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"MOURINHO? LUI È PARTITO DAL BARCELLONA, IO DAI DILETTANTI. E TRA LA PROVINCIA DI AREZZO E BARCELLONA C’È UN BEL CAZZO DI DIFFERENZA…" - MAURIZIO SARRI APRE LE VALVOLE CON IVAN ZAZZORONI SUL "CORSPORT": "RONALDO? HO IL RIMPIANTO DI NON AVERLO POTUTO ALLENARE DA GIOVANE. NON È MAI SEMPLICE CONVINCERE UN CAMPIONE DEL GENERE A CAMBIARE PERCORSO. I RAPPORTI CON TARE? POSSIAMO NON CONCORDARE SULLA VALUTAZIONE DI UN GIOCATORE O SU ALCUNE SCELTE. LUIS ALBERTO? VUOLE IL SIVIGLIA, HA UN CARATTERE PARTICOLARE…”

Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport

 

«Ne fumo settanta, ottanta ‘l giorno, tre pacchetti mi vanno tutti». Maurizio Sarri in una smorfia complice: capisce di avermi turbato. Poi mi sorride. «Ho fatto gli esami un paio di mesi fa, con tanto di liquido di contrasto, è tutto a posto».  

 

In effetti sembra in gran forma. 

 

SARRI MOU

Eccoci uno di fronte all’altro in un’insolita one to one. Mi godo il gioco di riflessi fra ieri e oggi, contagiato dal la sua affabilità e da una serenità quasi complice . Perde qualche minuto per elencar e le bellezze del nuovo centro sportivo, Formello land: il Lazio Lab, l’enorme palestra, i cinque campi al piano superiore.

«Di sotto è un po’ claustrofobico, ma ugualmente fantastico , se ripassi ti porto in giro e te lo mostro. Questa è la sala d i video, alle cinque e mezza s’analizza insieme il Valladolid, giochiamo sabato. Loro alzano immediatamente gli esterni difensivi, i centrali si allargano e i due centrocampisti fanno questo movimento (lo illustra con le dita), uno si abbassa e l’altro si mette dietro , si scambiano spesso la posizione. Non sarà semplice attaccarli con il nostro 4-3-3».  

 

Partiamo bene. Maurizio, quale la squadra che ha espresso il calcio più vicino alle tue idee?  

cr7 sarri

«L’ultimo Napoli, quello dell’ultimo anno intendo. Giocava il calcio che avevo in mente, un calcio di coinvolgimento totale. Ma anche nelle stagioni di Empoli avevo ricevuto dai ragazzi quello che volevo. Al Chelsea e alla Juve sono stato troppo poco per poter incidere in maniera pesante. E poi oggi è più difficile, più il tempo passa e più si afferma l’individualismo, e non solo nel calcio. È un cambiamento generazionale, non mi piace e impone degli adattamenti. Anch’io sono cambiato, in parte mi sono adeguato».  

 

Oggi non puoi non soddisfare alcune mie curiosità, chiarire alcuni passaggi della tua carriera. Partiamo dai contrasti con Chiellini nelle prime settimane alla Juve.  

«Nella fase iniziale non ce ne furono. Se ricordo bene, nella prima partita Chiellini giocò e segnò pure. E due giorni prima della seconda, col Napoli, si ruppe i crociati. E r a una Juve giunta a fine ciclo e io me ne accorsi subito».  

 

 

sarri luis alberto

Aveva Ronaldo.

«Ho il rimpianto di non averlo potuto allenare da giovane. Ho trovato un giocatore che si era affermato attraverso un certo calcio ed era diventato un’icona mondiale. L a squadra d oveva adattarsi a lui, non il contrario. Con me segnò 33 gol in campionato e quattro in coppa e insomma non è mai semplice convincere un campione con f atturati del genere a cambiare percorso».  

 

Il tuo percorso.  

«A me piace un calcio in cui tutti s i mettono al servizio del collettivo per sviluppare un gioco in cui i movimenti, tanto quelli difensivi quanto quelli offensivi, non prevedono esenzioni di alcun tipo».  

 

Ti dobbiamo alcuni termini che sono diventati di uso comune. Prima di Sarri la difesa non “scappava” all’indietro.  

Sorride stringendo gli occhi . «Anche l’introduzione del drone in allenamento mi dovete».  

 

Giusto, a Empoli.  

maurizio sarri interrompe l allenamento per parlare con i tifosi che contestano acerbi 5

«Fu davvero casuale. Da due mesi si girava sul tetto della tribuna per inquadrare la linea difensiva e verificare gli allineamenti dei quattro. Ma a un certo punto l’osservazione risultava in diagonale e quindi imperfetta, imprecisa, inutile. Un amico di Accardi, che possedeva la licenza per l’impiego dei droni, ci disse che sarebbe stato facile per lui fornire il servizio ideale… ed era esattamente quello che volevo. Oggi i droni li usano tutti: ai ragazzi puoi mostrare le immagini dall’alto e intervenire per correggere chi ha fatto il movimento sbagliato, ritardato o anticipato».  

 

Sei considerato tra i pochi allenatori in grado di migliorare i calciatori, un altro è Conte.  

