keir starmer

STARMER BARCOLLA MA NON MOLLA – DOPO IL DISASTRO DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE, IL PREMIER BRITANNICO PERDE PEZZI (LASCIANO QUATTRO SOTTOSEGRETARI) MA NON INTENDE DIMETTERSI: “SFIDATEMI SE VOLETE CACCIARMI” – PER FARLO FUORI SERVONO ALMENO 81 FIRME DI DEPUTATI LABURISTI A SOSTEGNO DI UNA CANDIDATURA ALTERNATIVA, DOPO DI CHE SI ANDREBBE AL VOTO FRA TUTTI GLI ISCRITTI – TUTTI GLI OCCHI SONO PUNTATI SUL MINISTRO DELLA SANITÀ, WES STREETING, VICINO A BLAIR, CHE SCALPITA – IN CAMPO ANCHE L’EX VICEPREMIER ANGELA RAYNER DETTA “LA ROSSA” E IL SINDACO DI MANCHESTER, ANDY BURNHAM – A TENERE IN SELLA STARMER PER ORA È PROPRIO LA DIVISIONE TRA I SUOI AVVERSARI: COME IN UN “HOUSE OF CARDS”, SONO IMPEGNATI A PUGNALARSI A VICENDA...

STARMER PERDE PEZZI, MA RESISTE: «SFIDATEMI SE VOLETE CACCIARMI»

Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

 

keir starmer

DAL NOLondra Venite a prendermi, se ne siete capaci: è questo, in sostanza, il guanto di sfida lanciato dal primo ministro britannico, Keir Starmer, ai suoi critici e a quanti aspirano a defenestrarlo.

 

In una riunione del governo che si è svolta ieri mattina a Downing Street, Starmer ha ricordato che «il partito laburista ha una procedura per sfidare il leader e questa non è stata lanciata. Il Paese si aspetta che noi continuiamo a governare a governare: e questo è ciò che sto facendo».

 

[...] da buon avvocato qual è, Starmer si appella alla procedura, che richiede almeno 81 firme di deputati laburisti a sostegno di una candidatura alternativa, dopo di che si andrebbe al voto fra tutti gli iscritti. Ma soprattutto conta sulle divisioni fra i suoi avversari [...] 

 

wes streeting

È anche vero, però, che l’autorità del premier sta scemando di ora in ora: ieri quattro sottosegretari si sono dimessi in rapida successione, mentre la sera prima era stato il turno di una cascata di assistenti ministeriali. Tuttavia ancora nessun ministro ha rotto i ranghi [...]

 

La situazione è però in evoluzione di ora in ora e bisogna vedere cosa farà Wes Streeting, il ministro della Sanità che ambisce a scalzare Starmer: lancerà ufficialmente la sfida? Quello che si è visto ieri mattina, alla fine della riunione del governo, è stato uno spettacolo senza precedenti, con i ministri più vicini a Starmer che uscivano a uno a uno dal portone di Downing Street e si avvicinavano spontaneamente ai giornalisti per comunicare il loro sostegno al premier. [...]

 

I POSSIBILI SUCCESSORI DI STARMER 

Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per www.repubblica.it

 

keir starmer

Nella corsa alla successione a Keir Starmer, il primo ministro ha un vantaggio: ognuno degli aspiranti alla sua poltrona è ostacolato da problemi che ne complicano i piani. Se e quando il premier sarà costretto a dimettersi, un candidato a rimpiazzarlo alla guida del Labour e del governo emergerà comunque, ma la mancanza di un sostituto immediato e sicuro contribuisce per ora a mantenere sir Keir a Downing Street.

 

Nessuno dei potenziali successori si è ancora apertamente dichiarato: anche perché, come in una “House of cards” della realtà, sono impegnati a pugnalarsi a vicenda per cercare di estromettere i rivali.

 

Wes Streeting

wes streeting

L’attuale ministro della Sanità Wes Streeting ha 43 anni, è deputato da un decennio, è gay (vive a Londra con il suo partner, un consulente di pubbliche comunicazioni), è sopravvissuto a un cancro ai reni.

 

Come capacità comunicativa e carisma, è decisamente superiore a Starmer e probabilmente anche agli altri aspiranti a Downing Street. Come responsabile della sanità pubblica, tuttavia, dopo un iniziale accordo con i sindacati non è riuscito a evitare una serie di scioperi di medici e infermieri che hanno creato forte disagio.

