lazio 3

IL VOLO DELLA LAZIO (E DI INZAGHI) – LUCAS LEIVA E DE VRIJ PORTANO I BIANCOCELESTI AI QUARTI DI EUROPA LEAGUE – LA SFRENATA GIOIA DI INZAGHI CHE SCIVOLA MENTRE ESULTA (VIDEO) -  "POSSIAMO ARRIVARE IN FONDO" - MILAN ELIMINATO DALL’ARSENAL: RIGORE SCANDALOSO FISCHIATO AI GUNNERS CHE POI DILAGANO - PAPERA DI DONNARUMMA - GUARDA IL TUFFO DI WELBECK – VIDEO

 

 

 

 

 

Patrizio Cacciari per www.corrieredellosport.it

lazio 3

 

Che la Lazio fosse superiore alla Dinamo Kiev Simone Inzaghi lo aveva fatto intendere anche nella conferenza stampa prepartita. Ma chi aveva visto la gara d'andata sapeva benissimo quanto fosse bugiardo il 2-2 dell'Olimpico. Per certi versi anche lo 0-2 di questa sera va stretto alla Lazio, superiore agli ucraini sia tecnicamente che tatticamente per tutti i 90 minuti. Poco precisi i biancocelesti che hanno sprecato tantissime occasioni e che, pur non soffrendo praticamente mai, sono riusciti a chiudere il match solo a pochi minuti dalla fine grazie alla zampata di De Vrij dopo l'iniziale vantaggio di Lucas Leiva, al secondo gol in questa competizione. Lazio meritatamente ai quarti di finale di Europa League. Venerdì dall'urna di Nyon uscirà il nome del prossimo avversario, di caratura superiore a Steaua e Dinamo. Ora si comincia a fare sul serio. 

 

 

leiva

VANTAGGIO - Solito 4-2-3-1 per la Dinamo che parte dal primo minuto con Junior Moraes, autore del gol del pareggio nella partita d'andata. Inzaghi, privo di Milinkovic-Savic rimasto a Roma per un affaticamento, si affida alla coppia Felipe-Anderson-Immobile. Parte molto bene la Lazio, sulla corsia di sinistra il brasiliano si rivela una vera e propria spina nel fianco per la Dinamo. Al 7' Felipe Anderson, stavolta dalla destra, serve Immobile con un cross basso che viene respinto da Pivaric. Proteste della Lazio, che reclamava un fallo di mano. Al 23' il meritato vantaggio: calcio d'angolo di Luis Alberto, Lucas Leiva di testa anticipa tutti. La timida risposta dei padroni di casa è tutta in una blanda conclusione di Tsyganov che calcia sopra la traversa.

 

 Al 38' Immobile si divora il gol del raddoppio: ancora Felipe Anderson fa fuori tutti sulla sinistra, dal fondo crossa per l'attaccante che di sinistro calcia di prima intenzione ma ribatte il suo stesso tiro con l'altro piede. Poco dopo, sempre Immobile di un soffio non arriva su un'altra bella invenzione del brasiliano. A un minuto dall'intervallo clamorosa svista dell'arbitro Gil Manzano che non vede il tocco con le mani fuori dall'area del portiere Boyko in uscita disperata su Immobile lanciato a rete. 

 

simone inzaghi

QUALIFICAZIONE - Nella ripresa la Dinamo prova a farsi vedere ma dopo cinque minuti la Lazio si divora un'altra azione clamorosa: Patric tutto solo a pochi metri dalla porta riesce incredibilmente a calciare alto. Minuto 57, punizione perfetta di Luis Alberto e palla fuori di un soffio. Dinamo senza idee e mai pericolosa, Lazio padrona del campo ma imprecisa negli ultimi 16 metri. Al 70' Inzaghi cambia gli esterni: dentro Lukaku e Marusic, fuori Lulic e Patric. Brivido per la Lazio al 72': sinistro dal limite di Tsyganov alto di poco. Poco dopo tocca a Gonzalez provarci dalla distanza, ma ancora una volta il pallone finisce fuori dallo specchio.

 

All'83' la zampata decisiva di De Vrij, sul filo del fuorigioco, e palla in rete. Inzaghi esulta, cade, si rialza e sorride a bordo campo. Due a zero e qualificazione portata a casa. Smettono di crederci anche i 70 mila dello Stadio Olimpico di Kiev, i giocatori in campo non avevano mai iniziato, davanti a un avversario nettamente superiore che ha meritato il passaggio del turno.

 

ARSENAL -MILAN 3-1

 

Marco Fallisi per gazzetta.it
 

arsenal milan 3-1

Gli eurodolori del giovane Milan prendono forma nel modo più strano: per un'ora e più i rossoneri lottano, giocano alla pari con l'Arsenal e annusano la possibilità di fare l'impresa, poi crollano e salutano l'Europa League. Avanza la banda Wenger. All'Emirates di Londra i Gunners vincono ancora, con un 3-1 che si somma al 2-0 di San Siro, e staccano il biglietto per i quarti di finale di Europa League (sorteggio domani alle 13).
 
 Lo scarto è lo stesso, il passivo del Milan persino più pesante, ma tra la gara di andata e quella del ritorno c'è una bella differenza. E la differenza, stavolta, l'hanno fatta soprattutto i jolly: il Diavolo ha pescato per primo con il missile di Calhanoglu a sbloccare dopo 35', poi l'Arsenal si è rifatto. Ha preso dal mazzo la carta che non ti aspetti con un rigore trasformato da Welbeck ma inventato dal signor Stefan Johannesson, addizionale dell'arbitro Eriksson (in Europa niente Var), e ha spento le speranze rossonere pescando il secondo jolly al 26' della ripresa: un pasticcio di Donnarumma su tiro di Xhaka. Il tris di Welbeck, nel finale, arriva quando i gattusiani hanno già alzato bandiera bianca. Passa la squadra tecnicamente superiore, esce quella più impreparata quanto ad esperienza internazionale.

gattuso

 
 Le buone notizie, per Gattuso, arrivano dall'atteggiamento del suo Milan. Per 70 minuti il 4-4-2 allestito per provare a sfondare con le due punte ha creato difficoltà all'Arsenal (che ha perso quasi subito Koscielny per infortunio, dentro Chambers a fare il centrale). I rossoneri hanno faticato a trovare spazi nei primi venti minuti - anche se André Silva ha sfiorato il gol dopo 40 secondi - poi hanno alzato i ritmi e cercato con insistenza Cutrone e il portoghese in verticale, tenuti in piedi anche da un ottimo Donnarumma, formato paratutto fino all'erroraccio sul 2-1 di Xhaka nel secondo tempo. Rino si gode la buona prestazione di Calhanoglu, deludente all'andata e ispirato a Londra: il suo bellissimo destro dai 30 metri aveva dato slancio ai compagni, il rigore inesistente assegnato poco dopo da arbitro e collaboratore ha rimesso subito in gara i padroni di casa.
 
Anche stavolta, i Gunners hanno fatto valere le grandi capacità di palleggio, ma hanno rischiato di passare ancora in svantaggio (dal sinistro di Suso e da Cutrone, in acrobazia, le occasioni migliori del Milan) prima di indirizzare la gara sui binari giusti: "merito" di un Diavolo che ha ritrovato la personalità degli ultimi mesi. L'Europa è andata, ma con questo piglio ci sarà tempo di rifarsi molto presto, a partire dalla prossima stagione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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