silvio baldini 1

“MAI STATO CON I PIU’ FORTI, IO SONO UN ANARCHICO” - BOMBASTICA INTERVISTA A SILVIO BALDINI, CHE OGGI ALLENA GRATIS LA CARRARESE IN C: “HO CONSIGLIATO IO A CONTE DI PROPORSI ALLA JUVE. ALLEGRI? HA L'INTELLIGENZA DI UN BANDITO. CASSANO? SE SI FOSSE ALLENATO SAREBBE..." - "CON ZAMPARINI HO SMESSO DI ESSERE UN ALLENATORE": ECCO PERCHE’ – L’AMORE PER UNA SPOGLIARELLISTA, LA BANDA DELLA MAGLIANA E L’ARRESTO PER BRACCONAGGIO - "QUANDO SMETTO DESIDERO IMMERGERMI NELLA NATURA, SENZA ROTTURE DI COGLIONI, ALTRIMENTI MI TOCCA FINIRE IN GALERA" – VIDEO STRACULT

Alessandro Ferrucci per il Fatto Quotidiano

 

silvio baldini

Il parametro della ricchezza per Silvio Baldini è il frigo di casa pieno. Non è una questione di abbondanza assoluta, di opulenza, di esibizione, ma è la base dell' accoglienza, il piacere di condividere e aggiungere quel posto a tavola. Guardarsi negli occhi. Capire chi si ha di fronte. Confrontarsi. Cercare indicazioni anche attraverso la natura ("è passata una farfalla, buon segno"). Rispettare gli insegnamenti della montagna o della cultura contadina. Silvio Baldini si definisce uomo dei monti. E lì un giorno vuole tornare.

 

Oggi ha 61 anni, vive a Massa Carrara, quando stringe la mano ha una presa decisa, di chi quella mano la può chiudere a pugno e se necessario difendersi e difendere. Per anni ha allenato in Serie A, da quando è arrivata la chiamata del Palermo e dell' allora presidente Zamparini ("lì la mia carriera è finita. Ho sbagliato e perso i giusti stimoli").

antonio conte

È cresciuto tra bar, osterie, malavitosi, cozze raccolte all' alba e vendute ai ristoranti, fughe d' amore in Brasile e amici sempre più grandi di lui. Sa quali sono le regole della sopravvivenza, e come spiega spesso Daniele Adani, "è per molti un maestro di vita".

 

Oggi allena gratis la Carrarese in Serie C "solo perché avevo bisogno di ritrovare il gusto originario". Maestro di vita. Le definizioni non mi piacciono, comunque con Daniele abbiamo un rapporto bellissimo, una volta l' ho portato in montagna alle cinque del mattino. E da lì è cambiato il suo modo di vedere il calcio. Perché? Era squalificato, così gli ho mostrato un' alba differente. Differenti prospettive. È importante ribaltare i punti di vista e magari affidarsi alle sensazioni, che ogni tanto diventano intuizioni. Come per Antonio Conte.

 

silvio baldini

Cioè? La prima volta che l' ho visto a Coverciano ho pensato: "Lui diventerà un grande allenatore". E non so il perché. Poi siete diventati amici. Diverse volte è venuto a pranzo, poi un giorno l' ho chiamato: "Devi imitare Guardiola": lui si è presentato dal presidente del Barcellona e ha chiesto la panchina blaugrana; "Tu devi andare da Agnelli e proporti per la Juve". L' ha ascoltata. Uscito dall' incontro con la dirigenza bianconera mi ha immediatamente chiamato: "Sono l' allenatore". Altra predizione? Torneo di Viareggio, vedo giocare un giovanissimo Ciro Immobile, poco dopo incrocio il padre e lo tranquillizzo: "Suo figlio arriverà in Nazionale". Adani è testimone. Come sono i ragazzi della C? Eccezionali, ovviamente sognano la Serie A, ma sono circondati da procuratori e genitori scemi.

allegri

 

Questo un po' in tutte le categorie.Un giorno mi chiamano a Coverciano (è il Centro Tecnico Federale) per i corsi di aggiornamento e parlare del 4-2-3-1, rispondo: "Se vengo, l' argomento lo decido io".Ovvio. Così li ho edotti della storia di Mario, il pastore.

