STEFANIA CONSTANTINI E AMOS MOSANER, AMICI MAI – LA 26ENNE BRONZO NEL CURLING MISTO PARLA DEL FUTURO CON IL SUO COLLEGA CON CUI I RAPPORTI SONO PURAMENTI PROFESSIONALI: “IL FUTURO CON MOSANER? VEDREMO A FINE GIOCHI, LA NOSTRA COPPIA È FRUTTO DI UNA SELEZIONE TECNICA" - "LE IRONIE CON PENTOLE E SPAZZOLONI? NON MI HANNO MAI INFASTIDITO, UN PO' DI DIVERTIMENTO NON GUASTA. L'IRONIA FA BENE AL NOSTRO SPORT” – E SUL CASO DI ANGELA ROMEI, ESCLUSA DALLA NAZIONALE PER FAR POSTO ALLA FIGLIA DEL DIRETTORE TECNICO: "L'AVREI VOLUTA CON ME, MA..."
Paolo Brusorio per “la Stampa” - Estratti
Vincere una medaglia in casa è emozione pura. Vincere una medaglia a casa è Stefania Constantini, bronzo olimpico nel palazzo del ghiaccio dove a 14 anni realizza che il curling è il suo mondo. Dodici anni e un oro dopo, l'azzurra si sveglia con un'altra medaglia da collezione. Tenera è la notte.
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Che cosa significa?
«Che il bronzo vinto con Amos sta già sfumando nel ricordo e davanti a me c'è la concentrazione per la prossima gara olimpica».
Attitudine dei campioni?
«Ho sempre ragionato così».
"Dobbiamo tornare a fare quello che sappiamo": ve lo siete detti con Amos dopo la sconfitta con gli Usa in semifinale. C'era un deficit psicologico da recuperare per poter vincere il bronzo?
«Anche. Ci siamo ricordati delle nostre capacità tecniche e di rimettere al centro la fiducia reciproca e in noi stessi. Anche la Gran Bretagna era in crisi, sapevamo che la squadra con il miglior lavoro di recupero mentale avrebbe vinto il bronzo».
Spieghi, che cosa ha il curling di mentale?
«Insegna a conoscere sé stessi».
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amos mosaner stefania constantini
Com'è il mondo di Stefania Constantini lontano dal ghiaccio?
«Con l'oro olimpico del 2022 la vita è cambiata, il curling ha riempito le mie giornate in modo totalizzante. E mi ha portato molto lontana da qui. Non ho fatto alcuna rinuncia sia chiaro, ma ora vorrei tornare a vivere un po' la casa».
Ha scelto il curling a 8 anni: perché?
«Facevo nuoto e tennis, tutte discipline individuali. Il curling è stata la prima da poter condividere con le amiche, non l'ho più lasciato».
Quando è entrata nel palaghiaccio ha rivisto la Stefania ragazzina?
«La prima volta ho guardato lo stadio con occhi meravigliati, ho iniziato ad allenarmi lì nel 2014. Ero giovanissima. Noi del curling e a fianco la squadra di hockey dove giocava il mio ragazzo».
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Inutile girarci intorno, il suo sguardo sullo stone ha bucato lo schermo e trovato il volano social: pronta alla popolarità?
Ride. «Sono contenta del lavoro fatto con Amos, mi rende orgogliosa sapere che il nostro sport è stato apprezzato. Il curling ha tantissimo da offrire: spero che tutti quelli che ci hanno visto, e so che sono stati tanti, abbiano capito ed apprezzato».
Finite le ironie con pentole e spazzoloni?
«Non mi hanno mai infastidito, un po' di divertimento non guasta. Sono così poche le occasioni per spiegare le regole che ci sta l'ironia».
Ma Amos l'ha scelto o è stata scelta?
«La nostra coppia è frutto di una selezione tecnica».
Siete a fine corsa?
«Ne riparliamo quando imposteremo il prossimo quadriennio olimpico».
Ampezzana di nascita e famiglia e, si capisce, anche cittadina del mondo: come concilia le due facce?
«Benissimo. Ho avuto la fortuna di crescere in un piccolo grande ambiente che mi ha sempre supportato. E, grazie al curling, di vivere una dimensione internazionale».
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E che cosa ha imparato?
«A gestire le situazioni. Faccio tesoro dei loro comportamenti, sono esperienze che mi arricchiscono e che mi permettono di affrontare in anticipo certe situazioni, Non solo problematiche».
Ha un luogo del cuore?
«Sì, quello dove sta il mio ragazzo».
Ha dedicato il bronzo ad Angela Romei, esclusa dalla Nazionale per far posto alla figlia del direttore tecnico. Prima dei Giochi non ha mai detto nulla, ma che idea si è fatta del caso?
«Angela ha commentato tutte le mie partite in tv, l'avrei voluta con me nelle sfide dei prossimi giorni, ma sono sicura che alla fine dei Giochi ci ritroveremo. Scusi, adesso però ho la fisioterapia e devo salutarla».
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STEFANIA CONSTANTINI E IL FIDANZATO
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