jake & dinos chapman the blind leading the dead

COSA C'È DI PIÙ ARTISTICO DELL'ORRORE? – DA VENERDÌ A PIETRASANTA, ALLA GALLERIA “THE PROJECT SPACE”, LA MOSTRA “THE BLIND LEADING THE DEAD” DI JAKE & DINOS CHAPMAN – DALLA RAGAZZA NUDA CON DUE TESTE UNITE INSIEME DA UNA VAGINA FINO AL MANICHINO DEL KU KLUX KLAN CHE AMMIRA UN QUADRO: LE OPERE DEI FRATELLI PIU’ IRRIVERENTI E PROVOCATORI DELLA SCENA ARTISTICA CONTEMPORANEA RACCONTANO GUERRE, MASSACRI E DISTRUZIONE DELL’AMBIENTE...

Estratto da https://insideart.eu/

 

The Blind Leading the Dead. I ciechi guidano i morti nell’oscurità della mostra di Jake & Dinos Chapman a Pietrasanta, negli spazi della galleria The Project Space. I fratelli più provocatori e trasgressivi della YBA, tornano con un’esposizione in Italia dopo decenni e svelano a Pietrasanta i lati più oscuri dell’animo umano da venerdì 11 agosto e fino al 5 novembre 2023.

 

Accompagnati dallo storico curatore e critico d’arte Mark Sanders, Jake & Dinos presentano nel percorso espositivo 28 opere, tra lavori molto noti e alcuni sorprendenti inediti. Le loro opere, diventate iconiche, furono tra le più discusse tra quelle esposte in Post Human al Castello di Rivoli (1992), esprimendo così un forte dubbio rispetto al progresso dell’ingegneria genetica e alla manipolazione del dna per “creare” donne e uomini perfetti, senza risparmiare in questa feroce critica neppure i bambini.

 

 

Tragedie della guerra, massacri, efferate dittature, distruzione dell’ambiente: a questo si ispirano lavori centrali come Nein! Eleven e Unhappy Feet: Jake & Dinos si spingono ben oltre i limiti dell’osceno, mostrano sempre più rispetto a ciò che si “deve” vedere. Il loro è un grido d’allarme sulla follia umana, sono antimilitaristi, ecologisti, contro ogni tipo di regime e per dirlo usano le armi più dirette ed esplicite.

 

Uno dei lavori esposti è Two-faced Cunt del 1997, una ragazza nuda con due teste unite insieme da una vagina, in fibra di vetro e lattice, tema che ritorna anche in Solar Anus. Pensata come una mostra dal taglio antologico, o comunque riassuntivo delle diverse tipologie estetiche dei Chapman, molto interessante è la serie Monument to Immortality (2021) che si collega all’incubo del terrorismo internazionale o alle numerose guerre che infestano la terra.

 

Monument to Homeless Representation (2019) è invece una via di mezzo tra l’installazione, una figura incappucciata a dimensioni reali, inevitabile pensare agli adepti del KKK, di fronte a un dipinto “ridipinto”, ovvero quei quadri trovati su cui i Chapman intervengono modificando i connotati di alcuni personaggi raffigurati, resi mostruosi. I Chapman hanno anche lavorato con l’incisione, tecnica tanto desueta quanto affascinante, sul tema del Cadavere squisito, il celebre gioco surrealista.

 

Indispensabile contestualizzare la loro opera nel clima fervido della Londra anni ’90. Gli artisti che dialogavano con loro rispondevano ai nomi di Damien Hirst, Sarah Lucas, Tracey Emin, Marc Quinn, e dell’arte si scoprì il potenziale esplosivo e mediatico più ancora che ai tempi della Pop. […]

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