AL MARACANA’ IL CALCIO PUÒ TROVARE IL SUO NUOVO MESSI-A? – FINORA LEO MESSI E’ STATO UN OLOGRAMMA SUL CAMPO, INESISTENTE - AL TERZO MONDIALE LA “PULCE” AGGUANTA LA SUA PRIMA FINALE: SE DIVENTA CAMPIONE, PAREGGIA I CONTI CON LA LEGGENDA MARADONA

Giulia Zonca per “La Stampa

 

18 wags antonella roccuzzo e leo messi18 wags antonella roccuzzo e leo messi

Il vicolo cieco si apre solo dagli undici metri, la distanza che può chiudere i sogni e in questa tormentata semifinale ridà ossigeno a uno sfinito Messi. Pallido però sicuro: assente dalla partita, spietato sul rigore che con le parate di Romero riporta l’Argentina dentro un Mondiale già pronto a sbiadirsi.

 

Bloccato nella morsa di De Jong, Messi non si vede per tutto il primo tempo. Van Gaal al solito gioca di tattica e l’ultima astuzia, non proprio a sorpresa, è ingabbiare la Pulce: il solo sistema che ha per abbracciare l’Argentina in un tango disperato e portare le due squadre nei minuti che preferisce, il più in là possibile. Gli Oranje hanno sempre segnato nella seconda metà della partita e gli ultimi quattro gol sono arrivati oltre il minuto 75. In pratica uno schema.

 

MESSI OLANDA ARGENTINAMESSI OLANDA ARGENTINA

Resistono più degli altri, merito della cura Van Gaal (ormai Van Trap) pensata per temprare, solo che De Jong è appena rientrato da un infortunio che lo ha steso all’inizio degli ottavi contro il Messico e non può reggere a oltranza, è già un miracolo che sia in campo visto che era stato battezzato fuori dal Mondiale. Invece torna per spegnere l’ultima stella planetaria rimasta nel torneo. E il sospetto è che il quattro volte Pallone d’oro in realtà si sia spento da solo.

 

Uscito De Jong e aperta la gabbia, Messi non esce perché la strategia degli avversari è sempre la stessa e più i minuti passano più aumenta l’ansia che alla fine fa più danni della marcatura vecchio stile. Leo sbaglia persino una punizione in malo modo. Piove, le squadre in campo iniziano a mancare più appoggi, a rallentare ancora: nel giro di una semifinale si è passati dal calcio totale, ormai di marca tedesca, a un incontro di boxe senza diretti. Pugili legati che non riescono a dare colpi e occupano sempre la stessa posizione per non prendere ganci da ko. Messi dovrebbe essere quello capace del montante a sorpresa ma non sembra una sera da numeri 10. Né da pesi Pulce.

maradona fa il sette come i gol al brasilemaradona fa il sette come i gol al brasile

 

Non si vede il Messi che ha ripercorso la strada di Maradona contro il Belgio: solo davanti a una macchia di maglie avversarie e comunque in grado di fare danni. No, nonostante con l’Olanda superi davvero El Diez almeno nelle presenze in nazionale (92 a 91) è all’improvviso lontano anni luce dal mito d’Argentina. Non ci sono numeri da ricordare a San Paolo. Tre tiri in porta per la Seleccion e zero emozioni per Messi.

 

Il Mondiale diventa scivoloso, complicato e tremendamente pericoloso e Messi non è più così convinto che arrivare fino a questo punto della competizione sia abbastanza per uscirne bene. Magari vale per la sua squadra, tornata in semifinale per la prima volta dal 1990, non certo per chi doveva incantare il pubblico, estasiare la patria nel giorno dell’indipendenza e dannare gli olandesi

olanda argentina partita e tifosi 36olanda argentina partita e tifosi 36

 

A tempo scaduto ha esibito solo un assist buono per Higuain e mentre la squadra si chiude a cerchio intorno al ct Sabella per le direttive da supplementari lui è piegato, basso, con le orecchie tese e la testa piena. A un certo punto prende la parola e scalda il gruppo perché proprio non può mancare questa occasione e deve per forza essere il leader. Nel secondo cerchio, quello della pausa tra un tempo extra e l’altro, resta invece defilato e tocca a Mascherano dare la carica, il 10 è spinto sempre più ai margini nella gara chiave della sua carriera in nazionale. Dà segni di sé già davanti all’ovvietà dei rigori con un’incursione che libera Maxi Rodriguez. Troppo poco perché possa funzionare.

olanda argentina partita e tifosi 37olanda argentina partita e tifosi 37

 

Terzo Mondiale, primo da protagonista, momento chiave per fare la differenza e occasione d’oro per cancellare una volta per tutte l’oscena eliminazione di 4 anni fa: il 4-0 contro la Germania. Messi lo può ancora fare e proprio davanti alla Germania. Una finale per un riscatto e per raggiungere il mito di Maradona.

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