 

Qual è?

Per sei anni sono stato fermo, non allenavo, per questo partivo il primo novembre per la Sicilia, restavo quindici giorni lì, poi tornavo a casa una settimana, e altri quindici giorni sull' isola. Giù e su fino a febbraio.

 

Per cosa?

Vivevo sui monti insieme ai miei cani ed è lì che ho conosciuto Mario: la sera mangiavamo insieme, chiacchieravamo, dormivamo in una baita, non avevamo i sevizi igienici, ed era normale affrontare i temi centrali della vita. La sua, di vita, per me è una stella polare dell' esistenza.

 

silvio baldini

Come mai?

Ultimo di sette figli, nessun lusso, solo praticità; per lui, da bambino, il giorno più bello dell' anno era la Fiera perché portavano gli animali da comprare o barattare.

Insomma, Mario Un gruppo di Rom possedeva un cavallo bellissimo, chi riusciva a cavalcarlo, dietro una scommessa di 5 mila lire, lo vinceva. Impossibile. Mario guarda l' animale e gli sussurra: "Sarai mio". A quanto narra lui l' animale lo guarda con occhio diffidente ma curioso.

ciro jessica immobile

 

Catarsi.

Uno che non ha studiato, analfabeta, riesce a cogliere lati profondi della vita. Questo mi colpisce. Mario ha passione, parla con l' anima, e non serve cultura per suonare certe corde (Ci pensa) Cassano e Maradona non sono delle cime, eppure sono Cassano e Maradona: vivono d' istinto. A Cassano l' istinto è costato caro.Se si fosse allenato sarebbe arrivato al livello di Messi o Ronaldo.

 

Alla fine, il cavallo?

Mario chiede i soldi al padre che gli risponde: "Non ho 5 mila lire e non sei pronto"; oggi è impossibile trovare un genitore capace di capire qual è il momento: al campo arrivano frotte di parenti pronti a lanciare pargoli senza paracadute.

 

Presunti assegni circolari.

Mi chiamano in continuazione per far giocare chiunque, tutti chiedono favori. Il padre di Mario no. Il padre di Mario lo sprona a mettere da parte i soldi. Così passano gli anni, arriva il giorno della Fiera, e lui è pronto per la sfida, è il suo momento, è cresciuto, maturato e consapevole.

 

Ciò che manca al calcio.

cassano

Esatto. Ma al momento di affrontare il cavallo, si piscia sotto. Il padre gli molla un ceffone: "Sii uomo". "Va bene". Sale. L' animale prova a buttarlo a terra, corre, scalcia, lui non molla e lo doma.

 

Alla fine i Rom non accettano la sconfitta, il padre estrae il coltello: "Ora è di mio figlio".

Dopo 8 anni, un giorno muore il padre e un' ora dopo pure il cavallo. Mario ha pianto per l' animale.

Non per il padre.

È normale, è il ciclo della vita.Poco tempo fa ho perso il mio, aveva 87 anni, non c' è da disperarsi, tocca a tutti.

 

Cos' è il dolore?

Il tradimento dal punto di vista umano.

Hanno scritto che vuol diventare pastore.

Quando smetto desidero immergermi nella natura, senza rotture di coglioni, altrimenti mi tocca finire in galera.

 

Che c'entra la galera?

Qui intorno è pieno di scemi, hanno rubato a tutti, se ci provano sono cazzi, mica mollo facile.

Non ci sono dubbi.

In questa casa non c' è nulla da rubare, non ci sono gioielli, ma ho sempre il frigo pieno.

 

SILVIO BALDINI 1

Per quanto intende allenare?

Fino a quando mi diverto.

Lei da ragazzo.

Sono cresciuto con i miei nonni, uno in particolare, fascista, mi portava al bar a giocare a carte.

