maurizio cattelan index

“LA TUA PARTE DEL CORPO PREFERITA? LA LINGUA PERCHE’ NON INVECCHIA MAI” - MAURIZIO CATTELAN SCODELLA "INDEX", UN VOLUME CHE RACCOGLIE 20 ANNI DI CONVERSAZIONI CON 130 COLLEGHI – “SE TU FOSSI UN PAIO DI SCARPE, SARESTI...” FRANCESCO VEZZOLI HA RISPOSTO: “NIKE DI SAMOTRACIA. COMODE E PIUTTOSTO GLAMOUR” – LE INTERVISTE INVENTATE CON CAROL RAMA, MADONNA, ETTORE SOTTSASS (PECCATO...) E L'AVVOCATO AGNELLI: “LA COSA PIÙ IMPORTANTE CHE HA FATTO?”, “NON CAPISCO LA DOMANDA”...

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

maurizio cattelan

Così come si impara a scrivere bene leggendo meglio, e non scrivendo e basta, allo stesso modo si impara a fare belle interviste leggendo interviste belle, e non facendone tante, tutte uguali.

 

Poi ci sono casi in cui si trovano tutte insieme tante interviste, tutte belle, tutte diverse. E non le ha scritte neppure un giornalista...

 

Il libro di interviste più belle dell'anno, un «Who' s Who» dell'art system, e non solo, e insieme best of the best delle conversazioni d'artista - «Lettrici e lettori, il catalogo è questo» - è un maxi volume che raccoglie 130 interviste in cinque lingue (soprattutto in inglese, poche in italiano, le restanti in francese, tedesco e cinese) lungo venti anni, dal 2001 a oggi, di Maurizio Cattelan, uno degli italiani più famosi fuori dall'Italia, ad altri artisti, giovani, affermati, all'epoca promettenti, in alcuni casi oggi del tutto scomparsi, e poi designer, architetti, ma anche chef, truccatori, scrittori, influencer, in qualche modo creativi.

index maurizio cattelan

 

Titolo: Index (a cura di do di eccitazione che quel lavoro sa produrre, perché ciò che non eccita non produce idee). Altre tipologie di domande: «Come definisci una rivoluzione?».

 

«Pensi che il caso sia importante nell'arte?». «Senti di aver bisogno di purificare te stesso dal mondo prima di realizzare un'opera d'arte?». «Ti analizzi molto?». «Come ti definiresti oggi?» (risposta di Kaari Upson, artista che ha lavorato sul tema della memoria e dei traumi psicologici, morta per un cancro lo scorso agosto a soli 51 anni: «Viva», ed era l'estate del 2015).

 

index maurizio cattelan

E poi, un classico di Cattelan: «Come inizi un lavoro?», «Da dove prendi l'ispirazione?», «Where do you belong to?» («A dove appartieni?», che apre porte infinite), «Cosa ti fa ridere?», «Se tu fossi un paio di scarpe, saresti...» (Francesco Vezzoli ha risposto: «Nike di Samotracia. Comode e piuttosto glamour»).

 

«Se tu fossi una tua opera, quale sarebbe?». E a volte, sono gli altri a fare domande a lui, tipo Paola Pivi (un'amica, ed è uno dei duetti più divertenti), la quale, dopo aver risposto all'enigma-chiave, «Che cos' è l'arte per te?», chiede a lui: «E per te?». Risposta di Cattelan: «Un brivido nella mia testa».

 

Aspetti più divertenti del libro. Almeno due. Il primo: il fatto che alterni interviste molto serie ad altre tongue-in-cheek (in cui le cose sono dette in modo ambiguo, o espresse con sottile ironia), incontri di persona a chiacchierate via mail, e interviste del tutto reali, anche se magari sur-reali a incontri per interposta persona o persino «in spirito», e dato che non è specificato da nessuna parte, a volte è difficile capire quali interviste siano vere (di sicuro tutte quelle ai grandi artisti contemporanei) e quali immaginarie. Comunque, di certo sono inventate, ma verosimili perché basate su dichiarazioni vere, quelle a Francis Bacon, a Domenico Gnoli, ovviamente a Frank Lloyd Wright e a Filippo Tommaso Marinetti, che è anche una delle più belle, a Madonna (è una sua sosia, una truccatrice), a Ettore Sottsass (peccato...), e all'Avvocato Agnelli, morto nel 2003 e intervistato nel 2014 (botta-risposta finale: «La cosa più importante che ha fatto?», «Non capisco la domanda»).

foto di francesco vezzoli

 

Ma ad esempio: l'intervista a Renato Vallanzasca, a suo modo un estroso, è vera o inventata? E poi il secondo aspetto da segnalare: il fatto che le 130 interviste, apparse originariamente su quotidiani e riviste - dal Manifesto a Flash Art, da Purple Magazine a Vogue - così come in cataloghi monografici e di mostre, siano impaginate in copia anastatica, con testo, font, corpo e layout originali, quindi una diversa dall'altra. E c'è dell'arte anche qui. Per il resto, sfogliare il collage di immagini e parole costruito da Maurizio Cattelan, tra fantasia, provocazione, illuminazioni e disorientamenti, è qualcosa di liberatorio. L'arte contemporanea non è mai stata così accessibile, persino nei suoi misteri.

carol rama 2

 

Florilegio. «Quando hai realizzato di essere una artista?». Carol Rama: «Nasciamo tutti artisti. Alcune persone però scelgono di esserlo». «Cosa rende libero un artista?». «L'erudizione. Si può essere liberi solo se si è colti», che è una risposta che fa parecchio riflettere. «Ha mai preso in considerazione l'idea di insegnare arte?». Francis Bacon, in spirito: «No. Non credo nell'insegnamento. Si impara guardando. Ecco ciò che devi fare: guardare. Io sono stato influenzato da ogni cosa che ho visto», che è una risposta interessante pensando non a Bacon, ma a Cattelan.

 

gianni agnelli nel ritratto di andy warhol

Da sfogliare con attenzione l'intervista allo chef Ferran Adrià, incontrato dentro la Sagrada Familia a Barcellona, dove si parla del concetto di avanguardia in Gaudí e nella cucina. E quella all'artista visiva americana Liz Magic Laser ambientata in un ristorante cinese nel quartiere di Chelsea a New York, a gennaio scorso, in cui menu e cameriera diventano protagonisti, in una vera performance. E infine da conservare la domanda - in sé una splendida risposta che Cattelan rivolge all'artista rumena Andra Ursuta: «L'arte ha bisogno di spiegazioni? O non è tutto merito dell'attenzione che le persone vi dedicano?». Appunto.

ettore sottsasscarol ramaCAROL RAMAmaurizio cattelan 4maurizio cattelan 1maurizio cattelan 3

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