STALLO ALLA TRIENNALE: NON SI SCIOGLIE IL REBUS PER IL SUCCESSORE DI STEFANO BOERI ALLA PRESIDENZA - IL MINISTRO GIULI INSISTE SU ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FONDATRICE DEL TEATRO FRANCO PARENTI, IL CUI NOME ERA STATO FATTO DURANTE UNA CENA A CASA DI IGNAZIO LA RUSSA COME POSSIBILE VICESINDACA NEL CASO IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA FOSSE MAURIZIO LUPI - LE PERPLESSITA' DI SALA (CHE HA DIRITTO DI VETO E PREFERISCE UN PROFILO CON COMPETENZE SPECIFICHE NEL SETTORE COME CARLO RATTI CHE PERO’ ROMA NON VUOLE) - ENTRO IL 9 MARZO I QUATTRO SOCI FONDATORI DELLA TRIENNALE (COMUNE, MINISTERO, REGIONE E CAMERA DI COMMERCIO) DOVRANNO ESPRIMERE I...
Chiara Evangelista per corriere.it - Estratti
Trattativa in stallo. Nessuno muove i pezzi sulla scacchiera. Si attende, si prende tempo. Perché se il ministro della Cultura Alessandro Giuli nutre la convinzione che la regista Andrée Ruth Shammah sia il nome giusto per la presidenza della Triennale, dall’altra il sindaco Beppe Sala ritiene che serva un profilo differente. Pertanto, si prende tempo. Passando, magari, per una soluzione intermedia.
Incrociando le agende, per ora né il sindaco Sala né il ministro Giuli prevedono di incontrarsi a breve. Tutto resta congelato, nonostante la scadenza di lunedì sia ormai alle porte. I quattro soci fondatori della Triennale — Comune, Ministero, Regione e Camera di Commercio — dovranno esprimere entro quel giorno i relativi rappresentanti per il consiglio di amministrazione di viale Alemagna. Inizialmente il termine del bando era previsto per il 25 febbraio. Poi è slittato al 9 marzo, e qualcuno non esclude che si possa continuare a rinviare oltre. Il ministero deve indicare tre nomi, il Comune due.
Al momento le ipotesi sono tante, ogni passo deve essere calibrato perché il vero nodo da sciogliere è la presidenza. Il ministro Giuli nelle scorse settimane ha fatto il primo passo, mettendo sul tavolo il nome di Shammah, direttrice artistica del Teatro Franco Parenti, volto storico e noto della cultura milanese.
La regista però al momento preferirebbe chiamarsi fuori dai giochi: il suo mondo è il teatro e tra gli impegni in agenda c’è da delineare il futuro del Parenti. Per il titolare della Cultura però il suo nome resta quello in cima alla lista del ministero per la presidenza di viale Alemagna. A tal punto da non volerne mettere altri sul tavolo al momento. Soprattutto per evitare le dinamiche che si sono verificate nelle scorse settimane.
Il sindaco Sala ha espresso alcune perplessità sul nome di Shammah. Niente di personale. Però per il numero uno della giunta servirebbe un profilo diverso, maggiormente legato all’architettura e al design.
Non gli dispiacerebbe, ad esempio, il docente del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, Carlo Ratti, ma su di lui non ci sarebbe una convergenza da Roma. E allora si resta in fase di stallo. E si prende tempo, in attesa di trovare una quadra. In aiuto accorre lo statuto della Triennale: il presidente viene scelto dal consiglio d’amministrazione su indicazione del ministro della Cultura, mentre il sindaco ha la facoltà di dare o meno il via libera. Una sorta di potere di veto.
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