neymar tifosi psg

NON SOLO MANCINI, ANCHE NEYMAR E’ STATO MASSACRATO PER AVER SCELTO I PETROLDOLLARI SAUDITI. I TIFOSI DEL PSG LO SFANCULANO: “CI SIAMO LIBERATI DEL MALEDUCATO” – E MBAPPE’? L’ATTACCANTE CHE È RIMASTO AL PSG SOLTANTO PER LIBERARSI GRATIS A FINE STAGIONE, HA REAGITO COME SOLTANTO UN FUORICLASSE SA FARE. HA GIOCATO AL SERVIZIO DELLA SQUADRA, CON UN PIGLIO DA GREGARIO. QUELLO TRA IIL FRANCESE E LA PROPRIETA’ QATARIOTA DEL PSG E’ UN MATRIMONIO DI INTERESSE MA…

Da adnkronos.com

 

tifosi psg contro neymar

Il Psg rompe il ghiaccio e batte il Lens 3-1 nella terza giornata della Ligue 1, centrando la prima vittoria nel torneo dopo 2 pareggi. La formazione allenata da Luis Enrique sblocca il risultato con Asensio al 45' e nella ripresa chiude i conti con la doppietta di Mbappé (52' e 90'), già a quota 3 gol. Il Lens accorcia le distanze in pieno recupero con Guilavogui. Il match va in archivio anche con il messaggio che la curva del Psg invia a Neymar, emigrato in Arabia Saudita e per niente rimpianto dai suoi ex tifosi: "Ci siamo liberati del maleducato", recita lo striscione.

 

 

UNICO LEADER DI UN PSG DI SOLISTI, NON SI PUÒ DETESTARE KYLIAN MBAPPÉ

Pippo Russo per “Domani” - Estratti

 

Il raggio verde giunge dagli spalti del Parco dei Principi e lo illumina dopo il gol del 3-0. Kylian Mbappé ha appena chiuso una partita senza storia di un campionato che difficilmente ne avrà una, e quella luce laser che gli pittura il volto è segno di come stiano le cose fra il calciatore più forte degli anni Venti e il mondo Psg: un patto di mutua convenienza.

 

neymar

Lui sa che deve rimanere lì fino al termine della stagione e dare il meglio di sé, soprattutto per sé. E il mondo Psg sa che se Mbappé dà il meglio per sé ci sarà speranza per tutti di vincere qualcosa che sia meno magra della Ligue1. Un campionato in cui il volenteroso Lens visto sabato sera dovrebbe essere pure una delle rivali più insidiose (nella scorsa stagione i Sang et Or sono arrivati secondi a un solo punto dai parigini) e che invece deve dirsi pure fortunato di essere stato sconfitto con un punteggio decente (il 3-1 finale è pura impostura), quando invece i gol al passivo sarebbero potuti essere almeno il doppio. Sicché quel raggio verde ha avuto quasi il significato di una luce di scena: faro puntato sul mattatore che ha appena messo il sigillo alla partita.

 

Soltanto pochi minuti prima il laser era stato puntato su Angelo Fulgini, ma con tutt’altra intenzione. Il centrocampista del Lens si apprestava a battere un calcio di punizione dal limite, quando il punteggio era ancora sul 2-0 e c’era possibilità di riaprire la gara. Punizione battuta male e giocatore infastidito al momento di uscire dal campo, sostituito subito dopo, con lamentela nei confronti del quarto uomo. Ma così va negli stadi di molti paesi d’Europa e nei tempi recenti quelli francesi sono fra i più ingovernabili.

neymar firma il contratto con l al-hilal

 

(...) 

Lo hanno capito pure i proprietari qatarioti del Psg, che vivono questo anno 2023 come l’ingresso in una nuova fase della loro crescita come potenza geopolitica e sportiva.

 

L’anno 2022 si era chiuso col raggiungimento di un apice che pareva l'ingresso in un nuovo stadio di grandezza: il successo organizzativo, politico e comunicativo del mondiale casalingo aveva lasciato in dote anche una consapevolezza accresciuta riguardo alla forza del Psg.

 

Due suoi calciatori (Leo Messi e Kylian Mbappé) erano stati i protagonisti dell’epica finale fra Argentina e Francia. Aggiunti al terzo tenore (Neymar) in una squadra costruita per vincere anche in Europa, davano un senso d’invincibilità per la ripresa della stagione di club interrotta in modo anomalo nel mezzo del suo svolgimento. Invece la realtà ha dato risposte spietate. Il Psg ha fallito un’altra volta in Europa e ha vinto la Ligue 1 per un soffio. E al termine della stagione due dei tre tenori (Messi e Neymar) hanno preferito migrare verso campionati emergenti piuttosto che insistere nella frustrante caccia alla Champions League.

 

al khelaifi neymar

Se ne sarebbe andato il terzo tenore, se non fosse che il plenipotenziario delle politiche sportive dell’emirato, Nasser Al Kehlaïfi, ha stoppato tutto e non demorde dall’intenzione di far rinnovare il contratto di Mbappé con offerte indecenti. Ma quest’anno 2023 è stato per i qatarioti un momento di rigerarchizzazione geopolitica, sia nel calcio che fuori dal calcio.

 

L’esagerato protagonismo dei sauditi ha ristabilito un ordine geopolitico regionale e cambiato le mappe economiche e mentali del calcio globale. In quelle mappe il Qatar è stato clamorosamente oscurato, a meno di un anno di distanza dal mondiale casalingo. E in questo senso, il fallito tentativo di dare la scalata al Manchester United è stato un segno non incoraggiante.

 

NEYMAR KYLIAN MBAPPE MARCO VERRATTI

L’impressione che si ricava dalle vicende di questa estate è che nelle stanze della Qatar Sports Investments (QSI) abbiano preso rapidamente coscienza del mutamento di quadro. Del resto, sfidare il colosso saudita sarebbe improponibile. L’avanzata di Riad era solo questione di tempo. Dunque per l’emirato si tratta adesso di consolidare il patrimonio di geopolitica sportiva acquisito e procedere per ulteriori e misurati gradi di crescita. I qatarioti si sono appena annessi il padel mondiale e nel 2027 ospiteranno i mondiali di basket. In questo nuovo quadro della situazione, il Psg continuerà a essere una potenza del calcio europeo ma si muoverà con maggior ragionevolezza. Chi non vuol rimanere, se ne vada. Ma finché rimane a Parigi dia il massimo.

 

La logica del matrimonio d’interesse, che deve produrre utilità fino a quando dura. Mbappé e QSI l’hanno capito e agiscono di conseguenza.

neymar con la maglia dell al-hilal NEYMAR KYLIAN MBAPPE MARCO VERRATTI neymar con la maglia dell al-hilal

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?