 

Con gli altri ragazzi?

Sono sempre stato con i più grandi, i miei nonni possedevano un' osteria: lì si cimentavano con la morra, un gioco che al di fuori sembra cretino, al contrario è necessaria l' astuzia per anticipare il movimento dell' avversario.

 

Imparato da suo nonno?

Non si insegna. Chi sa non lo tramanda.

 

Alcool?

Astemio. Solo una volta mi sono ubriacato, ma per provare e capire: sono stato talmente male da lasciar perdere. Per sempre. Neanche fumo.

Anomalia.

Nel calcio invece girano le canne.

ZAMPARINI

 

Tante?

La domenica sera capita.

 

Ha cambiato molte squadre Non le ho contate. Le dispiace non essersi fermato per periodi lunghi?

È impossibile con i direttori sportivi di oggi: devono difendere il loro orto e ti scaricano alla prima difficoltà.

Ha provato con la televisione.

Andavo perché cercavo un modo di esternare, ma anche quel mondo è pieno di gelosie e invidie. Mi scappava da ridere.

Passa per comunista.

Mai stato. Anarchico sì.

 

Allora, come mai?

Forse perché sono cresciuto con molti amici di Lotta Continua, ma non sono mai andato a sentire un comizio di Adriano Sofri; mio nonno ripeteva: "Una volta erano tutti fascisti, poi all' improvviso no; noi italiani siamo un popolo di merda, sempre con il vincitore".

Ha ceduto a Zamparini.

La colpa è di mia moglie.

 

Scarica su di lei?

Un giorno torno a casa e le dico: "Ho ricevuto un' offerta incredibile: tre anni a due miliardi l' anno".

SILVIO BALDINI 1

Tantissimo.

Allora quella cifra la prendevano solo gli allenatori delle big.

 

Risposta?

Abbiamo tre figli e niente alle spalle.

 

Era vero?

A quel tempo eravamo sempre sotto in banca: quando ho iniziato ad allenare il Chievo avevo un rosso di 28 milioni.

 

Quindi?

Ho accettato e da quel giorno ho smesso di essere un allenatore. Consapevole di ciò.

Consapevole.

Ho iniziato a controllare la Borsa o guardare il prezzo degli immobili; ho mollato la mia passione e ho raschiato il barile. Per questa ragione adesso alleno gratis.

 

Ha sbagliato, quindi.

Era più giusto finire in squadre come il Genoa, la Sampdoria o la Fiorentina, guadagnare meno, ma costruire. Invece ho perso.

DE PEDIS

Basta saperlo.

Oggi vivo con una pensione da 2.400 euro al mese e gestisce tutto mia moglie. Ribadisco: il frigo è sempre pieno, il superfluo non mi interessa (mostra l' orologio) : questo l' ho pagato 200 euro, lo indosso da anni.

Torniamo a lei da ragazzo.

A vent' anni sono partito per il Brasile e senza dire nulla ai miei.

 

Perché lì?

Ero innamorato di una brasiliana.

 

Conosciuta dove?

Al night. A quel tempo frequentavo i luoghi più equivoci della zona, molti miei amici di allora sono morti.

 

Morti di cosa?

Vivevano di espedienti, non temevano nulla, sfrontati, esagerati. Anche armati.

 

Proprio amici suoi?

Uno di loro è stato coinvolto nella vicende della Banda della Magliana.

Chi?

Dante Del Santo detto "Il Cinghiale", lo conoscevo bene (è stato accusato di essere uno dei killer di Renatino De Pedis, ucciso a Roma nel 1990); chi ha rovinato questa generazione è la cocaina.

 

Lei presente ma esterno.

SILVIO BALDINI 1

Mi ha salvato diventare allenatore: quando avevo trent' anni già guidavo una formazione di C e senza patentino. E poi la salvezza definitiva l' ho raggiunta grazie all' incontro con mia moglie: mi ha conquistato con il silenzio; se mi incazzo non dice nulla, si mette a piangere.

