barca

1. DI SICURO, DOPO QUESTO BARCELLONA-PSG 6-1, LA STORIA DEL CALCIO NON SARÀ PIÙ LA STESSA, DI SICURO NON LO SARÀ PIÙ IL CONCETTO DI IMPRESA STORICA, NON NEL CALCIO 2. È SUCCESSO QUELLO CHE NESSUNO, NEMMENO IL PIÙ SQUINTERNATO OTTIMISTA DEI TIFOSI AVREBBE MAI AVUTO L’AZZARDO DI SOGNARE: RIMONTARE I QUATTRO GOL BECCATI NELLA PARTITA D’ANDATA AL PARCO DEI PRINCIPI

Carlos Passerini per Corriere.it

barcellona   psg  f4e78barcellona psg f4e78

 

L’ha decisa Sergi Roberto, un ragazzino, o forse l’ha decisa il destino, o forse tutti e due insieme, di sicuro dopo questo Barcellona-Psg 6-1 la storia del calcio non sarà più la stessa, di sicuro non lo sarà più il concetto di impresa storica, non nel calcio, forse nemmeno nello sport. È successo quello che nessuno, nemmeno il più squinternato ottimista dei tifosi avrebbe mai avuto l’azzardo di sognare: rimontare i quattro gol beccati nella partita d’andata al Parco dei Principi.

 

barcellona   psg  f11barcellona psg f11

Un film, sembrava. E il finale è stato da film davvero. Un finale inimmaginabile, qualcosa di cui si parlerà a lungo, di cui forse non si smetterà mai di parlare. Per la prima volta in 186 tentativi una squadra è riuscita a ribaltare il 4-0 dell’andata.

 

Aveva ragione Luis Suarez, quel diavolaccio, che alla vigilia aveva digrignato i canini gridando in faccia allo sprovveduto cronista che gli aveva chiesto quante possibilità avesse la sua squadra di passare il turno: «Se c’è qualcuno che può farcela, quelli siamo noi». Qualcuno aveva preso per illuso il suo allenatore Luis Enrique, che nel mettere in chiaro i suoi piani di battaglia aveva buttato lì un «ne faremo sei» che era suonato tanto come un’inutile sbruffonata. Invece aveva ragione. Sei.

barcellona   psg cc2c34barcellona psg cc2c34

 

Ma si era capito subito che qualcosa di assurdo sarebbe successo, già dopo due minuti quando – guarda te – proprio Suarez di testa ha fatto il primo. Una minaccia da «potrero», da campetto sudamericano, sangue e polvere, una cosa simile a un «stiamo venendo a prendervi».

 

Ma non è stato così facile, è stato più assurdo, più bello. Prima il raddoppio su autogol di Kurzawa, poi il terzo di Messi su calcio di rigore. Siamo al 50’, un’eternità, il Camp Nou ci crede. Ma è lì che Cavani con un destro al volo gela tutti. Ne servirebbero sei, ormai è andata davvero. E invece.

barcellona   psg  edcbarcellona psg edc

 

Lo spettacolo nello spettacolo di una partita come se ne sono viste e come ne rivedremo poche è stato Unai Emery, o meglio la sua faccia, un po’ Adrien Brody e un po’ Al Pacino, ripresa dozzine di volte dalla puntualissima regia internazionale che l’ha marcato a uomo.

 

Prima inquieto, poi sofferente, terrorizzato, di nuovo sollevato, poi ancora terrorizzato, poi senza più espressione. Perso, amorfo. Nella sua mimica facciale c’è stata tutta la partita, la realizzazione di un miracolo sportivo vissuta però dall’altra parte, dalla parte di chi il miracolo l’ha subito al contrario.

barcellona   psg  e7df64fbarcellona psg e7df64f

 

Perché quello che è successo negli ultimi minuti è complicato quasi anche da raccontare. Di Maria sbaglia malamente il 3-2 davanti a Ter Stegen, all’88’ Neymar fa 4-1 su calcio di punizione. Poi ancora lui fa il quinto su calcio di rigore. Cinque minuti di recupero, sembrano un’eternità, il Camp Nou è davvero «una pentola a pressione» come aveva promesso Luis Enrique prima di cominciare.

barcellona   psg  a9barcellona psg a9

 

Per raccontare il finale occorre usare l’indicativo presente. Tutto il Barcellona è nell’area parigina, tutto compreso il portiere. Neymar, ancora lui, autentico trascinatore, scodella una palla perfetta nel cuore dell’area del Psg, Trapp è terrorizzato e resta inchiodato sulla linea di porta, i difensori francesi sono ancora più atterriti non si muovono, palla a Sergi Roberto. Il ragazzino della cantera si allunga, il tempo si ferma, il Camp Nou resta muto per un istante, tocco leggero e palla in rete. Il resto è rumore, festa, gioia. «È una notte impossibile» dirà Luis Enrique. Forse anche di più.

barcellona   psg  7bbarcellona psg 7b

 

barcellona   psg  74barcellona psg 74barcellona   psg  3e8barcellona psg 3e8184e7ba7eb0a28b5c69ab61340cc2c34184e7ba7eb0a28b5c69ab61340cc2c34barcellona   psg  25barcellona psg 25barcellona   psg  34barcellona psg 34barcellona   psg  47barcellona psg 47

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)