donald trump mercantilismo globalizzazione

TRUMP, IL RE SÒLA – CON LA POLITICA ECONOMICA DEL TYCOON SIAMO TORNATI ALL’EPOCA DEL MERCANTILISMO INVENTATO DA JEAN BAPTISTE COLBERT PER LUIGI XIV: NON ESISTE PIÙ LO SCAMBIO, MA IL POSSESSO. UN “CAPITALISMO DELLA FINITUDINE” SECONDO CUI LO SVILUPPO ECONOMICO NON È PIÙ UN PROCESSO DI COOPERAZIONE TRA LE NAZIONI LIBERE, TECNICAMENTE INFINITO, MA UN GIOCO A SOMMA ZERO. IL CONFINE TRA PUBBLICO E PRIVATO, COME NEL '700, SI ERODE, E I MONOPOLI VENGONO INCENTIVATI COME STRUMENTI DI POTENZA NAZIONALE – LE CONVERGENZE CON PUTIN E QUELLE CON IL PENSIERO ECOLOGICO DEL '900 (PARADOSSALI, PER UN NEGAZIONISTA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO COME TRUMP)

Estratto dell’articolo di Federico Varese per “la Stampa”

 

donald trump nei panni di jean baptiste colbert, la mente del mercantilismo

[…] Mentre molti pensatori di sinistra sono ancora fermi alla critica del "neoliberismo", il mondo che Trump sta costruendo è guidato dai principi del mercantilismo del XVII secolo.

 

Le scelte di Trump sono spesso ridicolizzate dagli economisti di professione, che lo descrivono alla stregua di un infante analfabeta. […] Eppure, queste scelte sono coerenti con la teoria mercantilista nata nell'Europa moderna e abbracciata, ad esempio, da Jean-Baptiste Colbert, ministro delle Finanze di Luigi XIV.

 

«Non vogliamo accordi commerciali, vogliamo acquisire beni strategici», ha dichiarato Trump. Nel capitalismo liberale, contratti, trattati e scambi commerciali sono il principale strumento per creare valore. Con Trump si passa dallo scambio al possesso. La Groenlandia e il Venezuela, come le colonie degli imperi europei ottocenteschi, sono territori da cui estrarre risorse. Anche le rotte marittime diventano contese, privatizzate e militarizzate. […] Chi non si adegua è un pirata.

 

globalizzazione

I dazi sono un'aberrazione per il pensiero economico liberale perché distorcono il libero scambio. Nel mondo di Trump sono invece strumenti politici che servono a forzare comportamenti, disciplinare alleati e rivali, e riorganizzare la produzione nazionale per ridurre la dipendenza da altre nazioni. I disavanzi commerciali non sono il risultato del vantaggio comparato, ma la prova dello sfruttamento.

 

Mentre il capitalismo liberale tollera gli squilibri perché presuppone un'espansione senza fine, "il capitalismo della finitudine", descritto in modo mirabile in un libro recente dello storico francese Arnaud Orain, interpreta ogni squilibrio come una sconfitta esistenziale: «Per decenni il nostro Paese è stato saccheggiato, depredato, violentato e sfruttato», ci ha spiegato Trump. Gli indicatori macroeconomici diventano giudizi morali e politici. Il deficit è la prova che non ci sono risorse sufficienti per tutti e giustifica coercizione, protezionismo e monopolio.

 

RE LUIGI XIV

Esiste una convergenza paradossale con il pensiero ecologico del Novecento, che metteva in guardia contro l'esaurimento del pianeta.

 

Trump rilegge quelle preoccupazioni in chiave di potenza.

 

Il capitalismo della finitudine nasce dall'ansia degli elettori di fronte a un mondo percepito come finito. In questo contesto, lo sviluppo economico non è più un processo cooperativo ma un gioco a somma zero: se qualcuno vince, qualcun altro perde.

 

DONALD TRUMP - WALL STREET

La sintonia tra Trump e Vladimir Putin è più profonda di quanto molti commentatori abbiano riconosciuto. Per entrambi, il confine tra autorità pubblica e capitale privato si erode. Le imprese controllano territori, infrastrutture, dati e persino l'uso della violenza.

Piuttosto che cercare di regolare o smantellare i monopoli, Trump li ha celebrati come strumenti di potenza nazionale.

 

Non è quindi ammissibile avere istituzioni che governano l'economia, come appunto la banca centrale guidata da Powell, separate dal potere politico. In Russia, lo Stato promuove gli interessi economici con ogni mezzo possibile, compresa la guerra, e gli industriali operano al servizio della politica di potenza.

ARNAUD ORAIN

 

Come Trump favorisce imprenditori a lui vicini quali Steve Witkoff e il genero Jared Kushner, che diventano plenipotenziari dell'aspirante monarca, così Putin assegna ai suoi fedelissimi posizioni di monopolio in settori chiave dell'economia.

 

Storici come Marc Bloch, Frederic Lane e Arnaud Orain ci ricordano come il mercantilismo perse la sua battaglia intellettuale con la pubblicazione de La ricchezza delle nazioni di Adam Smith. Il filosofo scozzese intendeva fondare il capitalismo sulla promessa dello scambio, del vantaggio competitivo e delle istituzioni indipendenti, eliminando così la violenza dall'economia internazionale.

 

ADAM SMITH

Ufficialmente messo al bando dalla retorica liberale, il mercantilismo è però la dottrina che ha dominato lunghi periodi della storia europea, dal sedicesimo secolo al diciottesimo e poi dal 1880 al 1945. Studiosi insigni come Gustav Schmoller e Joseph Schumpeter lo hanno celebrato perché capace di schiacciare rivali, difendere la nazione e promuovere il progresso tecnologico.

 

[…] Oggi questa dottrina è uscita dal cono d'ombra in cui era stata confinata dopo il 1945 per diventare protagonista del capitalismo del ventunesimo secolo. Lo spettro mercantilista, che è alla base dell'imperialismo e del colonialismo europei, ha oggi i volti di Trump e di Putin. Il presidente della Fed, Powell, è solo uno dei suoi tanti bersagli.

globalizzazione in cinque secoli

L INSTABILITA ECONOMICA BY TRUMP - ILLUSTRAZIONE DEL FINANCIAL TIMES Putin Trump

ARNAUD ORAIN - LE MONDE CONFISQUE

xi jinping donald trump vladimir putin xi jinping e donald trump - illustrazione the economist

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