guardiola ancelotti

NON PRENDETE IMPEGNI: STASERA C’E’ REAL-CITY (SU PRIME). LA SPERANZA DI ANCELOTTI NON E’ SOLO AFFIDATA A BENZEMA E AL SUO LEGGENDARIO CUL…ATELLO MA ANCHE AGLI ATTACCHI DI "FENOMENITE" DI GUARDIOLA – CONDO’ LA DEFINISCE "L’OSSESSIONE DI PENSARE TROPPO". IN REALTA’ E’ L’ATTUTUDINE NARCISISTA DI PEP CHE NON SI ACCONTENTA DI VINCERE MA VUOLE FARLO LASCIANDO TUTTI A BOCCA APERTA – I PRECEDENTI NELLA FINALE DI CHAMPIONS DELLO SCORSO ANNO E NELLA SEMIFINALE DEL 2014 CON IL BAYERN CONTRO IL REAL DI ANCELOTTI DANNO SPERANZA A CARLETTO…

Paolo Condò per “la Repubblica”

 

ancelotti guardiola

La critica (fondata) che il più delle volte viene rivolta a Pep Guardiola è quella dell'overthinking: pensare troppo a una mossa tattica capace di sorprendere l'avversario, allontanandosi così dalla meravigliosa efficacia delle sue formazioni consolidate.

 

Naturalmente questo è un modo semplicistico e perfino banale di introdurre il tema, perché l'effetto dell'overthinking viene definito dal risultato: in apparenza non ci fu invenzione più estrema e balzana dello spostare Messi in posizione di falso 9, ma a distanza di tanti anni resta quella la mossa più famosa (e felice) della carriera in panchina di Pep.

sacchi guardiola ancelotti

 

E però l'inserimento di un attaccante (Sterling) per un centrocampista di contenimento (Rodri) nella formazione della finale di Champions dell'anno scorso, dopo che per tutta la stagione l'assetto del Manchester City non aveva previsto la punta, fu un errore che costò la partita: come nessuno, l'anno prima, comprese l'esigenza di rivoluzionare la difesa schierandola a tre contro il Lione, e riscuotendo una cocente sconfitta.

 

sacchi guardiola ancelotti

La vox populi sostiene che Guardiola in queste circostanze faccia un po' il fenomeno - non si accontenta di vincere, vuole farlo lasciando tutti a bocca aperta - e un quid di narcisismo sicuramente esiste. Ma scendendo in profondità nella figura che più ha segnato il calcio moderno, si scoprono altre pulsioni e anche altre nevrosi, e per raccontarle non c'è occasione migliore della semifinale di ritorno di Champions contro Carlo Ancelotti, stasera al Bernabeu. Perché esiste un precedente che Guardiola considera la notte peggiore della sua carriera, e che in un certo senso è la genesi dell'overthinking.

 

sacchi guardiola ancelotti

Siamo nella primavera del 2014, alla fine della prima stagione di Pep al Bayern. La Bundesliga è vinta da tempo (il vantaggio sul Borussia Dortmund di Klopp è arrivato a toccare i 25 punti) e il sorteggio di Champions, dopo due turni impegnativi contro Arsenal e Manchester United, propone in semifinale il Real Madrid di Ancelotti. L'andata al Bernabeu del 23 aprile porta una sconfitta di misura: 1-0 siglato Benzema - pensa te - malgrado una sostanziale superiorità del Bayern.

 

guardiola ancelotti

Come racconta il suo biografo Marti Perarnau in quel bel libro che è Herr Pep, la cena dopo la partita, in una sala privata dell'hotel Intercontinental, è un momento chiave dell'esperienza bavarese di Guardiola, che chiarisce una volta di più al presidente Rummenigge e al direttore sportivo Sammer quanto il suo modello di gioco posizionale sia distante dalla tradizione verticale del calcio tedesco, e una volta di più ne riceve il convinto sostegno.

 

Poi, dalle 2 del mattino fin quasi alle 4, Pep si isola con i suoi vice Torrent e Planchart per discutere del match di ritorno, ragionando su un 3-5-2 che convince tutti per la possibilità di riempire il centro del campo, condizione sempre necessaria alle squadre di Guardiola per dominare la scena.

 

sacchi guardiola ancelotti

Quando se ne va per un breve sonno, Pep si rivolge con decisione a Torrent implorandolo di impedirgli di cambiare idea qualsiasi cosa accada nei giorni seguenti. Nel dodicesimo libro dell'Odissea, Ulisse ordina ai suoi marinai di legarlo all'albero della nave per impedirgli di cedere al canto ammaliatore ma ingannevole delle sirene. Guardiola in pratica chiede a Torrent la stessa premura, consapevole che nelle ore successive l'inesauribile calcolo di tutte le possibili varianti - il vizio che gli viene dalla passione per gli scacchi - lo porterà ad arzigogolare nuove soluzioni.

 

GUARDIOLA ANCELOTTI

Difatti il giorno dopo, sull'aereo, comunica ai suoi vice di essere già slittato verso il 4-2-3-1; e alla vigilia, convinto dall'esuberanza della squadra vogliosa di rimonta, decreta la seconda esperienza stagionale con il 4-2-4 dopo il rovinoso debutto in Supercoppa col Dortmund, ancora a luglio. È una rovina anche la semifinale di ritorno all'Allianz Arena: 4-0 per il Real, con doppietta apriscatole di testa di Sergio Ramos e doppietta di Cristiano Ronaldo. In totale inferiorità al centro del campo, Guardiola alza quella che ancora oggi ritiene la bandiera bianca più umiliante.

 

Ancelotti raccoglie i frutti della sua saggezza opposta all'evidente overthinking del rivale, e accede alla finale che vincerà a Lisbona. In tutto questo, nemmeno Perarnau ci dice se Domenec Torrent abbia provato in qualche modo a frenare la furia tattica di Pep, come da sua richiesta, o se ne sia stato travolto fino al silenzio, com' è verosimile. Se la guardia del corpo è un mestiere che implica responsabilità, la guardia di certe menti dev' essere un lavoro tremendo.

guardiola ancelotti

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