LA LUNGA MARCIA DEL DOPING - TRASFUSIONI E SANGUE TRUCCATO: OMBRE SULL’ORO OLIMPICO DI SCHWAZER - IL CONSULENTE WADA: “VALORI EMATICI ANOMALI A PECHINO 2008”

Paolo Colonnello per “la Stampa

 

ALEX SCHWAZER SPONSOR KINDER FERRERO ALEX SCHWAZER SPONSOR KINDER FERRERO

«Il primo valore chiaramente atipico è quello misurato il 20 agosto 2008 a Pechino. L’atleta è stato sottoposto a test due giorni prima dell’oro nella 50 km di marcia. Il valore di «Ret%» (1.67%) corrisponde a una produzione di almeno due volte il numero di eritrociti riscontrati in altri test…».

 

Agli atti dell’inchiesta sul doping di Alex Schwazer, depositati nell’agosto scorso dalla procura di Bolzano, c’è una relazione assai dettagliata firmata dal dottor Pierre-Edouard Sottas, esperto della Wada, agenzia internazionale antidoping, che mette in dubbio la lealtà sportiva dell’atleta anche prima, anzi proprio durante, le Olimpiadi del trionfo. 

Sottas scrive a proposito degli strani valori del sangue di quel periodo del marciatore che «un tale incremento non può essere spiegato da fluttuazioni normali dell’ematopoiesi». La massa di emoglobina nel sangue di Schwazer era più bassa del normale quando venne sottoposto ai test e ciò nonostante vinse una marcia estenuante di 50 chilometri sotto un sole cocente.

 

Sottas dà tre spiegazioni:

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1) «Una massa bassa di emoglobina può essere il risultato di una condizione medica, di una perdita ematica o del prelievo intenzionale di una certa quantità di sangue. Sorprende trovare un tale profilo ematico due giorni prima che l’atleta vinca la più lunga gara di fondo, in quanto una massa di emoglobina inferiore alla norma rappresenta un pesante svantaggio per lo sportivo».

 

2) «Il prelievo intenzionale di sangue viene solitamente fatto da atleti senza scrupoli o quattro settimane prima della reinfusione (Nota: le sacche di sangue possono essere conservate per un mese a bassa temperatura con una degradazione minima degli eritrociti) o qualche mese prima della reinfusione se gli eritrociti vengono separati dal plasma e congelati».

dolore e rammarico per il suo errore alex schwazer ha al suo fianco il conforto della fidanzata carolina kostner e la famiglia e dolore e rammarico per il suo errore alex schwazer ha al suo fianco il conforto della fidanzata carolina kostner e la famiglia e

 

3) «In questo caso, è possibile che una certa quantità di sangue (una o più sacche ematiche) sia stata prelevata all’interno del Villaggio Olimpico nei giorni precedenti al test con l’intenzione di procedere alla reinfusione del sangue appena prima della gara (p.es. il 21 agosto, un giorno dopo il test e un giorno prima della gara).

 

Questa procedura avrebbe favorito l’atleta non solo nell’acquisire un vantaggio importante e sleale nella competizione, ma avrebbe anche nascosto un’emoglobina elevata e quindi dissipato i sospetti delle autorità antidoping. Un tale prelievo e reinfusione nei giorni antecedenti alla gara avrebbe tuttavia richiesto l’intervento di una persona munita della necessarie competenze, oltre che il materiale appropriato, incluso un frigorifero per conservare la/le sacca/sacche a 5 gradi Celsius».
 

alex schwazer carolina kostner alex schwazer carolina kostner

Escludendo che qualcuno possa essere arrivato a Pechino portandosi un frigorifero di sacche di sangue, come avrebbe fatto Schwazer a passare la frontiera senza farsi scoprire?

 

Il biologo non lo dice ma tra gli investigatori, che hanno ascoltato diversi consulenti, esiste una spiegazione a partire proprio dai pesanti sospetti avanzati da Sottas: e cioè che Schwazer abbia effettuato una trasfusione del suo stesso sangue arricchito di globuli rossi e conservato in frigorifero prima di partire, si sia sottoposto a un altro prelievo a Pechino per poter passare i controlli e abbia infine reinfuso il sangue arricchito prima della gara.

 

Meccanismo complesso, che, come nota l’esponente della Wada, avrebbe richiesto una persona «munita delle necessarie competenze». Identikit che potrebbe anche corrispondere ad uno dei medici indagati.

schwazerschwazer

 

Insomma, ipotesi pesantissima per l’uomo che tra le lacrime di un agosto di tre anni fa ammise di essersi dopato in vista dell’Olimpiade di Londra ma giurò di aver vinto lealmente l’oro di Pechino. Ma le conclusioni di Sottas sono più di un dubbio: «Il profilo ematologico ottenuto durante i giochi Olimpici di Pechino è anomalo.

 

Lo scenario che implica il prelievo e la reinfusione di sangue nei giorni immediatamente antecedenti alla competizione e all’interno del Villaggio olimpico, avrebbe chiesto l’aiuto di una persona altamente qualificata e il materiale apposito. Si tratta tuttavia di uno scenario chiaramente possibile».

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