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AZZURRO STINTO - MURA: “UNA GRANDE ITALIA PUÒ BATTERE LA SPAGNA MA SENZA COMPLESSI DI INFERIORITÀ E CONTE HA IL VANTAGGIO DEL RIPOSO CONCESSO AI TITOLARI” - SCONCERTI: “CON L’IRLANDA È STATA LA PARTITA PIÙ BRUTTA DEGLI ULTIMI ANNI. TROPPI ERRORI DA DILETTANTI, MAI UN'IDEA. NON SIAMO STATI NIENTE, NÉ LOTTA NÉ GOVERNO”

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1 - ORA IL TEST PIÙ DURO SERVE LA VELOCITÀ

Gianni Mura per “la Repubblica”

 

Lunga vita calcistica ai titolari. Non tanto per la vittoria degli irlandesi (meritata, gol di Brady, il migliore in campo) quanto per il poco prodotto dall’Italia. I tre punti contavano solo per gli irlandesi, che piangono abbracciandosi e vanno avanti. Per Conte, era importante valutare i rincalzi. Prevedendo sofferenze, ma non fino a questo punto, aveva deciso di aggiungere Bonucci a Barzagli.

 

Difesa non impeccabile: Sirigu due belle parate ma anche due uscite a vuoto. Ogbonna sufficiente, sul piano fisico c’è. Un pianto il centrocampo, Bernardeschi più di tutti. Quindi, squadra spaccata in due, punte isolate e dedite solo al pressing non ricevendo palloni giocabili. Primo tiro verso la porta, di Immobile, dopo 43’. Un po’ meglio nel secondo tempo, ma sempre costruendo poco. Più che la voglia è mancata la personalità. Entrato a un quarto d’ora dalla fine, s’è preso la scena Insigne: un paio di lanci, un palo, un’ammonizione evitabile. Se era un esame, è stato uno dei pochi a superarlo.

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Già si pensa alla Spagna. Per questa Italia, ribadisco, meglio affrontare la Spagna che la Croazia, squadra che un po’ ci somiglia, va a fiammate, fa molto male in contropiede. Nel gioco sempre azzardato delle percentuali, un mese avrei detto 80% per Del Bosque e 20 per Conte. Adesso è 55 a 45, sempre per loro, ma una grande Italia può saltare anche questo ostacolo.

 

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Dovrà prepararsi bene, anche psicologicamente, ma senza eccessivi complessi d’inferiorità. Sull’assurdità del tabellone s’è detto abbastanza. Partiamo dalla Spagna attuale: campione uscente, grandissima squadra, ma non irresistibile. Si sa a memoria come gioca: è un vantaggio, si trovano prima le contromisure. Il suo tiqui taka (brerianamente titìc e titòc, a definire una melina più difensiva) non è quello del Barça, anche se molto dipende da Busquets e Iniesta. Morata fa il suo, e la nostra Bbc lo conosce bene. Silva ha spunti interessanti. Il resto è normale.

 

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Non scambierei la nostra difesa con la loro, che con la Croazia ha ballato parecchio, da De Gea a Sergio Ramos. Ma, soprattutto, la Spagna del secondo tempo è parsa fisicamente spenta e non solo dopo il rigore sbagliato. Aggredita in velocità, soffre, e l’Italia quando decide di inserire la quinta è molto veloce. Aggiungiamoci il vantaggio, per Conte, del riposo concesso a quasi tutti i titolari.

 

Alla velocità saranno da unire la precisione e l’attenzione: rompere la serie dei loro passaggi e ripartire. Giaccherini, per il passo corto, sembra il più indicato a sacrificarsi su Iniesta. Annullarlo è impossibile, ma già riuscire a limitarlo sarebbe ottima cosa. Psicologicamente stanno meglio gli azzurri, perché essere eliminati dalla Spagna non spingerebbe i tifosi all’acquisto di pomodori maturi. Resta una sfida apertissima, ma l’Italia ha accumulato piccole certezze. Se crescono da qui a lunedì, senza dare alla testa, ce la possiamo giocare ad armi pari, o quasi.

 

2 - DAVVERO BRUTTA MA FORSE LA TESTA ERA GIA’ OCCUPATA DA INIESTA &CO

Mario Sconcerti per il “Corriere della Sera”

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Sia detto a bassa voce, ma è stata la partita più brutta dell'Italia negli ultimi anni. Troppi errori da dilettanti, mai un' idea di organizzazione, un insieme occasionale e distratto preso a spinte dagli irlandesi. Credo che il campo abbia inciso, pieno di zolle e buche, ma era lo stesso campo anche per l'Irlanda. Non siamo stati niente, né lotta né governo, abbiamo bruciato in un colpo solo tante idee di riserva di cui abbiamo invece un gran bisogno. E non è questa un'Italia che possa far risultato anche giocando male. Siamo poco, ogni partita è un'impresa o non è.

 

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Unica nota buona l'ingresso di Insigne, sommerso dalle leggerezze di Bonucci, l'inconsistenza di Bernardeschi, Sturaro, Florenzi, le oscillazioni di Sirigu, la poca qualità di tutti. Abbiamo pensato subito troppo alla Spagna e ci siamo dimenticati la partita. Ma è difficile a questi livelli giocare così male, non avere un'idea di calcio. Fa tornare qualche certezza sui limiti che spaventavano prima del Belgio.

 

Andiamo comunque avanti, la Spagna è un avversario enorme e scolorito, è un po' logora ma completa, Morata ha portato un soffio d' aria concreta in area dando un senso anche ai passaggi infiniti della squadra. Il loro centrocampo (Busquets-Fabregas-Iniesta) è molto più forte del nostro, qualunque sia, ma avrà poco spazio per dare corpo a questa superiorità.

 

Giocheremo con una lunga linea di mediani davanti ai tre centrali di difesa. Il loro Giaccherini si chiama Silva, in compenso hanno un' ala sinistra che finge forte ma è fumoso, Nolito. Sul piano tecnico non c' è molta partita, la Spagna è più forte individualmente, ma ha un' organizzazione pignola, quasi secchiona. Soffre l'italianità del gioco, più che temerla ne è annoiata, infastidita.

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È una squadra che ama sorprendersi ma non ha più il ritmo per farlo stabilmente. È meno furba della Croazia, l' altro avversario possibile, può capitare che cada nel nostro contropiede. Ma onestamente, e senza guardare la partita di ieri, la differenza con l' Italia è tanta. E non a favore nostro. Resta l' unica vera arma che abbiamo, il fanatismo di Conte, la sua capacità di riprendere al volo quella piccola virtù disciplinata che sembra volata via.

 

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