graziano pelle

CHE ALLOCCHI ‘STI RICCONI CINESI: RICOPRONO D’ORO IL MODESTO GRAZIANO PELLÈ, CHE DIVENTA IL GIOCATORE ITALIANO PIU’ PAGATO DI SEMPRE (15,2 MILIONI A STAGIONE!) - L’ATTACCANTE E’ TALMENTE SOPRAVVALUTATO CHE RISCHIA DI USCIRE DAL GIRO DELLA NAZIONALE DI VENTURA

Francesco Saverio Intorcia per “La Repubblica”

PELLE'PELLE'

 

Addio cucchiaio, Graziano Pellè riparte dalle bacchette. L’attaccante azzurro è arrivato a Jinan - 6 milioni di abitanti, 400 chilometri a Sud di Pechino - ha già posato con la maglietta arancione e la sciarpa della nuova squadra, lo Shandong Luneng, e si è messo a disposizione del tecnico Felix Magath, ingaggiato un mese fa (sì, quel Magath che fece piangere la Juve).

PELLE' CON LA FIDANZATAPELLE' CON LA FIDANZATA

 

È un’operazione da cifre abbaglianti. Pellè guadagnerà 38 milioni di euro in due anni e mezzo, fino a dicembre del 2018. Praticamente 15,2 a stagione (al Southampton ne prendeva 2,5), 41mila euro al giorno: diventa il calciatore italiano più pagato di sempre. Giovinco a Toronto può arrivare a 8,5 milioni con diritti d’immagine e bonus. Gli altri paperoni, da Balotelli a De Rossi, navigano sui 6 netti. Festeggiano pure i Saints: l’avevano acquistato due anni fa dal Feyenoord per 11 milioni, lo rivendono a 15.

 

Sono passati dieci giorni dalla serata di Bordeaux contro la Germania, dall’ennesima grande prova di Pellè e dal rigore ciabattato contro Neuer dopo averlo sfidato («Ti faccio il cucchiaio»). La commozione all’aeroporto («Chiedo scusa agli italiani e a chi mi vuole bene»), il viaggio in Canada con la fidanzata Viki Varga, la foto nostalgica con il compagno di stanza a Coverciano, Parolo. Su una cosa Pellè aveva torto: «Non ero nessuno prima di arrivare qui, vado via come sono arrivato».

 

PELLE SFOTTE NEUER   PELLE SFOTTE NEUER

Invece l’Europeo lo ha consacrato come attaccante di fama internazionale. Dovrà annullare la festa di compleanno preparata per venerdì sulle care spiagge del Salento, il campionato in Cina è già nel vivo e lo Shandong è ultimo in Superleague insieme al Changchun Yatai. «Graziano è contentissimo, tutti quei soldi li merita per i sacrifici che ha fatto - racconta suo padre Roberto -. Ha giocato un grandissimo Europeo, è stato ingiustamente criticato per un rigore sbagliato. È già al lavoro, è un professionista e merita queste soddisfazioni».

 

PELLE CONTRO NEUER IN ITALIA GERMANIAPELLE CONTRO NEUER IN ITALIA GERMANIA

L’altro nodo è l’azzurro: Pellè rischia di uscire dal radar del nuovo ct Giampiero Ventura. La Cina insomma si è comprata pure il centravanti della Nazionale, investendo cifre inimmaginabili e aggiungendo un altro tassello, di grande potenza simbolica, alla conquista del Vecchio Continente.

 

Jindong Zhang, mr. Suning, ha rilevato la maggioranza dell’Inter, Berlusconi sta per cedere il Milan a un consorzio di Pechino, e il colosso immobiliare Wanda, attraverso l’acquisizione di Infront, ora controlla l’advisor della Lega Serie A e della Figc, e ha comprato anche il 20% dell’Atletico Madrid. China Media Capital ha rilevato quote del City Football Group (Manchester City, New York City Fc, Melbourne City Fc).

 

PELLE SFOTTE NEUER  PELLE SFOTTE NEUER

Nella serie A cinese gli stranieri sono il 18,5%, con investimenti esagerati per Hulk, Ramires, Jackson Martinez, Lavezzi, Guarin, Gervinho. E il presidente della federcalcio, l’ex campione di tennistavolo Cai Zhenhua, a giugno ha incontrato il suo omologo Tavecchio in Federcalcio a Roma e poi è stato ospite del centro tecnico di Coverciano, confermando la volontà del suo paese di organizzare il Mondiale 2026.

VIKY VARGA E GRAZIANO PELLEVIKY VARGA E GRAZIANO PELLE

 

Studiare la tradizione, comprare il know-how, accrescere il livello del proprio campionato: tutto rientra nella strategia del governo di Pechino, che ha pianificato 850 miliardi di investimenti in dieci anni e, attraverso l’introduzione del calcio come materia obbligatoria nelle scuole, medita di trasformare la Cina (solo 81ª nel ranking Fifa) in una superpotenza. In grado di farsi il Mondiale in casa. E prima o poi di vincerlo.

 

 

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