RESURREZIONE E ANNUNCIAZIONE: COME DE ROSSI E CANDREVA ONORANO ROMA IN AZZURRO

Francesco Saverio Intorcia per La Repubblica

I due consoli di Roma hanno preso il potere nella sera afosa di Fortaleza, aprendo scenari nuovi nella repubblica azzurra, fin qui dominio esclusivo di Juventus e Milan. Romanzo capitale: Daniele De Rossi e Antonio Candreva, la resurrezione e l'annunciazione, il condottiero che ritorna e il giovane sfrontato che si propone. Uno di Ostia, ma con casa a Campo de' Fiori. L'altro di Tor de' Cenci.

Uno può andare al Chelsea, ripudiato dalla Roma. L'altro ha appena conquistato la Lazio, che ha comprato mezzo cartellino dell'Udinese. De Rossi è stato un toro da arena, eccitato alla vista del rosso spagnolo. D'accordo, aveva riposato più degli altri, saltando il Brasile per squalifica.

Ma non basta la pennichella a spiegare la sua prestazione straordinaria. È una questione di testa, di sangue da centrocampista internazionale. Queste sfide le fiuta, le sbrana. Come un tenore che fatica a cantare sotto la doccia, ma non teme la grande platea. Decisivo contro la Spagna a Danzica da centrale difensivo, si è ripetuto giovedì al Castelão, in una partita infinita. Un tempo da interno, faccia a faccia con Iniesta: gli ha lasciato le briciole, finché è rimasto lì. Fare e disfare, passaggi e tackle: onnipresente.

Alcune fra le migliori azioni dell'Italia in questa coppa sono partite dal suo piede, quando Pirlo è rimasto imbottigliato. Nella ripresa, fuori Barzagli, è tornato difensore: quando ha scacciato un'insidia spagnola al limite dell'area con un tacco elegante e spensierato, ha guadagnato il tributo dello stadio intero.

Destino ingrato, per l'eterno erede al trono, che ormai ha trent'anni e all'impero sta per rinunciare. Sempre secondo a Roma, perennemente sotto esame per stile di gioco e di vita, recupera la sua dimensione mondiale quando si veste d'azzurro e spiega chiaro e tondo che «in città si vive di calunnie, in Nazionale mi sento importante».

Pure in Polonia, mentre guidava l'Italia alla finale europea, già doveva rispondere alle provocazioni dialettiche di Zeman, che appena arrivato a Roma ne metteva in discussione la magistratura. Una volta, dopo una sconfitta col Livorno, De Rossi aveva la maglia strappata, andò a prenderne una nuova e la scambiò con un avversario: era Antonio Candreva.

Uno cresciuto proprio con il romanista come modello, e accreditato di simpatie giallorosse che, adesso smentite, gli hanno causato una pessima accoglienza alla Lazio, quando arrivò dal Cesena, ultimo giorno di mercato di riparazione.

Precario illustre del pallone, parcheggiato alla Juve e poi al Parma, ha conquistato la città in un anno: il feeling con Petkovic, una stagione brillante, un gol nel derby, la Coppa Italia vinta, la fiducia di Prandelli che ha cominciato a preferirlo a Diamanti nel ruolo di jolly.

All'esame spagnolo, ha preso la maturità: diligente nel tappare in mezzo, esplosivo nel ripartire sulla fascia, si è incaricato del primo rigore, ha battuto Casillas con beata strafottenza, facendo la panenka, il cucchiaio. Come Totti, come Pirlo. Il problema della Nazionale è il ricambio: Candreva, con De Sciglio, è una delle poche facce nuove e affidabili che il ct si porta dietro dal Brasile. Antonio, invece, in valigia ha la maglia di Iniesta. L'ha scambiata con lui nell'intervallo.

 

CANDREVA ESPULSO IN MILAN LAZIO DEROSSIitalia brasile italia brasile van19 daniele derossi fiditalia brasile giaccherinho

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?