giorgia meloni giovani referendum giustizia

LA STORIELLA CHE I GIOVANI NON VANNO A VOTARE, SONO APATICI E DISINTERESSATI? UNA CAZZATA: SE SI SENTONO COINVOLTI E IN GRADO DI CAMBIARE LE COSE, ALLORA CORRONO AL SEGGIO – LA VITTORIA DEL “NO” È STATA TRAINATA DALL’ALTA AFFLUENZA NELLA GENERAZIONE Z: TRA I GIOVANI DAI 18 AI 28 ANNI C’È STATO UN BOOM DEL 67% DI PARTECIPAZIONE AL VOTO, CON IL 58,5% PER IL "NO". TRA I MILLENNIAL (29 - 44 ANNI), INVECE TROVIAMO IL MASSIMO LIVELLO DI ASTENSIONISMO – PAGNONCELLI: “LA SCONFITTA DEL GOVERNO È  MOLTO NETTA. È PROBABILE CHE QUESTI RISULTATI AVRANNO UN EFFETTO SUGLI ORIENTAMENTI DI VOTO…”

IL BOOM TRA I GIOVANI, DUE SU TRE ALLE URNE SPINGONO LA CORSA DEL NO

Estratto dell’articolo di Nando Pagnoncelli per il “Corriere della Sera”

 

giorgia meloni al seggio - voto referendum sulla giustizia -

La partecipazione al voto referendario è stata davvero importante: il 58,9% di affluenza indica un’attenzione elevata da parte dell’elettorato, anche se presumibilmente non centrata sui contenuti tecnici della riforma quanto piuttosto sui suoi risvolti politici.

 

La politicizzazione della campagna referendaria è stata una scelta per certi versi obbligata, stante la complessità del tema che aveva indotto molti elettori a dichiarare l’intenzione di volersi astenere non comprendendo le implicazioni della riforma.

 

GIOVANI FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

È stata una campagna caratterizzata da toni aspri e diverse dichiarazioni fuori misura che ha prodotto la maggiore mobilitazione degli elettori del centrodestra, inizialmente meno ingaggiati, la significativa riduzione di quegli elettori dei partiti dell’opposizione che inizialmente si dicevano orientati a votare per il Sì, e la partecipazione al voto di una parte degli elettori che si erano astenuti alle Politiche del 2022 e alle Europee del 2024, in larga misura schierati per il No: oltre un terzo di chi non votò alle elezioni di due anni fa è andato alle urne.

giorgia meloni ammette la sconfitta al referendum sulla giustizia 4

 

[…] Vediamo prima di tutto come si distribuisce la partecipazione al voto.

 

[…]  Il massimo della partecipazione lo troviamo tra gli studenti e in generale tra i più giovani l’astensione tocca i livelli più bassi: la generazione Z, dai 18 ai 28 anni, ha il 67% di partecipazione al voto, con il 58,5% per il No.

 

Se invece guardiamo a chi sta tra i 29 e i 44 anni, la generazione Y, troviamo il massimo livello di astensionismo (47,5%, sempre con una prevalenza del No, al 54,8%).

 

Un fenomeno indubbiamente preoccupante: i giovani che entrano nel mondo del lavoro, che costituiscono famiglie, sono anche i più disinteressati alla partecipazione politica. Infine, sempre dal punto di vista dell’età, una partecipazione un po’ più elevata della media caratterizza boomers e silent, gli elettori che hanno dai 61 anni in su.

 

[…]  Relativamente invece all’appartenenza politica, risulta evidente che la mobilitazione, la partecipazione al voto, coinvolge maggiormente da un lato l’area di sinistra e di centrosinistra, dall’altro la destra, mentre un po’ meno coinvolti appaiono gli elettori di centro e di centrodestra.

VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - VIGNETTA NATANGELO

 

Per l’area di opposizione si è trattato quindi di una complessiva chiamata alle armi contro il governo, mentre nell’area delle forze di maggioranza la risposta è stata soprattutto da parte dell’area più radicale, minore invece nell’area più moderata e ancora inferiore nell’area centrista dove si raggiunge il massimo dell’astensionismo tra gli elettori politicamente collocati (un livello estremamente elevato si ha naturalmente tra chi non si colloca sull’asse sinistra/destra, dove ci sono molti degli elettori demotivati e distanti dalla politica).

