francia mondiale

FRANCIA MONDIALE – SCONCERTI: I "BLEUS" SONO STATI I MIGLIORI: HANNO GIOCATO UN CALCIO REALISTA CON GIOCATORI PIÙ FORTI DELLA MEDIA - LA CROAZIA, DEA DEI POVERI E DEL POSSIBILE, NEGLI ULTIMI VENT' ANNI HA INSEGNATO CALCIO COLLETTIVO A TUTTI. COME FACCIANO È UN MISTERO SILENZIOSO…" - GARANZINI E I MERITI DI DESCHAMPS CHE HA SAPUTO "FAR CRESCERE UNA GENERAZIONE D’ORO ANCHE CON SCELTE IMPOPOLARI"

mbappe'

Mario Sconcerti per il Corriere della Sera

 

La Francia è stata la squadra migliore e anche la meglio guidata, è giusto abbia vinto il Mondiale anche giocando la finale spesso peggio dell' avversario. La Croazia ha continuato ad avere possibilità di costruzione che nessun altro ha avuto, ma aveva meno attaccanti, meno uomini in area. È stata spesso pericolosa perché i lanci esatti di Rakitic e Modric mettevano in imbarazzo la difesa francese, poche squadre al mondo hanno questa possibilità di fantasia ordinata nel gioco, ma al momento del tiro è sempre mancato qualcosa.

 

macron

Ci siamo chiesti per molte settimane a chi avremmo dedicato il nostro tifo orfano dell' Italia, adesso lo sappiamo, siamo stati per la Croazia, la dea dei poveri e del possibile, la squadra di un paese piccolo che negli ultimi vent' anni ha insegnato calcio collettivo a tutti, non esaurendo mai la capacità di rinnovarsi. Come facciano è un mistero silenzioso, nessuno li prende ad esempio, tutti li vogliono soltanto perché costano meno.

 

deschamps

Ma oggi, il loro miscuglio di fisico e classe è lo sforzo più grande compiuto dall' evoluzione del calcio. La Francia aveva un solo avversario reale in questo Mondiale, il Brasile, ed è stato eliminato dal Belgio. Deschamps gioca un calcio realistico con giocatori però molto più forti della media. Giocassimo noi come lui faremmo al massimo zero a zero.

 

putin infantino macron 11

Raramente domina, quasi sempre attacca ripartendo. C' è molta Italia nella sua intelligenza. Il suo giocatore più suggestivo è Mbappé, il migliore Griezmann, il più utile Kanté. Non è una squadra che farà scuola. La somma delle sue qualità individuali è comunque molto alta e si somma bene alla voglia di tutti di diventare un collettivo.

 

Non è la Francia di Zidane né quella di Platini, è una Francia dentro il suo tempo magro. Sapeva di poter essere la migliore e ha cercato semplicemente di vincere.

 

macron griezmann

Lo spettacolo è arrivato dalla vittoria, come quasi sempre. Per divertirsi con il calcio bisogna non avere sentimenti in partita. Se li hai, il divertimento viene solo con la vittoria. Altrimenti si va via tristi. Questa è la sintesi anche di questi Mondiali. Sono stati divertenti perché non avevamo più niente da perdere. Non hanno cambiato il gioco, non tocca ai Mondiali farlo, non c' è sperimentazione, sono partite a eliminazione. Sappiamo però che siamo molto più uguali di quando abbiamo cominciato. Ci siamo visti, siamo usciti dall' immaginazione, dalla burocrazia della crisi, abbiamo tutto sommato capito che la flessione esiste ma è di tanti. C' è spazio per ricominciare a cercarci.

 

2. IL TRIONFO DEI MIGLIORI

macron 55

Gigi Garanzini per la Stampa

 

Chapeau aux croates, giù il cappello davvero per come la Croazia si è giocata il suo Mondiale. E per come anche in finale ha saputo ribellarsi a un destino che sembrava scritto, con quei due primi gol francesi frutto della casualità più che del merito a fronte della stupenda giocata vincente di Perisic. Ma alla fine nessun dubbio che il titolo sia andato alla squadra più forte, più completa, più ricca di qualità e di alternative.

invasione lovren

 

La Francia ha giocato un primo tempo à l' italiènne, ebbene sì, mettendo i piedi in area croata due-volte-due e ricavandone altrettanti gol. Il resto lo ha passato a rincorrere gli altri, che giocavano meglio, e a fare i conti con il peso di un pronostico che anziché darle fiducia la rendeva timorosa, contratta, incapace di lasciarsi andare. Tenuta in piedi dalla coppia centrale e dalla personalità di Griezmann, l' unico a farsi vedere e a saper cosa fare del pallone.

 

Quattro ne ha toccati, l' artista, in quei momenti difficili: con il primo ha guadagnato una punizione, con il secondo l' ha battuta sulla testa di Varane, preceduto da Mandzukic per l' autorete, con il terzo dalla bandierina ha mirato la testa di Matuidi ed è arrivato il rigore, con il quarto l' ha trasformato coricando Subasic dall' altra parte.

 

macron pogba

Poi, nella ripresa, è finalmente arrivato qualche sorso di calcio-champagne. Millesimato. A stappare le bollicine è stato Paul Pogba, con tre stupende giocate consecutive allo scoccare del minuto 59: un tracciante al volo di almeno quaranta metri per Mbappé, sullo sviluppo dell' azione un destro dal limite su assist del solito Griezmann, e infine, visto che quello gliel' avevano murato, un sinistro sempre di primissima intenzione a firmare il tre a uno. Non li ho contati: ma a occhio non più di una quindicina di secondi già consegnati alla storia dei capolavori assoluti dei Mondiali. È seguita la firma di Mbappé, che è destinato al futuro ma la sua figuretta la fa già nel presente, poi quella scarabocchiata di Lloris cui lo champagne dà evidentemente alla testa.

macron 5

 

E a proposito di firme, se il primo Mondiale francese Didier Deschamps lo aveva siglato da capitano, vent' anni fa, il secondo lo ha sigillato da Ct come solo Zagallo e Beckenbauer prima di lui. Si è trovato per le mani una generazione di talenti, questo sì. Ma non ha avuto paura di scelte impopolari, né di ritocchi dell' ultimo momento quale la coppia di esterni Pavard-Hernandez. Ha puntato su Giroud perno avanzato non per averne gol ma spazi e sponde per Griezmann e Mbappé, ha limato la cresta di Pogba convincendolo a portar la croce e poi, solo poi, a cantare. Sacrificio e bollicine, chapeau a vous, monsieur DD.

macron putin infantinomacron kolinda

 

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