riccardo mannelli ammazzami

MANNELLI AL VENTO – A ROMA RICCARDO MANNELLI RACCONTA IL FEMMINICIDIO TRAMITE ILLUSTRAZIONI DI DONNE NUDE (E “CONSENZIENTI”) – I RITRATTI CON POSE ALLA COURBET PER TESTIMONIARE IL DESIDERIO E SFIDARE IL POLITICAMENTE CORRETTO: “È UNA SORTA DI PRESIDIO SENTIMENTALE, FATTO DI STATI D’ANIMO ESPOSTI, SGUARDI FISICI, CARNE DISARMATA E DISARMANTE” – FOTOGALLERY

A. M. F. per “il Fatto quotidiano”

mannelli

 

riccardo mannelli ammazzami 2

Per uno di quegli equivoci estetici in grado di offuscare gli orizzonti culturali di un popolo, come pur ben motiva il filosofo Herbet Marcuse nell' epocale saggio Eros e civilità (in cui spiega l' aberrazione etica che è stata la sostituzione del principio del piacere con il principio di realtà), il nudo è sempre considerato scandaloso. Se poi è un nudo di donna concepito da un uomo, il maschilismo è irrimediabilmente dietro l' angolo.

 

MANNELLI

In completo disaccordo si situa la personale di Riccardo Mannelli Ammazzami - Tre donne, tre stanze, in una casa vuota (a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo), che inaugurerà il 26 gennaio negli spazi espositivi romani di "Casa Vuota".

 

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Come già avverte il titolo, Mannelli racconta a proprio modo il femminicidio - parola che detesta sia per il contenuto sia perché "è cacofonica" sostiene -, cioè al rovescio. Se le vittime del femminicidio divengono tali per il rifiuto di appartenere a un maschio, che non potendole avere le uccide, le donne ritratte da Mannelli si offrono in una posa alla Courbet (che cita molto L' Origine del mondo) ma soprattutto esse "sono consenzienti", precisa. E ciò perché l' artista vuole indagare e testimoniare il desiderio delle donne, e tiene a ricordare agli uomini che il sesso deve essere un piacere per entrambi e una vibrazione reciproca.

 

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Il particolare allestimento prevede in chiave situazionista che nelle tre stanze di Casa Vuota - lì dove i soggetti hanno posato e sono stati raffigurati - vi siano altrettanti quadri. "È una sorta di presidio sentimentale, fatto di stati d' animo esposti, sguardi fisici, carne disarmata e disarmante", illustra Mannelli, che punta molto sulla naturalità dell' immagine poiché "la naturalità può addomesticare la bestia che incombe. E sospendere il crimine".

 

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Raffigurate in matite vivide e realistiche, e con dei vezzi di tratteggio quasi alla Egon Schiele, "non sono modelle, ma donne comunissime" commenta Mannelli, "di tutte le età". Il nudo, dunque, è uno strumento di racconto antropologico. Da anni, ormai, Mannelli procede con un gesto artistico di denuncia contro la violenza sulle donne, e la presente mostra riporta soltanto una piccola parte della collezione di nudi di donne comuni dal suo più vasto progetto artistico. Sembra quasi che, con originalità e un particolare tratto, l' artista stia organizzando una sorta di esercito femminile che alla fine trionferà nell' atavica - e ricordiamocelo, anche giocosa - battaglia dei sessi.

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