 

Altro che night.

La brasiliana era una spogliarellista, mi innamoro e la salvo, altrimenti la obbligavano a prostituirsi.

Astemio pure al night.

Gino, taglialegna anarchico, da ragazzo mi ha spiegato: "Se hai soldi non prendere mai la sbornia, altrimenti te li portano via; le sbornie vanno bene quando hai i debiti e dici all' oste: 'Un giorno pago'".

 

La sua giornata in Brasile.

Andavo al mare, in giro, poi magari allo stadio: nel 1980 ho visto la Nazionale brasiliana al Maracanà: 160 mila spettatori.

adani

Già appassionato di calcio.

Tornato dal Brasile ho iniziato la carriera da allenatore.

Lei è un sopravvissuto.

Eccome. Un giorno mi hanno arrestato per bracconaggio.

 

A quanti anni?

Sempre 20 o 21. Gino mi rimproverò: "Te l' avevo detto di non andare con gli ubriachi".

La colpa era di chi stava con lei.

Da solo non mi avrebbero mai pizzicato. Sono cresciuto in mezzo alla natura, vedo e sento tutto (indica due merli non lontano da noi, e inizia a spiegare qual è il maschio, la femmina, e perché uno è più paffuto dell' altro).

 

Nella lite televisiva tra Adani e Allegri, con chi stava?

Adani, ovvio. Sempre con lui.E comunque Allegri lo conosco bene e da anni.

 

Di lui cosa ne pensa?

Ha una capacità straordinaria nel capire chi ha di fronte e in poco tempo.

Bella dote. Ha un' intelligenza da strada, la stessa velocità di giudizio dei banditi che ho conosciuto da ragazzo.

Lei e i soldi

Dopo aver firmato il contratto con Zamparini me ne hanno chiesti tanti, una processione, e ho cercato di aiutare tutti, pure chi mi stava sulle palle, per questo a un certo punto ho pregato mia moglie di seguire tutti i conti.

 

Riconoscenza?

Raramente.

adani

Domani inizia la nuova stagione con la Cararrese.

Siamo in piena campagna acquisti. Mi aiuta mio figlio grande.

 

È bravo?

Un genitore non deve dare un giudizio di merito; posso rispondere: mi serve (si incupisce) Ho paura di avergli trasmesso dei valori difficili da gestire, lui uno come Gino il taglialegna non lo ha conosciuto, ma solo un babbo allenatore.

 

La segue nelle partite?

Sempre, e se a volte resto calmo è perché so che c' è lui (ora sorride) Ci abbracciamo solo quando vinciamo.

Solo?

Non ho cresciuto i miei figli a bacini, queste storie non le sopporto. Quindi la partita è la nostra scusa per un contatto fisico (interviene la moglie: "È come un fiammifero, così si accende, così si spegne. Ed è generoso: se esce e vede qualcuno da solo, lo porta a casa anche se non lo conosce").

 

Gioca a carte?

No, perché per vincere è necessario imbrogliare. Mio nonno imbrogliava.

 

Ma tra i 21 anni e la carriera d' allenatore, come impegnava le giornate?

D' estate ero un bagnino.

 

Ha mai salvato qualcuno?

Più di uno; riuscivo a stare in apnea tre minuti e mezzo.

 

Fenomeno.

Per mantenerci mi svegliavo alle quattro del mattino, indossavo la muta, pescavo branzini e 70-80 chili di cozze; mia moglie tornava a prendermi alle 8, con la colazione, quindi mangiavo, portavamo a casa i molluschi, lei li puliva e la sera li vendevo ai ristoranti. Guadagnavo 80 mila lire al giorno.

Non male.

SILVIO BALDINI 1

E poi affittavo gli ombrelloni alla spiaggia pubblica, mille lire al giorno. Alla fine della stagione racimolavo 10 milioni che mi servivano per l' inverno.

Altro che Zamparini.

Avevo addosso una cattiveria unica. Una cattiveria sana.Mai stato con i più forti. Io sono un anarchico.

 

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