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IL GOVERNO CINESE DECIDE UNO STOP AGLI INVESTIMENTI NEI CLUB EUROPEI: ECCO PERCHE’ IL GIGANTE SUNING HA DECISO DI “DISIMPEGNARSI” DALL’INTER. ALMENO FINO A FINE MESE, A TRATTARE CON ZHANG SARÀ IL FONDO BC PARTNERS -  REBUS STADIO: IL PROGETTO DEL NUOVO SAN SIRO, INVESTIMENTO DA 600 MILIONI, E’ IN STAND BY. PRIMA DI DARE L'OK, IL SINDACO BEPPE SALA ASPETTA DI CAPIRE CHI SARÀ IL PROSSIMO PROPRIETARIO DEL CLUB

ZHANG

Luca Pagni e Franco Vanni per "la Repubblica"

 

Ancor più che i soldi, nella vendita dell' Inter conta la politica. Quella del governo cinese, che dopo anni d' amore per il calcio disincentiva le aziende a investire nel pallone. E quella del Comune di Milano, da cui si attende il via libera per la costruzione del nuovo stadio, polo di attrazione per i fondi di investimento. Nel mezzo, il club nerazzurro: capace di dare una lezione in campo alla Juventus, mentre la proprietà sta trattando una cessione inimmaginabile solo fino a qualche mese fa.

 

Suning e lo stadio La prospettiva che Suning Holdings Group esca dal controllo dell' Inter potrebbe far ritardare il progetto del nuovo San Siro, investimento da 600 milioni. Prima di dare l' ok, il sindaco Beppe Sala aspetta di capire chi sarà il prossimo proprietario del club: il Comune deve ancora esprimersi sul "pubblico interesse" dell' ultima versione del progetto.

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Tutto fa pensare che non succederà prima delle elezioni di primavera.

 

Ma chi compra l' Inter vorrà avere rassicurazioni.

Le perdite e i fondi Perché il nuovo San Siro è un investimento fondamentale per un club che nel 2019/2020 ha perso 104 milioni e che si prepara a chiudere il prossimo bilancio con perdite maggiori. Per esempio, ci sono un centinaio di milioni di impegni non onorati e posticipati, fra cartellini, stipendi dei calciatori, commissioni agli agenti e contratti con i fornitori.

 

Grazie a un accordo di esclusiva, almeno fino a fine mese, a trattare con l' Inter sarà il fondo BC Partners, che sta conducendo una complessa due diligence e si prepara a fare un' offerta. Se non andrà in porto, altri fondi sarebbero pronti a farsi avanti: Eqt, Arctos Sports Partner, Ares Management Corporation. E altri se ne attendono.

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La grandeur asiatica Chi guiderà l' Inter dovrà decidere se continuare sulla strada tracciata dalla famiglia Zhang. In un biennio ha messo nell' Inter 700 milioni, compresi i due acquisti più costosi della storia del club (Lukaku e Barella). Ha trasformato la Pinetina nel moderno Suning Training Center, per promuovere il proprio marchio di centri commerciali per l' elettronica di largo consumo, con l' idea di sbarcare in Europa. Un progetto poi accantonato.

 

BEPPE SALA

A marzo, sarà presentato il nuovo logo della società "Inter Milano", per associare nel mondo il nome della squadra - che era e resta Fc Internazionale Milano - a quello della città. E i tifosi interisti si sono abituati a vedere a bordo campo nomi di sponsor scritti in ideogrammi cinesi, veicolati in Cina dalle pay tv.

 

milan san siro

La Cina lascia il calcio Ma il disimpegno di Suning dall' Inter è solo l' ultimo effetto della retromarcia di Xi Jinping che sette anni fa - dopo una sconfitta per 5-1 della nazionale cinese contro la Thailandia - diede il via libera a un piano di investimenti per trasformare la Cina in una potenza del calcio. Tra il 2014 e il 2017, le aziende cinesi sborsarono 2,5 miliardi di euro per rilevare club europei. Obiettivo: acquisire il know how per far crescere campioni in patria.

 

Zhang-9

Il piano s' è trasformato in una corsa ai campioni europei e sudamericani da ingaggiare in Super League. Con stipendi faraonici: il record è del brasiliano Oscar (ex Chelsea) con 23,4 milioni l' anno. Il governo di Pechino è allora intervenuto, imponendo un tetto di ingaggio di 3 milioni, dall' anno prossimo al 2023. L' ultimo campionato se l' è aggiudicato il Jiangsu, sempre di proprietà di Suning, che come l' Inter ha difficoltà a pagare gli stipendi ai tesserati. Tanto da essersi beccato una causa di lavoro dall' allenatore.

 

steven zhang conte

Spendere per l' essenziale Già due anni fa il governo cinese aveva deciso uno stop agli investimenti nei club europei, bollati come «opache politiche delle élite, tra avventurismi societari e reale ricerca di guadagno », come scritto dal Financial Times . Con la pandemia sono poi arrivati problemi economici, anche per un colosso come Suning (300 mila dipendenti e 35 miliardi di fatturato). Il resto lo ha fatto ancora una volta Xi, imponendo uno stop all' eccessiva autonomia degli imprenditori come nel caso di Jack Ma. Anche Zhang, membro ad alto livello del partito, s' è dovuto adeguare: vendere quello che è diventato superfluo per sostenere la crescita in Cina.

xi jinping

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