 

[…]  Per quel che riguarda il profilo di chi ha votato Sì o No, vediamo innanzitutto se ci sono stati «tradimenti». L’unico partito in cui è emersa una dialettica interna apprezzabile rispetto alla scelta di voto, è stato il Partito democratico.

 

COMPORTAMENTO DI VOTO PER GRUPPI SOCIODEMOGRAFICI E APPARTENENZA POLITICA - REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

In effetti qui vediamo come ci sia una quota, ultra-minoritaria ma non trascurabile, di elettori che hanno scelto il Sì: si arriva a poco meno del 9% di chi dichiara di voler votare per questo partito.

 

Ma la sorpresa viene dall’elettorato pentastellato, con un leader fortemente coinvolto nella campagna per il No: tra chi dichiara di votare M5S circa il 17% (ma era il 24% qualche mese fa) si è espresso per il Sì.

 

Nel centrodestra qualche slittamento si rileva tra gli elettori di Lega e Forza Italia, rispettivamente con il 12% e il 10% circa che vota No. Infine, tra gli elettori di Italia viva, Azione e +Europa, il sì arriva al 31%.

 

[…]  Dal punto di vista delle caratteristiche sociodemografiche, troviamo un più netto prevalere del No proprio tra i segmenti che abbiamo visto essere più partecipanti: ceti istruiti, condizioni economiche medio/alte, giovanissimi in cui il No prevale con una nettezza straordinaria (tra i laureati arriva a oltre i due terzi, tra le persone di condizione agiata si arriva a quasi il 60%).

 

milano voto referendum costituzionale sulla giustizia foto lapresse

Il contrario tende ad avvenire tra chi è in situazioni meno floride: tra chi ha solo la licenza elementare e tra le casalinghe il Sì prevale, mentre gli operai si dividono quasi equamente tra le due opzioni.

 

La sconfitta dell’esecutivo e in primo luogo della presidente del Consiglio — che pure si era tenuta defilata nella campagna sino alle ultime settimane — appare molto netta.

 

Il posizionamento di Giorgia Meloni ha evidenziato negli ultimi mesi, al di là del tema della riforma costituzionale, diversi punti di difficoltà: il contesto internazionale si è rivelato sempre più complesso e meno solido di quanto era apparso negli ultimi anni; la condizione economica del Paese più difficile del previsto, con il rischio di non riuscire a uscire dalla procedura di infrazione europea; la crisi energetica sembra assumere una virulenza preoccupante che incide sensibilmente sui costi quotidiani sostenuti dai cittadini.

 

torino voto referendum costituzionale sulla giustizia foto lapresse

A tutto questo è da aggiungere qualche infortunio, il più recente dei quali riguarda il sottosegretario Delmastro, in relazione con un esponente della malavita organizzata.

 

È probabile che questi risultati avranno un effetto sugli orientamenti di voto, almeno a breve. Lo vedremo tra pochi giorni nell’usuale scenario politico mensile .

 

REFERENDUM, L’ONDA ANOMALA DELLA GEN Z CHE NESSUNO HA VISTO ARRIVARE

Estratto dell’articolo di Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

[…]   E poi, ci sono i ragazzi. Li abbiamo visti su Tik Tok o nelle nostre case interessarsi, chiedere, mobilitarsi per il No. Li abbiamo descritti come apatici e indifferenti e invece da oltre un anno li troviamo accesi per la giustizia sociale e per la fine dei massacri.

 

la scheda per il voto referendum costituzionale sulla giustizia foto lapresse

La destra li tratta come criminali incendiari, emana leggi ad hoc, parla di anni di piombo. Loro — appena possibile — hanno risposto con le matite: il 61% tra i 18 e i 34 anni ha votato no. Moltissimi, avevano chiesto di farlo da fuorisede cominciando una battaglia cui bisognerà trovare risposte. Ignorarli o offenderli — come il governo fa da quando si è insediato — non è stata una buona idea.

VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - VIGNETTA GIANNELLI

MAPPA DEL VOTO SULLE REGIONI - REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA -

COME VOTEREBBERO OGGI GLI ITALIANI -GIOVANI FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA giorgia meloni ammette la sconfitta al referendum sulla giustizia 5

 

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