jannik sinner

“ALCARAZ HA TALENTO E FANTASIA, MA GLI MANCANO QUELLE DOTI CHE FANNO DI SINNER UN CAMPIONE COMPLETO” – ADRIANO PANATTA INCORONA JANNIK DOPO LA VITTORIA ALLE "FINALS": “HA VINTO LA FORZA MENTALE, CHE SINNER SEMBRA AVER CARPITO AI JEDI DI GUERRE STELLARI. A QUESTO BINOMIO SERVE OGGI UN TERZO INCOMODO, UNO CHE ARRICCHISCA LE SFIDE AL VERTICE" – SINNER SPIEGA L’IMPORTANZA DI AVERE UN GRANDE RIVALE: “CARLOS MI DA’ LA MOTIVAZIONE PER ALLENARMI OGNI GIORNO” – L’ABBRACCIO DELL’ALTOATESINO ALLA FIDANZATA LAILA E LA FESTA CON IL CANE SNOOPY IL “BRA-VO” DI SPALLETTI E IL TALISMANO MORANDI – FOTO BY MEZZELANI+VIDEO

 

https://video.corriere.it/sport/il-trionfo-di-sinner-contro-alcaraz-ecco-tutti-i-colpi-di-emozionanti-del-match/7e06a658-44a9-446d-bdcf-77847dc7bxlk

 

https://www.rainews.it/video/2025/11/sinner-e-spalletti-labbraccio-del-mister-e-vigoroso-8df29eaa-858c-4bab-90f3-946c35d7a143.html

 

 

sinner alcaraz

Adriano Panatta per corriere.it -Estratti

 

Ha vinto la solidità di un impianto tennistico che funziona senza perdere un colpo, ha vinto il pragmatismo e la forza mentale. Alcaraz ha talento e fantasia, ma gli mancano quelle doti che fanno di Sinner un campione completo

 

 

Una bella finale, una sfida dai mille traccianti, come fuochi d’artificio incantevoli da vedere, capaci di entusiasmare. Ma poi il primo set si è deciso su due pallonetti, che Sinner ha saputo ricavare da un contesto di tennis quasi ossessivo, frastornante, ma che sono valsi il distacco da una situazione di totale parità che nessuno dei due era riuscito a forzare.

laila hasanovic sinner e il cane snoopy

 

È andata così, e alla fine ha vinto chi ha saputo stare più a lungo con i piedi per terra, e Jannik Sinner è un vero campione in questo. Ha vinto la solidità di un impianto tennistico che funziona ormai senza perdere un colpo, ha vinto il pragmatismo di cui Sinner si circonda e ne trae forza. Ha vinto la forza mentale, che Jannik sembra aver carpito ai Jedi di Guerre Stellari.

 

Hanno vinto quelle cose che Alcaraz ancora non possiede del tutto, e non ha ancora dimestichezza con loro. Lo spagnolo, il numero uno, ha costruito un match sulle prerogative del suo tennis, che vengono dalla fantasia e dal talento. Ma servirà di più per affrontare Jannik Sinner da qui in avanti.

 

sinner spalletti

Agli Us Open Carlos aveva mostrato passi avanti nella presa di possesso di quelle doti che fanno da travi portanti del tennis di Sinner. Da allora, però, il percorso si è fermato, mentre Jannik ha proseguito nello sviluppo del proprio gioco, migliorandone vari aspetti particolari, e su tutti il servizio, ma senza mai rinunciare a ciò che sa fare meglio: rendere sempre più solido un tennis che non concede tregua agli avversari.

 

Ora, i numeri uno sono due. E non è soltanto una battuta… C’è Alcaraz, che ha meritato il primato con otto successi nella stagione. E c’è Sinner, che di successi ne ha ottenuti sei, ma ha giocato tre mesi in meno.

 

La distanza in classifica è di appena 550 punti, abbordabile, se non facilmente ribaltabile. Ma è giusto che i due continuino a essere vicini, perché lo sono nei fatti, tanto più quando esprimono la parte migliore del loro tennis. Sono gli altri che si allontanano, sempre meno capaci di incidere quando in campo ci sono i primi due della classe.

 

A questo binomio serve oggi un terzo incomodo, uno che arricchisca le sfide al vertice. Non accadde lo stesso anche a Federer e Nadal? 

 

(...)

 

sinner

SINNER

Gaia Piccardi per corriere.it – Estratti

 

(…) Sinner: «Grazie Carlos perché mi servi, mi dai la motivazione per allenarmi ogni giorno — ha detto il campione alla fine —. Grazie a me che do sempre il 100% e ci credo anche nei momenti difficili. Stasera non è stato solo tennis. Siamo atleti che hanno bisogno di persone vicine. Finiscono due mesi intensi, adesso posso festeggiare».

 

Terzo titolo consecutivo conquistato sul veloce indoor (Vienna, Parigi, Torino), stagione eccellente conclusa alle spalle di Alcaraz con uno scarto di 550 punti. Al chiuso non c’è alcun dubbio su chi sia il migliore. Prima di Sinner solo Federer e Djokovic, dal 1970, erano riusciti nell’impresa di giocare tutte le finali Slam più le Finals.

 

C’è spazio per tutti, tra le braccia del più forte, che infila sulla collana la 15ª vittoria consecutiva, la 31ª sul veloce indoor (meno uno all’aggancio a Lendl): la fidanzata Laila, il fratello Mark, il manager Vittur, Stefano Domenicali coinvolto nella Fondazione; il preparatore Ferrara richiamato dopo il caso Clostebol piange come un vitello, i coach Vignozzi e Cahill si guardano pensando a quante altre pepite potranno estrarre nel 2026 da una miniera chiamata Sinner.

sinner morandi

 

Il maghetto battuto nel penultimo torneo di una stagione super (8 titoli e manca ancora la Davis a Bologna), ha solo buone parole per il rivale con cui si alterna nel ruolo di nemesi: «Sono contento del mio livello ma tu sei stato migliore — ammette Carlitos —. Ora riposati, Jannik: l’anno prossimo dovrai farti trovare pronto. Io lo sarò».

 

Spagna-Italia 4-2 nel 2025, 10-6 in totale. Il pensiero va a quei tre match point sprecati al Roland Garros, dove Sinner fu a tre centimetri dall’annettersi anche la terra di Alcaraz, oltre all’erba di Wimbledon.

 

Forse sarebbe stato troppo, ogni cosa succede per un motivo, anche piccolo. Roma ha alimentato Parigi che ha alimentato Londra che ha alimentato New York e questo incredibile swing indoor. Alcaraz nutre Sinner, e viceversa. La legge dei più forti. In saecula saeculorum.

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