LA SERIE A HA IL VELENO NELLA CODA - SORTEGGIATI I CALENDARI: INIZIO SCOPPIETTANTE CON ROMA-FIORENTINA E TORO-INTER - ALLEGRI GIA’ ALLA TERZA CONTRO L’EX MILAN, ALLA SESTA C’È JUVE- ROMA - FINALE THRILLING: ALLA PENULTIMA LO PSYCO-DERBY DI ROMA E NAPOLI-JUVE!

Roberto Condio per “La Stampa

 

ALLEGRIALLEGRI

Milan-Lazio, Torino-Inter e soprattutto Roma-Fiorentina, tanto per cominciare. La serie A senza teste di serie partirà subito forte, fortissimo. Con due derby tra squadre che giocano le coppe e con altre due «europee» in trasferta su campi insidiosi: la Juve a Verona contro il Chievo, il Napoli nella Marassi genoana.

 

E poi, già alla terza Milan-Juve, con Allegri contro il suo passato, e Juve-Roma alla sesta. Mica male, per gli orfani di Antonio Conte alla caccia del poker tricolore. Una partenza tosta, per i bianconeri ma ancor più velenoso si annuncia il finale, con l’Inter alla terz’ultima e il Napoli alla penultima. Con una spruzzata di brividi in più. Perché non è mica possibile trascurare il pessimo ruolino di marcia del tecnico livornese negli avvii di stagione in A: viaggia a meno di un punto per partita nei primi cinque turni degli ultimi cinque campionati, tra Milan e Cagliari. Allegri e Marotta gli hanno già toccato il tempo: quest’anno serve ingranare subito.
 

rudi garcia foto mezzelani gmt rudi garcia foto mezzelani gmt

Aprirà e chiuderà a Verona, la nuova Juve. In un Bentegodi che è stato fatale per altri ma quasi mai per lei. «Prendiamo atto - dice l’ad Marotta -. Ma ricordo soltanto che alla fine vince la squadra migliore e non la più fortunata. E la griglia, più o meno, è quella solita, con 6-7 squadre davanti a tutti e la Roma che s’è attrezzata molto bene. Noi partiremo con Vidal? Se non ce lo chiede, di certo non parte. E lui finora non l’ha ancora fatto».
Nei suoi primi 45 giorni complicati, almeno, la Juve si risparmierà il derby, che stavolta arriverà al 13° turno, a fine novembre.

 

La prima stracittadina sarà quest’anno quella genovese, alla quinta. Seguita alla giornata numero 12 dalla milanese. Ma il Milan, abituato alle partenze lente di Allegri e già schiaffeggiato pesantemente due volte nella Guinness Cup americana, da ieri già trema per l’avvio del ciclo-Inzaghi. Sentite che bel menù gli ha riservato ieri il computer di Lega: Lazio in partenza, trasferta a Parma contro Donadoni e Cassano, Juventus a seguire. Un battesimo di fuoco, per il Superpippo che comincia la sua carriera da allenatore.
 

Rafa BenitezRafa Benitez

Chiuderanno il ciclo delle cinque stracittadine Hellas-Chievo al 16° turno e un velenoso Roma-Lazio piazzato alla penultima. Per Garcia, a parte l’esordio contro la Viola, si annuncia un avvio sulla carta morbido, con Empoli, il Cagliari di Zeman, Parma e Verona prima del big-match del 5 ottobre allo Juventus Stadium. «Ci aspetta un campionato combattuto, come al solito - dice l’ad giallorosso Fenucci - ma noi ci stiamo attrezzando per ripetere quel che abbiamo fatto un anno fa. Sperando magari in un finale migliore».
 

Poi, c’è il Toro. La prima italiana a giocare una partita ufficiale. Ventura parte giovedì per conquistarsi l’Europa League ma intanto può già studiare l’avvio di campionato. Ben più complicato rispetto a quello di un anno fa. Subito l’Inter, una delle due grandi pretendenti italiane ad Alessio Cerci. Già, ma dove giocherà il 31 agosto l’esterno della Nazionale? Urbano Cairo, seduto ieri al fianco del «cugino» Marotta, ha ripetuto il ritornello degli ultimi giorni: «Sento dire che partirà di certo. ma chi può escludere che invece possa ancora giocare in granata?».

Pippo InzaghiPippo Inzaghi

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?