Negli ultimi due set lo ha letteralmente smantellato. E parliamo del campione in carica degli US Open, uno dei migliori giocatori sul cemento, il n.1 del mondo. Ha anche detto che se vincerà uno Slam smetterà di giocare. Non vorremmo che lo facesse, ma con Ashleigh Barty è andata così, ha vinto un paio di titoli e si è ritirata a 25 anni. Di solito se vinci uno Slam vuoi rifarlo, ma dipende dalle persone».

 

Cosa pensa di Carlos Alcaraz?

ALLENAMENTO DI JANNIK SINNER E CARLOS ALCARAZ A MONTREAL

«Penso che sia pronto. Sente molta più pressione rispetto a un anno fa, la sua è stata una crescita incredibile. Ma è uno dei più grandi atleti e giocatori che abbia mai visto in campo, è una gioia vederlo in azione. Non puoi che amarlo: quando ha affrontato un americano qui a New York ha ricevuto più applausi lui. Possiede l'x-factor, il carisma, e anche il gioco. Vincere gli Slam dipende da una serie di fattori, ma ha il tipo di energia di cui abbiamo bisogno».

 

Casper Ruud potrebbe diventare n.1: la sorprende?

«Casper ha raccontato di aver trascorso molto tempo all'accademia di Nadal e aver capito che cosa serve per diventare Rafa, quanto lavora duramente, e credo che questo gli sia stato trasmesso anche da suo padre, che è stato un professionista. Può essere difficile avere tuo padre come allenatore, ma con lui sembra funzionare in modo fenomenale».

 

mcenroe

Che cosa vorrebbe che la gente ricordasse di più di John McEnroe?

«La passione e l'amore per questo sport. Ci sono cose di cui non vado fiero, è vero, ma ho fatto del mio meglio per imparare dal passato e migliorarmi. Credo di aver rappresentato qualcosa di diverso quando ero in campo. Nessuno è perfetto, ma se guardiamo al quadro complessivo credo di aver aggiunto qualcosa al tennis».

 

 

mcenroe con la racchetta spaccata tatum o'neal e john mcenroeborg mcenroemcenroe spacca la racchettaSINNER MCENROE

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