«Abbiamo filosofie diverse però, al di là della bravura di Antonio, quello che fa la differenza è sempre la disponibilità dei ragazzi, la fame, la voglia di perfezionarsi. Con i “non arrivati” è più facile. In carriera il più veloce a comprendere quello che chiedevo è stato Albiol, difensore di  livello superiore . In pochissimo tempo capì tutto , al punto che io potevo anche starmene a casa, l’allenamento avrebbe potuto dirigerlo lui».  

maurizio sarri interrompe l allenamento per parlare con i tifosi che contestano acerbi 3

 

Hai cambiato anche la sostanza tattica di Mertens.  

« Avevamo tre esterni d’attacco per due posti, la grande qualità di Lorenzo e l’equilibrio che garantiva Callejòn erano imprescindibili, così Mertens trovava poco spazio. A Bergamo, in dieci contro undici, tolsi Higuaìn e misi Dries centrale. Venti minuti mostruosi, prese due rigori, insomma li fece impazzire. L’anno dopo, quando persi Milik durante la sosta della nazionale - si ruppe i crociati - decisi di riproporlo in quella posizione» .  

 

 

Maurizio, cosa rappresenta la Lazio per te , oggi ?  

«Qui sto bene, mi piace l’ambiente, ho la possibilità di esprimermi e soprattutto di divertirmi. Anch’io sono cambiato, ora il lavoro mi deve procurare divertimento, è cambiato il mio sentimento nei confronti del calcio. Mi piace anche la gente laziale, da fuori mi ero fatto un’idea completamente diversa , sbagliata . Il 99 per cento del popolo laziale è formato da famiglie, da giovani. E lavorare in un club che non appartiene a un fondo ma a una famiglia, mi dà gusto. Allo stesso tempo mi rendo conto delle difficoltà economiche che si possono incontrare, minori risorse, certo».  

maurizio sarri

 

Il capofamiglia n on è popolarissimo tra la sua gente . L’hanno ribattezzato il “gestore”. 

«Non riesco a capire fino in fondo i motivi della sua impopolarità, come l’hai definita. Comunicazione? Possibile. Ma Lotito ha preso la Lazio che era un disastro e bene o male la tiene costantemente tra le prime 5, 6 e in Europa. Pensa, io lo trovo piacevole, è un uomo di spirito ed è uno che ti ascolta».  

 

Il mondo si è fatto un’ idea diversa 

«Lotito avrà mille altri difetti, ma è di rara intelligenza, ha una cura ossessiva dei dettagli e soprattutto sul piano sportivo lascia piena autonomia».  

 

Allora è Tare che non digerisci.  

«Non ho mai avuto problemi con lui. Possiamo non concordare sulla valutazione di un giocatore o su alcune scelte, ma questo rientra nella normale dialettica di un gruppo di lavoro».  

 

Sul mercato quanto incidi?  

«Se non mi viene chiesto un nome non lo faccio. Illustro le caratteristiche tecniche, i parametri caratteriali della figura che mi serve, e pongo molta attenzione sul dato a nagraf ico . La stagione scorsa eravamo una delle squadre più vecchie d’Europa, il ricambio era necessario».  

 

tare lotito sarri

Perderai Luis Alberto?  

«Per il secondo anno di seguito ha espresso la volontà di finire la carriera in Spagna. Più che in Spagna in generale, proprio a Siviglia. Non so dirti se l’avrò ancora a inizio settembre. Ragazzo intelligente, gran bel giocatore e carattere, se vuoi, particolare».  

 

E Milinkovic, negli ultimi mesi è cresciuto tanto?  

«Sergej è di livello altissimo, piccoli difetti e potenzialità ancora inesplorate. In alcuni momenti della partita privilegiava l’estetica, la giocata che definisco effimera, a scapito dell’efficacia. Però è vero, nell’ultima parte del campionato ha cercato la funzionalità e ha fatto la differenza».  

 

Ricordo che pochi mesi prima dell’ arrivo a Roma , quando ancora ti si immaginava altrove, mi sorprendesti dicendo che secondo te la Lazio aveva vinto meno di quanto avrebbe potuto. Ricordo ancora le tue parole: ha un centravanti che garantisce 30 gol all’anno e il centrocampo più forte d’Italia, il più completo .  

«Il perché l’ho capito dopo»

 

amerigo maurizio sarri

Sorride di nuovo.  

Chiarisci.  

«Le manca l’equilibrio della grande squadra. Tanto quello mentale quanto quello tattico. Nella partita secca poteva e può battere chiunque, il guaio che è molto spesso si fa mancare , si perde . Quello che desidero quest’anno è mostrare una squadra vera e dai primi allenamenti ho ricevuto sensazioni molto positive».  

 

Nella stessa città lavorano gli opposti, tu e Mourinho.  

«A me Mourinho sta anche simpatico. Le differenze dipendono in prevalenza dal punto di partenza, dalle origini. Io sono cresciuto tra i Dilettanti, gente di un altro livello, dove per vincere dovevo incidere tanto, e in modo feroce, per compensare i limiti dei singoli. Mourinho è partito dal Barcellona e ha investito molto sulla qualità dei giocatori. Tra Stia e Barcellona c’è un bel cazzo di differenza… E poi io sono toscano di monte. Come Luciano (Spalletti, nda)».  

sarri

 

E Allegri di scoglio, Lippi di sabbia…  

«Anche Mazzarri è di sabbia, siamo brutta gente».  

 

Non ti ho ancora chiesto di Acerbi.  

sarri

«Nulla di tecnico, a fine stagione ha espresso il desiderio di cambiare aria e la società cercherà di accontentarlo, per questo sono stati fatti altri programmi».  

 

 

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milan lazio sarriimmobile sarri

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