 

Ma il suo handicap principale è un altro: viene identificato con la corrente blairiana del Labour. È vero che Blair rimane l’unico laburista eletto tre volte primo ministro, ma la sua immagine è rimasta sporcata dalla guerra in Iraq e, più recentemente, dalla collaborazione con Donald Trump [...]

 

Come non bastasse, il patrono politico di Streeting è Peter Mandelson, l’ex guru del blairismo, licenziato da Starmer dal posto di ambasciatore a Washington e poi brevemente arrestato per i suoi legami con lo scandalo Epstein e vari conflitti di interesse. [...]

 

Ed Miliband

ed miliband

Deputato da due decenni, ministro dell’Ambiente nel governo di Gordon Brown dal 2008 al 20120, lo stesso incarico che ricopre nel governo odierno, il 57enne Ed Miliband è il potenziale candidato con più esperienza fra coloro che aspirano a rimpiazzare Starmer. È stato leader del Labour per cinque anni, dal 2010 al 2015.

 

Ma proprio questo è il suo handicap. Come capo dell’opposizione, Miliband non brillò e perse le elezioni del 2015, battuto nettamente dal premier conservatore in carica, David Cameron: puntare per il futuro su un leader già sconfitto nel passato non sembra la soluzione ideale per rilanciare il partito. [...]

 

Angela Rayner

ANGELA RAYNER

Detta “la Rossa”, per il colore dei capelli e le idee politiche, anche la 46enne Angela Rayner fa parte della “soft left” del Labour. Deputata da undici anni, è stata vicepremier, viceleader del partito laburista e ministra dell’Edilizia, posizioni da cui si è dimessa nel 2025 per avere violato un codice ministeriale: non dichiarò di avere pagato meno tasse sull’acquisto di una casa.

 

Keir Starmer Angela Rayner

Un’inchiesta del fisco deve ancora stabilire se sia stato un errore burocratico del suo avvocato o un sotterfugio. L’ombra di un’evasione fiscale è l’handicap che si porta dietro e anche per questo si ritiene che preferirebbe rinviare di qualche mese la sfida per Downing Street, in attesa di poter dimostrare la dichiarata innocenza.

 

Ma Rayner ha numerosi vantaggi dalla sua: sarebbe la prima donna premier e leader del partito per il Labour; è nata e cresciuta nei dintorni di Manchester, dunque non fa parte della cricca politica londinese; e proviene dalla classe operaia, sua mamma era analfabeta, è stata cresciuta dalla nonna, a 16 anni era una ragazza madre, è insomma socialmente e culturalmente più vicina a quelle classi deboli che stanno disertando il Labour per votare i populisti di Reform.

 

Andy Burnham

keir starmer andy burnham

Il 57enne Andy Burnham appare come il favorito per la poltrona di Starmer. Appartiene pure lui alla “soft left” del partito. Come sindaco di Manchester dal 2017, ha modernizzato e migliorato la città. Vanta un’ampia esperienza di governo, come ministro della Sanità, della Cultura e vice-ministro del Tesoro nel governo di Gordon Brown, ed è stato deputato per sedici anni.

 

Il suo problema è che non lo è più, mentre nel Regno Unito è necessario essere membri del parlamento per ricoprire l’incarico di primo ministro. Recentemente ha cercato di tornarci: voleva dimettersi da sindaco e candidarsi a un seggio della camera dei Comuni diventato vacante, ma il comitato direttivo del Labour glielo ha impedito, probabilmente dietro pressioni di Starmer, che voleva tenere lontano il suo rivale più pericoloso.

 

Ora vorrebbe riprovarci, sperando che, dopo la grave sconfitta laburista nelle elezioni amministrative della settimana scorsa, la direzione del partito gli permetta di candidarsi alla prossima occasione.

 

ed miliband

Ma per questo ha bisogno di un po’ di tempo: idealmente per lui Starmer dovrebbe fissare la data delle dimissioni a settembre. L’altro handicap di Burnham è che ha già provato due volte a diventare leader del Labour, ma è stato battuto da Miliband nel 2010 e da Corbyn nel 2015. Ce la farebbe al terzo tentativo?

 

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