QUANDO TAVECCHIO SGAMBETTO’ ROBY BAGGIO - LA RIFORMA DEL SETTORE TECNICO TOGLIEVA POTERE ALLA LEGA DILETTANTI E IL DIVIN CODINO FU COSTRETTO AD ARRENDERSI: “CON QUESTI NON SI PUÒ FARE NIENTE”

Carlo Tecce per “Il Fatto Quotidiano

 

tavecchiotavecchio

Quanto piace il modello tedesco. E qui c’entra il pallone e non l’economia: vivai, serietà, selezione. Forse il modello di Roberto Baggio, racchiuso in un progetto di 900 pagine, per precauzione depositato da un notaio milanese e disperso chissà dove in Federcalcio, aveva tratti tedeschi e poteva funzionare.

 

Baggio fu arruolato quattro anni fa - c’erano ancora le tracce del fallimento di Marcello Lippi in Sudafrica - con il grado di responsabile per il settore tecnico: doveva formare i maestri di periferia, non semplici allenatori con i patentini, che poi dovevano formare i giovani.

 

Il dribbling di Baggio a una Federazione governata dai Giancarlo Abete, dai Carlo Tavecchio e dai Mario Macalli s’è interrotto un anno e mezzo fa: era inutile, quel terzetto era insuperabile, non mollava un centimetro di potere più che di campo. E quel gruppo, sempre attivo nei palazzi romani e nei sintetici di provincia (l’erba artificiale è l’immenso affare dei Dilettanti), tranne per la defezione-dimissione di Abete, è ancora candidato al comando, al controllo totale.

roberto baggioroberto baggio

 

E lo stesso Tavecchio, se non barcolla in maniera drammatica tra Optì Pobà mangia-banane e sportive handicappate, insiste con i ragazzi, le cantere spagnole e i cantieri federali: “Voglio creare un sistema di centri di formazione Figc partendo dai centri locali, dalle regioni dove confluiranno circa 700 mila soggetti che potranno essere valutati”. Traducendo, i soggetti sarebbero i ragazzini di talento e di ambizioni. Per il resto, copia Baggio.

 

Ma fu proprio Tavecchio, assieme ai compagni in Federcalcio, a neutralizzare il Divin Codino: “Il settore tecnico (cioè Baggio, ndr) doveva dare seguito con la Lega Dilettanti alla nascita dei centri federali nelle regioni”, così parlò Abete, regolarmente in carriera mentre Baggio diceva addio.

MARIO MACALLIMARIO MACALLI

 

Era il gennaio 2013. Baggio portò con sé l’inseparabile procuratore Vittorio Petrone, non frequentava molto la sede di via Allegri a Roma, ai documenti allegò un piano di sviluppo che sarebbe costato 10 milioni di euro. Questi 10 milioni di euro, stanziati, li hanno prima ridotti e poi li hanno congelati, scomparsi: Tavecchio &C. non potevano perdere un pezzo di patrimonio, fatto di trafile, iscrizioni, cartellini, investimenti, scambi di favori.

 

LIPPI sulla panchina del guangzhou evergrande formazione militante nella chinese super league marcello lippi per ora si gode le vacanze LIPPI sulla panchina del guangzhou evergrande formazione militante nella chinese super league marcello lippi per ora si gode le vacanze

Il giorno di Tavecchio (o di Demetrio Albertini, che pure è vice di Abete da 7 anni o di un commissario straordinario) è fissato irrimediabilmente a lunedì, 11 agosto: nessuno si ritira, nessuno invade. Il Coni osserva, il governo pure. E l’esempio di Baggio testimonia una (brutta) stagione passata che s’appresta a diventare infinita.

 

Corioni (Brescia): “Roby mi disse non mi fanno lavorare”

Il commendatore Gino Corioni, un quarto di secolo padrone del Brescia, oggi non più presidente e ancora proprietario, conosce bene Baggio: “Mi telefonò, fu rapido: 'Non ne vale la pena, questi chiacchierano. Non puoi fare niente in Federazione'”. Il Brescia non preferisce Albertini a Tavecchio o viceversa, non vota: “Ci vuole un esterno, uno che - spiega Corioni - faccia davvero la rivoluzione.

GINO CORIONI GINO CORIONI

 

Abete e Tavecchio hanno rovinato il calcio italiano. Era il migliore d’Europa, adesso saremo tra i peggiori del mondo. Ci vuole un terremoto, qualcuno con due palle quadrate”.

Corioni un po’ è nostalgico, un po’ è rassegnato: “Quando c’era Luciano Nizzola in Federazione, io ero delegato a incontrare i giornalisti cinesi che volevano scoprire il nostro segreto, c’erano stadi pieni e le televisioni ancora non avevano comprato la serie A. Oggi in B giocano i ragazzi in prestito dalle grandi società di A e in A ci vanno gli stranieri.

 

demetrio albertinidemetrio albertini

La B non ha più soldi, l’ha presa in quel posto ripetutamente, la C di Macalli ha sbagliato l’inverosimile e in A curano gli interessi personali. Va rifondato tutto, ci vogliono persone adatte e coraggiose”. Corioni va a memoria: “Il diritto soggettivo per le squadre ha distrutto il sistema, i soldi non sono stati distribuiti bene: a chi tutto, a chi niente. Io lascio il Brescia in B perché non ho più il denaro per questo calcio italiano e non posso dire ai miei tifosi accontentatevi di una salvezza”. Anche se è tempo, sembra, di mettersi in salvo.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...