milan napoli

IL NAPOLI SBANCA SAN SIRO E CONSEGNA MEZZO SCUDETTO ALL’INTER. SI INFIAMMA LA CORSA CHAMPIONS. DECIDE UN GOL DI POLITANO, IL MILAN, CHE PRECIPITA A -9 DA CONTE, E’ APPARSO STANCO. PER PIOLI 4 SCONFITTE CASALINGHE NELLE ULTIME 7 APPARIZIONI IN CAMPIONATO –CAPELLO A SKY: “MILAN MOLTO PASTICCIONE" - SANDRO PICCININI: “C’È STATO IL CASO GATTUSO, LA ROTTURA CON LA SOCIETÀ IL NAPOLI HA AVUTO QUASI PAURA DI VINCERLA"

Marco Pasotto per gazzetta.it

 

MILAN NAPOLI 1

I migliori auspici si sono trasformati nel peggiore degli scenari. Dopo due decisi passi avanti – Verona, United -, pieni di cose belle e di un futuro a tinte rosa, per il Milan ecco la doccia fredda: il Napoli sbanca San Siro 1-0 con un gol di Politano ed è un k.o. che pesa tre volte. Perché permette all’Inter di volare via a +9, perché serve un pasto completo a una diretta avversaria per la Champions e perché offusca le certezze maturate nelle uscite precedenti.

 

Il Meazza si conferma ancora una volta poco amico del Diavolo: quattro sconfitte casalinghe nelle ultime sette apparizioni in campionato. Uno stadio, anzi il “suo” stadio, che Gattuso viola. Felice per aver dato una prova di forza in una situazione molto complicata in termini personali (intanto ora sono 10 punti in quattro gare), ma forse un po’ meno felice per aver dato un brutto ceffone al suo passato più luminoso. Il Napoli non vinceva in trasferta dal 10 e questo successo ha un effetto dirompente sulla lotta per la Champions. Ora, escludendo l’Inter, ci sono cinque squadre in sei punti per tre posti. Sarà bagarre fino alla fine del campionato.

 

MILAN NAPOLI

LE SCELTE

L’infermeria ha restituito a Pioli tre giocatori in un colpo solo – Hernandez, Calhanoglu e Rebic -, ma ne ha perso per strada un altro, ovvero Calabria. Quindi: Dalot a destra e Tomori, diventato una garanzia in poche partite, al posto di Romagnoli, ancora infortunato.

 

In mezzo c’è comunque stata una novità, ovvero il ritorno di Gabbia (mancava dal 13 dicembre, giorno dell’infortunio al ginocchio), agevolato dalle condizioni non ottimali di Kjaer, risparmiato in vista del ritorno con lo United. Una difesa totalmente inedita. In mediana si è rivisto dall’inizio Tonali, sulla trequarti Castillejo, Calhanoglu al rientro e Krunic preferito a Rebic. Davanti, come ormai di consueto, Leao. Anche Gattuso se l’è dovuta vedere con svariati problemi, costretto a partire per Milano senza Lozano, Rrahmani e Manolas.

 

In pratica difesa quasi obbligata con Maksimovic accanto a Koulibaly, e Hysaj e Di Lorenzo (l’alternativa al centro avrebbe potuto essere lui) esterni. Mediana e trequarti sono state quelle attese e il grande ballottaggio della settimana per la maglia da centravanti l’ha portato a casa Mertens, con Osimhen pronto a subentrare. Una staffetta obbligata, dal momento che entrambi non hanno ancora i 90 nelle gambe.

milan napoli

 

 

DIFFERENZE IN FASCIA—   Il primo tempo non ha offerto uno spettacolo indimenticabile. Squadre molto attente a restare corte il più possibile e, dopo una decina di minuti nella terra di mezzo, l’inerzia si è spostata dalla parte del Napoli. Migliore nel palleggio, nella tecnica e nella precisione rispetto al Milan, ma troppo fumoso al momento di concludere o dell’ultimo passaggio.

 

Ai punti, comunque, meglio gli azzurri, soprattutto per una maggiore efficacia in fascia. Insigne ha puntato spesso Dalot e Hysaj in particolare ha martellato parecchio sulla sponda sinistra, costringendo Castillejo alla massima prudenza, un po’ troppo basso rispetto alle sue abitudini. Più equilibrata la sfida sull’altra corsia perché Hernandez con i suoi strappi non ha permesso a Politano una pressione costante. Il migliore pregio del Napoli è stato l’autorevolezza con cui si è impossessato del match, quello del Milan l’umiltà di accettare la superiorità tecnica avversaria senza scomporsi e senza spaventarsi, e chiudendo comunque abbastanza bene gli spazi.

GATTUSO

 

L’occasione più limpida è finita sul sinistro di Zielinski, imbeccato da Insigne, ma si è spenta fuori. Il 20 azzurro, servito in corsa e senza fastidi in marcatura, avrebbe potuto fare decisamente meglio. Il resto sono stati sprazzi: Hernandez prima ha innescato Leao, murato da Ospina, e poi il destro a giro (alto) di Calhanoglu, ancora in evidente rodaggio così come Mertens, poco cercato e poco reattivo con la palla fra i piedi. Ancora Zielinski, neutralizzato da Donnarumma, e basta così per la prima frazione.

 

STANCHEZZA—   Il Napoli è passato al quarto minuto della ripresa e il gol è coerente con quanto visto nei primi 45 perché è stato propiziato dagli errori del Milan, che ha sbagliato più volte nella stessa azione. Prima Dalot in uscita (brutto passaggio per Castillejo, anticipato da Hysaj), poi Kessie che ha bucato l’intervento e infine l’assetto difensivo, che ha permesso a Politano di presentarsi davanti a Donnarumma con Hernandez fuori posizione. Il destro dell’esterno azzurro non è stato assolutamente granché, un po’ strozzato, lento ma beffardo abbastanza da superare Donnarumma. Un Milan opaco, visibilmente stanco dopo l’intensità della sfida con lo United e poco incisivo in attacco.

pioli foto mezzelani gmt 014

 

Infatti Pioli al quarto d’ora ha cambiato in blocco la trequarti: dentro Saelemaekers, Diaz e Rebic, mentre Gattuso dall’altra parte toglieva di scena Mertens per Osimhen. La triplice novità ha dato i suoi effetti perché a quel punto la conduzione è diventata rossonera. Un Milan rigenerato in termini atletici, ma non ancora sufficientemente efficace in zona gol. Al 20’ l’occasione più limpida della sfida: cross perfetto di Rebic per Leao, che a due passi dalla porta ha colpito di piatto destro con estrema mollezza. Una mangiata colossale.

 

Poi ancora Rebic, che di testa ha esaltato i riflessi di Ospina. Proteste rossonere per un intervento in area di Bakayoko su Hernandez, che Pasqua ha rivisto al Var, valutandolo non falloso. Il Milan ci ha provato fino alla fine, ma usando più la pancia della testa. Che Rebic ha perso nel recupero: rosso diretto per frasi poco carine all’arbitro Pasqua. Una grande sciocchezza anche alla luce dell’uscita dal campo di Leao, pare per problemi muscolari.

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!